{"id":1000024046,"date":"2025-10-18T16:06:47","date_gmt":"2025-10-18T19:06:47","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000024046"},"modified":"2025-10-18T16:06:50","modified_gmt":"2025-10-18T19:06:50","slug":"il-cervello-femminile-invecchia-piu-lentamente-di-quello-maschile-perche-non-e-protetto-dallalzheimer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000024046","title":{"rendered":"Il cervello femminile invecchia pi\u00f9 lentamente di quello maschile. Perch\u00e9 non \u00e8 protetto dall&#8217;Alzheimer?"},"content":{"rendered":"\n<p>Con l&#8217;avanzare dell&#8217;et\u00e0, un cervello maschile sano perde pi\u00f9 volume e in pi\u00f9 aree cerebrali rispetto a un cervello femminile sano. Lo sostiene uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences: i cambiamenti strutturali del cervello legati all&#8217;invecchiamento non sembrano insomma spiegare come mai le donne siano quasi due volte pi\u00f9 soggette a diagnosi di Alzheimer rispetto agli uomini. Poich\u00e9 un rapido invecchiamento del cervello \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti fattori di rischio per l&#8217;Alzheimer, ci si sarebbe potuti aspettare un declino pi\u00f9 pronunciato del cervello femminile nelle aree pi\u00f9 colpite da questa forma di demenza. Ma il nuovo lavoro, condotto da un gruppo di neuroscienziati dell&#8217;Universit\u00e0 di Oslo (Norvegia) mostra che le perdite di materia grigia pi\u00f9 consistenti legati all&#8217;et\u00e0 si riscontrano nel cervello maschile. Gli scienziati hanno osservato l&#8217;evoluzione nel tempo della struttura del cervello di oltre 4.700 persone sane, che non soffrivano di Alzheimer e nemmeno di declino cognitivo lieve, e che avevano partecipato come soggetti di controllo in 14 grandi studi sanitari. In tutto, sono state analizzae 12.500 scansioni cerebrali fatte con la risonanza magnetica funzionale (MRI) &#8211; almeno due a persona, eseguite in media a 3 anni di distanza. Le immagini hanno permesso di capire, per esempio, come fosse cambiato nel tempo lo spessore della materia grigia (il tessuto costituito dall&#8217;insieme dei corpi dei neuroni), e se le aree cerebrali pi\u00f9 interessate dall&#8217;Alzheimer, come l&#8217;ippocampo, una struttura essenziale per la memoria, si fossero rimpicciolite. In generale, gli esami cerebrali degli uomini indicavano una pi\u00f9 consistente e maggiormente diffusa riduzione di volume rispetto a quelli delle donne. Come \u00e8 noto, gli uomini hanno anche una minore aspettativa di vita rispetto alle donne. La ricerca &#8211; non priva di limiti, come quello di aver considerato persone con livelli elevati di istruzione, un fattore protettivo sull&#8217;invecchiamento cerebrale e non per forza esteso alla maggior parte della popolazione &#8211; sembra suggerire che la maggiore predisposizione femminile all&#8217;Alzheimer non sia da ricercare nella velocit\u00e0 alla quale il cervello invecchia, ma in altri fattori che le rendono pi\u00f9 suscettibili a questa demenza.&nbsp;&nbsp;Nella maggiore vulnerabilit\u00e0 delle donne all&#8217;Alzheimer (ma anche alla sclerosi multipla, e a una forma transitoria di nebbia cerebrale che pu\u00f2 sopraggiungere durante la menopausa) potrebbe avere un ruolo il cromosoma sessuale X, che le femmine possiedono in doppia copia. Uno studio dell&#8217;Universit\u00e0 della California &#8211; Los Angeles Health Sciences condotto sui topi e pubblicato su Science Translational Medicine, ha individuato sul cromosoma X un gene che promuove l&#8217;infiammazione nelle cellule immunitarie del cervello, che nel loro insieme sono chiamate microglia. Per il solo fatto di avere due cromosomi X, le femmine di topo sono pi\u00f9 soggette a questo processo infiammatorio, e mostrano anche maggiori benefici quando il gene (chiamato Kdm6a) e la proteina ad esso associata vengono disattivati. Gli scienziati californiani hanno provato a silenziare farmacologicamente la proteina codificata dal gene usando la metformina, un antidiabetico che sembra avere propriet\u00e0 contro l&#8217;invecchiamento. L&#8217;idea \u00e8 che il gene e la sua attivit\u00e0 infiammatoria siano vantaggiosi per combattere le infezioni in et\u00e0 fertile, e che siano tenuti sotto controllo dagli estrogeni, ormoni con propriet\u00e0 antinfiammatorie e neuroprotettive. Con la menopausa e il calo degli estrogeni, gli effetti infiammatori del gene diventano dannosi a livello neurologico.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l&#8217;avanzare dell&#8217;et\u00e0, un cervello maschile sano perde pi\u00f9 volume e in pi\u00f9 aree cerebrali rispetto a un cervello femminile sano. 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