{"id":1000024303,"date":"2025-10-23T07:28:50","date_gmt":"2025-10-23T10:28:50","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000024303"},"modified":"2025-10-23T07:28:52","modified_gmt":"2025-10-23T10:28:52","slug":"non-dimentico-mai-di-ricordarmi-un-viaggio-verso-lanima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000024303","title":{"rendered":"Non dimentico mai di ricordarmi: un viaggio verso l&#8217;anima"},"content":{"rendered":"\n<p>Alcune parole non nascono dal linguaggio, ma dall&#8217;esperienza. E quando arrivano, restano. Una frase \u00e8 entrata nella mia coscienza tanti anni fa e da allora ha continuato a risuonare dentro di me: \u00abNon dimentico mai di ricordarmi.\u00bb Non \u00e8 una frase che ho costruito con cura: \u00e8 semplicemente emersa come un respiro, una consapevolezza, un sussurro interiore. Col tempo, ho compreso che queste parole non sono abbellimenti poetici, ma una zattera di salvataggio, una bussola. Viviamo in un mondo che ci spinge costantemente verso l&#8217;esterno, verso il successo, l&#8217;attenzione, l&#8217;immagine, la competizione. In un mondo cos\u00ec, questa frase mi riporta a casa. Non in un luogo, ma alla mia essenza. Questo scritto, dunque, non \u00e8 solo un articolo. \u00c8 una passeggiata tra i miei pensieri, i ricordi, le lezioni e i riconoscimenti silenziosi raccolti in decenni, alcuni gioiosi, altri pesanti, tutti significativi.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima volta che mi sono dimenticato<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;inizio della mia carriera professionale attraversai un periodo che molti avrebbero definito \u00abd&#8217;oro\u00bb. Arrivavano inviti da ogni parte. La gente mi lodava. Venivo citato. Celebrato. Ma dentro, qualcosa non andava. Una sera, tornato da un evento letterario, mi sedetti da solo. Guardai alcuni miei versi e provai un vuoto strano. Le parole erano levigate, le metafore affilate, ma mancavano di anima. Erano create per impressionare, non per esprimere. Quella notte non scrissi nulla. Rimasi in silenzio, ad ascoltare un silenzio che avevo ignorato. E da quel silenzio emerse questa dolce consapevolezza: \u00abHai dimenticato di ricordarti\u00bb. Non era una critica. Era un richiamo alla verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa significa veramente ricordarsi?<\/p>\n\n\n\n<p>Significa fermarsi. Respirare non solo fisicamente, ma mentalmente. Smettere di recitare per gli altri e iniziare a riflettere dentro. Non si tratta di richiamare un&#8217;identit\u00e0 passata, ma di rientrare nello spazio dell&#8217;onest\u00e0 interiore. Ricordarsi \u00e8 come riconoscere il proprio riflesso in un&#8217;acqua immobile dopo anni di corsa. \u00c8 riconnettersi con quella parte di s\u00e9 che non ha fame di applausi, ma sete di senso.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono dimenticato troppe volte<\/p>\n\n\n\n<p>Sarebbe falso dire che non ho mai perso la strada. L&#8217;ho fatto. Tutti lo facciamo. Ci dimentichiamo quando cerchiamo con troppa forza di essere accettati. Quando reprimiamo la nostra verit\u00e0 per mantenere armonia. Quando inseguiamo ci\u00f2 che brilla e abbandoniamo ci\u00f2 che ci radica. Eppure, ogni volta che mi sono ricordato, sono tornato pi\u00f9 forte, pi\u00f9 semplice, pi\u00f9 vero. Ricordo una volta, durante una cerimonia internazionale, quando il pubblico applaud\u00ec al mio nome. Sorrisi. Salii sul palco. Ma dentro di me una voce rammentava quella di mio padre scomparso che mi diceva: \u00abNon dimenticare mai chi eri prima che tutto questo cominciasse\u00bb. Quella voce mi accompagna sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ruolo della solitudine<\/p>\n\n\n\n<p>La solitudine \u00e8 spesso fraintesa. La si confonde con l&#8217;assenza di s\u00e9. Ma la vera solitudine nutre. \u00c8 in quelle ore silenziose che mi rivedo. Sto senza parlare. A volte scrivo, altre volte no. Guardo gli alberi, vecchie fotografie, o soltanto il soffitto. E lentamente, come una nebbia che si dirada, sento una sensazione familiare e rassicurante: sono ancora qui. Il mondo non si ferma. Le chiamate arrivano. I messaggi lampeggiano. Le responsabilit\u00e0 non scemano. Ma qualcosa dentro di me cambia. Mi radico. Divento consapevole. Presente. E da quella presenza torno alla vita con pi\u00f9 profondit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Poesia pittorica e vera creativit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>Spesso mi chiedono: \u00abCom&#8217;\u00e8 nata la Poesia Pittorica?\u00bb Si aspettano una storia grandiosa o un momento di ispirazione divina. Ma la verit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 semplice: \u00e8 nata durante uno di quei momenti di ricordo. Avevo lavorato con le parole per anni, ma sentivo un vuoto. Una sera guardai una vecchia foto di mia madre e pensai di scrivere qualche parola poetica in suo ricordo: e se una poesia potesse parlare non solo attraverso le parole, ma anche attraverso l&#8217;immagine e la sensazione? E se la poesia diventasse un viaggio visivo? Cos\u00ec \u00e8 cominciata. Non come strategia o dimostrazione, ma come risposta sincera a un desiderio silenzioso. Ed \u00e8 questo il dono del ricordarsi: genera originalit\u00e0. Quando scriviamo o creiamo restando radicati in noi stessi, ci\u00f2 che nasce non \u00e8 artificiale. Forse non sar\u00e0 di moda, ma sar\u00e0 eterno.