{"id":1000023990,"date":"2025-10-18T15:29:06","date_gmt":"2025-10-18T18:29:06","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000023990"},"modified":"2025-10-18T15:29:07","modified_gmt":"2025-10-18T18:29:07","slug":"alieni-apatici-e-annoiati-come-noi-ecco-perche-non-ci-trovano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000023990","title":{"rendered":"Alieni apatici e annoiati. Come noi: ecco perch\u00e9 non ci trovano"},"content":{"rendered":"\n<p>Miliardi di galassie, di stelle e di pianeti ci dicono che, statisticamente, devono esserci altre forme di vita nell&#8217;Universo: allora come si spiega il silenzio assordante che circonda la civilt\u00e0 umana, incontattata dalle altre possibili vicine? Un nuovo studio propone una risposta fresca, semplice e&#8230; rassicurante a questa domanda, nota come paradosso di Fermi: se gli alieni ci sono, non ci hanno mai mandato nemmeno un segnale perch\u00e9 sono \u00abbloccati\u00bb a un livello tecnologico non molto superiore al nostro. E, dopo alcuni tentativi di ricerca, si sono stancati. Lo scenario proposto in un articolo postato su arXiv da Robin Corbet, scienziato del Goddard Space Flight Center della NASA presso l&#8217;Universit\u00e0 del Maryland, ipotizza che eventuali civilt\u00e0 extraterrestri, se esistono, abbiano raggiunto un \u00abtetto\u00bb nello sviluppo tecnologico non lontano da quello dei terrestri: \u00abNon hanno velocit\u00e0 superiori a quelle della luce, non hanno macchine basate sull&#8217;energia oscura o sulla materia oscura, n\u00e9 buchi neri. Non stanno sfruttando nuove leggi della fisica\u00bb ha raccontato al Guardian. Niente, dunque, potenti laser che possano essere individuati da altri pianeti, nessun programma fedelt\u00e0 per i viaggi interstellari, nessuna megastruttura nello Spazio per sfruttare l&#8217;energia della loro stella. Corbert propone che nella Via Lattea ci sia un numero modesto di civilt\u00e0 dalla tecnologia solo un poco pi\u00f9 sviluppata della nostra, ma \u00abnon cos\u00ec tanto. La stessa differenza che passa tra il possedere un iPhone42 anzich\u00e9 un iPhone 17\u00bb dice. Se l&#8217;ipotesi tenesse, \u00e8 immaginabile che arrivati a un plateau, un appiattimento, tecnologico, gli alieni stentino a far funzionare potenti raggi laser per milioni di anni, che rinuncino a investire in esplorazione spaziale e che, dopo aver spedito nei mondi a loro pi\u00f9 vicini sonde robotiche, a un certo punto si siano stancati di cercare. Accandonando i viaggi galattici per seguire orizzonti pi\u00f9 piccoli. Vi ricorda qualcuno? Esatto: l&#8217;uomo, in certe fasi della sua storia. Infatti il principio di Corbet si chiama della \u00abmonotonia radicale\u00bb (radical mundanity), proprio perch\u00e9 tende a scartare le ipotesi pi\u00f9 estreme. Avvicina gli alieni a noi, rendendoli meno sfuggenti. Lo studio, che deve ancora essere rivisto in peer-review, suggerisce che un eventuale contatto potrebbe lasciarci un po&#8217; delusi, ma allo stesso tempo propone soluzioni un po&#8217; meno terrificanti rispetto ad alcune di quelle gi\u00e0 vagliate, come quella di alieni che ci sorvegliano di nascosto, tenendo la Terra in quarantena. Questa stessa idea di normalit\u00e0 presta per\u00f2 il fianco alle critiche: altri scienziati ritengono che proiettare un&#8217;apatia squisitamente \u00abterrestre\u00bb su altre civilt\u00e0 non sia credibile, perch\u00e9 \u00e8 inverosimile pensare che gli alieni siano tutti, uniformemente, cos\u00ec annoiati e ottusi. Inoltre, il plateau tecnologico di una civilt\u00e0 aliena potrebbe trovarsi comunque a un livello di tecnologia molto pi\u00f9 sviluppato rispetto a quello terrestre.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Miliardi di galassie, di stelle e di pianeti ci dicono che, statisticamente, devono esserci altre forme di vita nell&#8217;Universo: allora come si spiega il silenzio assordante che circonda la civilt\u00e0 umana, incontattata dalle altre possibili vicine? 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