{"id":1000024255,"date":"2025-10-22T09:20:47","date_gmt":"2025-10-22T12:20:47","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000024255"},"modified":"2025-10-22T09:20:49","modified_gmt":"2025-10-22T12:20:49","slug":"a-srebrenica-trentanni-dopo-al-via-il-pellegrinaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000024255","title":{"rendered":"A Srebrenica trent&#8217;anni dopo: al via il pellegrinaggio"},"content":{"rendered":"\n<p>Mantenere viva la memoria e promuovere consapevolezza sui rischi dell&#8217;odio, del razzismo e delle divisioni etniche: \u00e8 questo lo spirito di un pellegrinaggio interreligioso a Srebrenica, che prender\u00e0 il via gioved\u00ec 23 ottobre, con tappe anche a Mostar e a Sarajevo. A promuovere l&#8217;iniziativa, in Bosnia Erzegovina, a 30 anni dal genocidio del 1995, sono la Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana (Focsiv) e l&#8217;Unione delle comunit\u00e0 islamiche in Italia (Ucoii). Il pellegrinaggio coinvolger\u00e0 comunit\u00e0 e partecipanti sia cristiani sia musulmani e sar\u00e0 supportato localmente dall&#8217;Istituto pace sviluppo innovazione delle Acli (Ipsia), ong con progetti di cooperazione nel Paese balcanico dal 1997.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;arrivo a Sarajevo dall&#8217;Italia, con voli da Roma e da Bergamo, \u00e8 previsto nel pomeriggio di gioved\u00ec 23. Seguir\u00e0 una visita a Mostar e poi, di ritorno nella capitale della Bosnia, tappe in diversi luoghi di memoria e di culto: tra questi la cattedrale cattolica del Sacro Cuore, la cattedrale ortodossa della Nativit\u00e0 della Santissima Madre di Dio, la moschea di Gazi Husrev-beg e la sinagoga ashkenazita. Sabato 25 ottobre \u00e8 previsto un seminario dal titolo \u00abChi difende il diritto internazionale?\u00bb, organizzato in collaborazione con il Consiglio delle religioni di Sarajevo e ospitato nella biblioteca di Gazi Husrev-beg. Parteciperanno rappresentanti di Focsiv e Ucoii, il professor Marco Mascia dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova e del Centro studi \u00abAntonio Papisca\u00bb, insieme a figure religiose di primo piano come Mustafa Ceric, Gran mufti della Bosnia Erzegovina, monsignor Luigi Bressan, vescovo emerito di Trento, e Hrizostom Jevic, arcivescovo ortodosso di Sarajevo.<\/p>\n\n\n\n<p>I pellegrini si sposteranno in seguito a Srebrenica per visitare il Memoriale, nella frazione di Potocari, proprio nei luoghi dove, nel luglio 1995, furono uccise almeno 8.372 persone, in grande maggioranza ragazzi e uomini bosgnacchi, ovvero musulmani di Bosnia. La stima, di quello che \u00e8 stato definito \u00abil genocidio pi\u00f9 breve di sempre\u00bb, \u00e8 della Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani. Prima di ripartire per l&#8217;Italia, nel quinto giorno del pellegrinaggio, i partecipanti visiteranno anche il Tunnel di Sarajevo: era stato ricavato sotto la pista dell&#8217;aeroporto, per collegare la citt\u00e0 sotto assedio con il resto della Bosnia, in un&#8217;area neutrale istituita dalle Nazioni Unite.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordano gli organizzatori dell&#8217;iniziativa: \u00abLe violenze furono perpetrate da unit\u00e0 dell&#8217;esercito della Repubblica serba di Bosnia ed Erzegovina, guidate dal generale Ratko Mladic (condannato all&#8217;ergastolo dal Tribunale penale internazionale per l&#8217;ex Jugoslavia), in quella che nel 1993 era stata dichiarata dall&#8217;Onu &#8216;zona protetta&#8217; e che si trovava sotto la tutela di un contingente olandese\u00bb. Secondo Ivana Borsotto, presidente di Focsiv, \u00abin un momento storico segnato da conflitti armati che causano vittime anche e soprattutto tra i civili, dall&#8217;Ucraina al Sudan al Medio Oriente, il pellegrinaggio sar\u00e0 occasione di interrogarsi sulle ragioni dell&#8217;odio e sul rispetto ineludibile del diritto internazionale\u00bb. Porsi queste domande appare oggi vitale. \u00abBisogna scongiurare il rischio di nuovi genocidi\u00bb, sottolinea Borsotto, facendo riferimento all&#8217;Europa ma anche alla regione palestinese della Striscia di Gaza, \u00aboggi in cerca di una tregua possibile e quantomai incerta, che \u00e8 un dovere morale per la comunit\u00e0 internazionale tutta\u00bb. Collega passato e presente anche Yassine Baradai, segretario nazionale di Ucoii.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDopo l&#8217;eccidio in Bosnia\u00bb, ricorda, \u00abmolti in Occidente s&#8217;interrogarono attoniti sulla reale pregnanza di quei &#8216;mai pi\u00f9&#8217; che erano risuonati dopo che la dimensione e le forme della strage della Seconda guerra mondiale furono acclarate e divennero trauma e memoria collettiva\u00bb. Un impegno che non \u00e8 stato mantenuto a pieno, secondo il responsabile: \u00abInvero poco o nulla si fece, di efficace e continuativo, affinch\u00e9 una vera cultura di pace diventasse l&#8217;anima stessa della politica degli Stati e anzi si scivol\u00f2 irresistibilmente verso nuovi drammatici abissi di morte e distruzione, fino a quello in corso a Gaza e in Palestina che in questi giorni ha una fragile pausa che invero non rassicura affatto anche se riaccende le speranze\u00bb. Baradai guarda poi al futuro: \u00abVedremo con emozione quel che resta del &#8216;Tunnel della speranza&#8217; che idealmente collega quello che avvenne in quel conflitto a Sarajevo con la realt\u00e0 di Gaza, elevando le nostre preghiere affinch\u00e8 davvero mai pi\u00f9 ci debba infossare nelle profondit\u00e0 della terra per sopravvivere\u00bb. Si sofferma sulla Bosnia Marco Calvetto, presidente di Ipsia. \u00abOggi, 30 anni dopo Srebrenica, le memorie vengono nascoste\u00bb, denuncia. \u00abSe si vuole immaginare un futuro, lo si pu\u00f2 fare solo dando il giusto spazio alla memoria storica; bisogna tornare a parlare di Srebrenica, di Bosnia Erzegovina, tornare in quei luoghi, ascoltare, vedere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Vincenzo Giardina<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mantenere viva la memoria e promuovere consapevolezza sui rischi dell&#8217;odio, del razzismo e delle divisioni etniche: \u00e8 questo lo spirito di un pellegrinaggio interreligioso a Srebrenica, che prender\u00e0 il via gioved\u00ec 23 ottobre, con tappe anche a Mostar e a Sarajevo. 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