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche nelle relazioni<\/p>\n\n\n\n<p>Ho visto quanto facilmente ci perdiamo nei rapporti. Doniamo troppo. Parliamo poco. Ci adeguiamo. A volte l&#8217;amore diventa un travestimento in cui scompariamo silenziosamente. Ma il vero amore, che sia verso un coniuge, un amico, una causa, non chiede di sparire. Invita a incarnare la propria presenza pienamente. Mia moglie, Sunita, \u00e8 stata specchio e testimone in questo percorso. Mi ricorda, con dolce fermezza, di ritornare quando mi allontano troppo. Il nostro legame \u00e8 cresciuto non nella perfezione, ma nella persistenza, nel ricordarsi di s\u00e9 e dell&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Memoria culturale e il lavoro realizzato<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro fotografico \u00abDaman Diu, Goa, Dadra Nagar Haveli e il regime portoghese (1510\u20131961)\u00bb non \u00e8 solo storia, \u00e8 guarigione. Quel progetto mi ha riconnesso con l&#8217;eredit\u00e0, con storie dimenticate, con voci trascurate. Scrivendolo, ho ricucito una parte di me verso la completezza. Anche la cultura dimentica. Le generazioni vanno avanti, e nella fretta di modernizzarsi, amputiamo le radici. Quel libro \u00e8 stato un atto di memoria culturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa fa il ricordarsi alla scrittura<\/p>\n\n\n\n<p>Quando scrivo di me stesso ricordato, la mia mano rallenta. Divento pi\u00f9 sincero, meno ornamentale. Le parole respirano. Portano calore, anche quando parlano di dolore. I lettori spesso mi scrivono: \u00abQuesta poesia mi ha toccato nel profondo\u00bb. Non perch\u00e9 l&#8217;ho scritta per loro, ma perch\u00e9 l&#8217;ho scritta da me. E tutti condividiamo certi dolori, speranze e domande.<\/p>\n\n\n\n<p>Un messaggio per i giovani<\/p>\n\n\n\n<p>Cari giovani, il mondo vi assegner\u00e0 etichette. Alcune vi piaceranno. Altre vi feriranno. Ma nessuna \u00e8 la vostra verit\u00e0. La vostra verit\u00e0 vive silenziosa dentro di voi, spesso sotto strati di rumore. Non misurate il vostro valore in numeri: follower, voti, stipendi. Quelle cose cambiano. Ci\u00f2 che non cambia \u00e8 la luce che portate dentro. E per sentirla dovete fermarvi. State con voi stessi. Non di fronte a uno schermo, ma davanti alla vostra anima. Chiedetevi spesso: \u00abSto vivendo la mia storia o il copione di un altro?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Un messaggio per chi si sente perso<\/p>\n\n\n\n<p>Se ti sei dimenticato, non sei solo. La maggior parte di noi lo \u00e8, prima o poi. Quello che conta \u00e8 essere disposti a ritornare. Non hai bisogno di vacanze, maestri spirituali o grandi cambiamenti. Serve solo un momento. Una tazza di t\u00e8 in silenzio. Una lunga passeggiata col telefono spento. Una conversazione con una vecchia fotografia. Sono rituali che ci riportano dentro. Non serve ricordare tutto. Basta cominciare con qualcosa: una convinzione, un sogno, una verit\u00e0 cara.<\/p>\n\n\n\n<p>Pratiche quotidiane che mi aiutano<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco alcune abitudini che mi aiutano a ricordarmi:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Mie mattine in silenzio, senza prendere subito il telefono.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Scrivere un diario autentico, non per registrare la giornata, ma per scovare cosa mi ha mosso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Dirmi di no, alle cose che non sento in sintonia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Rileggere vecchie lettere scritte nella giovinezza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Guardare il cielo, soprattutto al crepuscolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sembrano cose semplici. Ma nella semplicit\u00e0 sta la loro forza. Ognuna \u00e8 un filo che mi riavvicina a chi sono.<\/p>\n\n\n\n<p>Conclusioni<\/p>\n\n\n\n<p>Non pretendo di aver padroneggiato questo \u00abarte\u00bb. Alcuni giorni mi dimentico. Alcuni giorni mi perdo nella frenesia. Ma la differenza ora \u00e8 che torno pi\u00f9 in fretta. Non rimango perso a lungo. Perch\u00e9 ho fatto una promessa, silenziosa, a me stesso:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon dimenticare mai di ricordarmi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>E ogni volta mi sento intero. Non perfetto, ma presente. Non impeccabile, ma vero. E in quella verit\u00e0 c&#8217;\u00e8 pace.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Krishan Chand Sethi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcune parole non nascono dal linguaggio, ma dall&#8217;esperienza. E quando arrivano, restano. 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