{"id":1000024706,"date":"2025-11-03T07:30:11","date_gmt":"2025-11-03T10:30:11","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000024706"},"modified":"2025-11-03T07:30:12","modified_gmt":"2025-11-03T10:30:12","slug":"ancora-ipotesi-ardite-da-avi-loeb-3i-atlas-e-spinta-da-un-motore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000024706","title":{"rendered":"Ancora ipotesi ardite da Avi Loeb: 3I\/ATLAS \u00e8 spinta da un motore?"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando un nome come Avi Loeb pubblica una nuova analisi, la comunit\u00e0 scientifica si prepara a discutere. Professore ad Harvard, gi\u00e0 direttore del Dipartimento di Astronomia e fondatore della Black Hole Initiative, Loeb \u2013 va detto \u2013 \u00e8 uno scienziato di indiscussa autorevolezza. Tuttavia \u00e8 noto anche per alcune ipotesi a dir poco audaci, spesso ai confini tra scienza consolidata e curiosit\u00e0 esplorativa \u2014 basti pensare alle sue interpretazioni di &#8216;Oumuamua come possibile manufatto tecnologico. Da qualche mese formula ipotesi secondo cui non \u00e8 da escludere che 3I\/ATLAS , il terzo oggetto interstellare mai osservato nel Sistema Solare, possa anche essere in realt\u00e0 un manufatto alieno. Negli ultimi giorni ha dedicato due articoli a 3I\/ATLAS, che sta mostrando comportamenti difficili da spiegare con la sola fisica delle comete.<\/p>\n\n\n\n<p>3I\/ATLAS: una cometa \u00abtroppo luminosa\u00bb e \u00abtroppo blu\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo penultimo articolo, pubblicato su Medium, Loeb commenta nuovi dati provenienti da osservatori spaziali come SOHO, STEREO e GOES-19. Le immagini mostrano che 3I\/ATLAS si \u00e8 improvvisamente illuminata, con una crescita di luminosit\u00e0 che segue una legge molto pi\u00f9 ripida rispetto a quella delle comete note: la sua brillantezza aumenta come l&#8217;inverso della distanza dal Sole elevato a 7,5. In altre parole: in un modo quasi incredibile. Nelle comete normali questo numero \u00e8 di solito tra 2 e 3, ma per 3I\/ATLAS \u00e8 7,5: vuol dire che la sua luce aumenta in modo esagerato, come se stesse \u00abbrillando\u00bb molto pi\u00f9 del previsto. Ancora pi\u00f9 sorprendente, la cometa appare \u00abpi\u00f9 blu del Sole\u00bb. Normalmente, le comete riflettono la luce solare in modo da apparire pi\u00f9 rosse \u2014 effetto della polvere che diffonde la radiazione. Il colore blu, invece, suggerisce un&#8217;emissione diretta, forse da gas ionizzati (come il monossido di carbonio) o da processi ancora ignoti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cosa significa \u00abpi\u00f9 blu del Sole\u00bb?<\/p>\n\n\n\n<p>Il Sole, in realt\u00e0, non \u00e8 blu: la sua luce \u00e8 bianca, leggermente tendente al giallo, e contiene tutte le componenti dello spettro visibile. Dire che una cometa \u00e8 \u00abpi\u00f9 blu del Sole\u00bb significa che la sua luce \u00e8 spostata verso lunghezze d&#8217;onda pi\u00f9 corte \u2014 cio\u00e8 riflette o emette pi\u00f9 radiazione azzurra rispetto alla luce solare. Questo effetto pu\u00f2 indicare la presenza di gas ionizzati o di una composizione chimica inusuale, e per questo rappresenta un&#8217;anomalia davvero rara. Loeb sottolinea come questo rappresenti la nona \u00abanomalia\u00bb di 3I\/ATLAS, dopo una serie di caratteristiche insolite gi\u00e0 individuate in precedenza.<\/p>\n\n\n\n<p>La nuova osservazione: un&#8217;accelerazione non gravitazionale<\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo articolo pi\u00f9 recente, First Evidence for a Non-Gravitational Acceleration of 3I\/ATLAS at Perihelion, Loeb commenta la rilevazione di una accelerazione non gravitazionale quando l&#8217;oggetto ha raggiunto il perielio (la minima distanza dal Sole, 203 milioni di chilometri). Il dato, registrato da Davide Farnocchia del Jet Propulsion Laboratory della NASA, indica che 3I\/ATLAS si muove come se fosse spinta da un effetto \u00abrazzo\u00bb, probabilmente dovuto al degassamento di materiali volatili. Tuttavia, Loeb non esclude del tutto l&#8217;ipotesi pi\u00f9 speculativa: quella di una spinta artificiale, generata da un qualche meccanismo interno, come se l&#8217;oggetto avesse davvero una sorta di \u00abmotore\u00bb. Pur mantenendo toni cauti, Loeb ricorda ai colleghi che \u00ab\u00e8 un cattivo metodo scientifico scartare i dati solo perch\u00e9 non abbiamo ancora una spiegazione teorica convincente\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Scienza o suggestione?<\/p>\n\n\n\n<p>Le analisi di Loeb sono affascinanti proprio perch\u00e9 oscillano tra rigore e provocazione intellettuale. Nessuno mette in dubbio la sua competenza scientifica \u2013 il suo curriculum parla da s\u00e9 \u2013 ma molti astrofisici invitano a non confondere l&#8217;esplorazione delle ipotesi con la prova dei fatti. Le osservazioni delle prossime settimane, soprattutto da Hubble e James Webb, potrebbero chiarire se la cometa 3I\/ATLAS sta davvero perdendo massa a ritmi eccezionali o se dietro le sue anomalie si nascondono processi naturali ancora poco compresi. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che Loeb, con il suo approccio spesso anticonvenzionale, riesce ancora una volta a portare la meraviglia scientifica al centro del dibattito \u2014 ricordandoci che la curiosit\u00e0, anche quando sorprende, \u00e8 il motore stesso della conoscenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Roberto Graziosi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando un nome come Avi Loeb pubblica una nuova analisi, la comunit\u00e0 scientifica si prepara a discutere. Professore ad Harvard, gi\u00e0 direttore del Dipartimento di Astronomia e fondatore della Black Hole Initiative, Loeb \u2013 va detto \u2013 \u00e8 uno scienziato di indiscussa autorevolezza. 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