{"id":1000023987,"date":"2025-10-18T15:27:48","date_gmt":"2025-10-18T18:27:48","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000023987"},"modified":"2025-10-18T15:27:51","modified_gmt":"2025-10-18T18:27:51","slug":"un-uomo-paralizzato-e-riuscito-a-controllare-la-mano-di-altre-persone-col-pensiero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000023987","title":{"rendered":"Un uomo paralizzato \u00e8 riuscito a controllare la mano di altre persone col pensiero"},"content":{"rendered":"\n<p>Un uomo rimasto paralizzato dal torace in gi\u00f9 in seguito a un tuffo andato male \u00e8 riuscito a controllare la mano di altre due persone con il pensiero, grazie a un impianto cerebrale. L&#8217;impresa \u00e8 descritta in un articolo in pre-pubblicazione postato su medRxiv, in cui Chad Bouton, neuroscienziato esperto in interfacce cervello-computer del Feinstein Institutes for Medical Research (Stati Uniti), e i colleghi raccontano di come hanno creato \u00abuna connessione tra la mente e il corpo di due diversi individui\u00bb. Keith Thomas \u00e8 un uomo di poco pi\u00f9 di 40 anni, paralizzato dal torace in gi\u00f9 da luglio 2020 e privo di ogni capacit\u00e0 di movimento o sensazioni tattili nelle mani. In uno studio precedente, nel 2023, il gruppo di ricerca di Bouton aveva impiantato cinque set di elettrodi in una parte della corteccia cerebrale di Thomas incaricata di percepire il tatto e di muovere la sua mano destra. L&#8217;impianto permetteva di leggere l&#8217;attivit\u00e0 neurale di quest&#8217;area cerebrale, di decodificarla con un modello di IA e di trasmetterla via wireless ad elettrodi sistemati sulla pelle dell&#8217;avambraccio dell&#8217;uomo, che facevano contrarre e rilassare i suoi muscoli e muovere la sua mano come se l&#8217;input arrivasse direttamente dal cervello. Il paziente era cos\u00ec riuscito per la prima volta dall&#8217;incidente ad afferrare oggetti con la mano dirigendo il movimento solamente col pensiero, e non solo. Grazie a sensori di forza posizionati sulla mano che rimandavano segnali al cervello, era tornato a sperimentare qualcosa di vagamente simile a un rudimentale senso del tatto. Ora, questo stesso sistema \u00e8 stato sfruttato per consentire a Thomas di controllare la mano di altre persone. In un primo esperimento, l&#8217;uomo ha diretto il movimento della mano di una donna, non paralizzata ma volutamente ferma, che indossava gli elettrodi sui muscoli dell&#8217;avambraccio e i sensori di forza su un dito pollice e un dito indice. Immaginando di aprire e chiudere la propria mano, Thomas \u00e8 riuscito ad aprire e chiudere la mano della donna, e a percepire la sensazione tattile delle sue dita che si aprivano e chiudevano attorno a palline di tre diverse forme e consistenze, distinguendole in base alla loro durezza con il 64% di accuratezza. Secondo gli scienziati, queste sensazioni si potrebbero \u00abaffinare\u00bb aumentando il numero di elettrodi nella corteccia del paziente. Ma l&#8217;interazione pi\u00f9 interessante \u00e8 avvenuta con un donna &#8211; Kathy Denapoli &#8211; che, a causa di una paralisi, era rimasta con una scarsa capacit\u00e0 di movimento nelle dita delle mani. Thomas l&#8217;ha guidata col pensiero aiutandola ad afferrare una lattina e a bere da essa, impresa che alla paziente non riusciva pi\u00f9 in autonomia. I due hanno collaborato per mesi, e la forza della presa della donna \u00e8 raddoppiata. Tanto Thomas che Denapoli hanno tratto beneficio da questa forma di collaborazione, che ha permesso a Thomas di aiutare qualcuno e trovare nuovi obiettivi e a Denapoli di rendere la riabilitazione pi\u00f9 coinvolgente. Poich\u00e9 la paralisi di Denapoli \u00e8 meno grave, per la donna non sarebbe infatti al momento giustificabile un impianto cerebrale come quello di Thomas. Anche se l&#8217;idea di cooperare nella riabilitazione, e di poter sentire il mondo attraverso il corpo di un altro, \u00e8 affascinante dal punto di vista medico e della ricerca, solleva per\u00f2 interrogativi etici su scenari attualmente al limite della fantascienza, destinati a ostacolare l&#8217;approvazione clinica di questo tipo di interazioni. Che cosa accadrebbe, per esempio, se qualcuno sfruttasse il setup qui descritto per scopi malevoli &#8211; per esempio, per usare la mano di un altro per fare del male a quella persona, o per commettere un crimine?<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un uomo rimasto paralizzato dal torace in gi\u00f9 in seguito a un tuffo andato male \u00e8 riuscito a controllare la mano di altre due persone con il pensiero, grazie a un impianto cerebrale. 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