{"id":1000023498,"date":"2025-10-06T08:19:37","date_gmt":"2025-10-06T11:19:37","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000023498"},"modified":"2025-10-06T08:19:39","modified_gmt":"2025-10-06T11:19:39","slug":"la-vita-di-jane-goodall-letologa-che-studiando-gli-scimpanze-ci-ha-aiutato-a-comprendere-meglio-luomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000023498","title":{"rendered":"La vita di Jane Goodall, l&#8217;etologa che studiando gli scimpanz\u00e9 ci ha aiutato a comprendere meglio l&#8217;uomo"},"content":{"rendered":"\n<p>Jane Goodall si \u00e8 spenta il 1 ottobre a Los Angeles, all&#8217;et\u00e0 di 91 anni. \u00c8 morta per cause naturali mentre era impegnata in un tour di conferenze negli Stati Uniti. \u00c8 difficile definire a parole le diverse anime di una scienziata divenuta un&#8217;icona della ricerca, della conservazione animale e delle donne nella scienza: un&#8217;etologa che con i suoi studi sul campo, nelle foreste della Tanzania tra gli scimpanz\u00e9, ha cambiato il modo in cui gli scienziati studiano gli animali selvatici e rivoluzionato la nostra visione di questi primati, mostrati per la prima volta come dotati di personalit\u00e0 distinte, emozioni e capacit\u00e0 un tempo ritenute solo umane. Non \u00e8 eccessivo dire che Jane Goodall \u00abha cambiato per sempre la nostra relazione con la natura, e con essa, quella con la nostra umanit\u00e0\u00bb, ha ricordato la National Geographic Society, della quale Goodall \u00e8 stata un membro per oltre sessant&#8217;anni. Lascia in eredit\u00e0 un messaggio di empatia e di cura per il mondo animale, di cui si \u00e8 fatta ambasciatrice e per la cui conservazione si \u00e8 spesa fino all&#8217;ultimo.<\/p>\n\n\n\n<p>I primi anni e l&#8217;incontro con Leakey<\/p>\n\n\n\n<p>Nata a Londra nel 1934, Jane Goodall svilupp\u00f2 precocemente una passione per gli animali: da piccola adorava La storia del dottor Dolittle (un medico che si dedica agli animali e parla con essi nella loro lingua) e un peluche a forma di scimpanz\u00e9 ricevuto in dono dal padre. Nel 1957, all&#8217;et\u00e0 di 23 anni e desiderosa di mettere a frutto i suoi interessi per la vita selvatica, si mise in contatto con Louis Leakey, il paleantropologo che all&#8217;epoca stava riportanto alla luce, con la moglie Mary, fossili di ominini nella Gola di Olduvai, nella piana del Serengeti (nel nord della Tanzania). Inizialmente, lo scienziato l&#8217;assunse come segretaria, ma poi intravide un gran potenziale nell&#8217;intelligenza, nella passione, nell&#8217;etica del lavoro e nell&#8217;apertura mentale di Jane Goodall, che non aveva perseguito all&#8217;epoca un&#8217;istruzione formale in paleontologia o primatologia. \u00abVoleva qualcuno la cui mente non fosse confusa dall&#8217;atteggiamento riduzionista della scienza nei confronti degli animali\u00bb, avrebbe spiegato in seguito la scienziata. Leakey sperava che una migliore comprensione degli scimpanz\u00e9, i primati pi\u00f9 vicini all&#8217;uomo, aiutasse ad avere intuizioni sui nostri pi\u00f9 lontani antenati. E sapeva che quelli che la comunit\u00e0 scientifica dell&#8217;epoca percepiva come difetti &#8211; non avere una solida carriera accademica alle spalle ed essere una donna in una categoria dominata dagli uomini, si sarebbero rivelati assi nella manica. Non si sbagliava.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella foresta tra gli scimpanz\u00e9<\/p>\n\n\n\n<p>Jane Goodall arriv\u00f2 nel Parco nazionale del Gombe Stream, un&#8217;area naturale protetta della Tanzania che ospitava una popolazione di alcune migliaia di scimpanz\u00e9 (Pan troglodytes), di cui oggi sopravvivono meno di un centinaio di esemplari, nel 1960, accompagnata dalla madre, per iniziare a studiare i primati nel loro habitat naturale. L&#8217;osservazione paziente e profonda di Jane Goodall, e il suo approccio cos\u00ec intimo e informale nell&#8217;approcciarsi agli animali, che chiamava \u00abi miei amici\u00bb e identificava per nome, segnarono una svolta rivoluzionaria. Invece di assegnare numeri agli scimpanz\u00e9, diede loro dei nomi propri, documentando la loro personalit\u00e0, le loro emozioni e le dinamiche all&#8217;interno dei loro gruppi. Fu guadagnandosi la fiducia di un maschio adulto, che chiamava \u00abDavid Barbagrigia\u00bb, che fu accettata dagli scimpanz\u00e9 e pot\u00e9 osservare il loro comportamento da vicino.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli scimpanz\u00e9 pescano le termiti<\/p>\n\n\n\n<p>Tre mesi dopo Jane Goodall vide David Barbagrigia fare qualcosa che nessun umano si sarebbe mai aspettato di vedere in un primate: infilare un rametto frondoso appositamente privato dalle foglie in un nido di termiti, per poi tirarlo fuori e mangiare gli insetti rimasti attaccati. L&#8217;animale stava usando uno strumento per compiere un&#8217;azione, e non solo, l&#8217;aveva realizzato con uno scopo ben preciso. Dunque gli scimpanz\u00e9 non solo usavano utensili, ma li costruivano anche; un fatto del tutto inedito, che sembrava mettere in discussione l&#8217;unicit\u00e0 umana, e che il suo mentore Leakey comment\u00f2 cos\u00ec: \u00abOra dobbiamo ridefinire \u00abutensile\u00bb, ridefinire \u00abuomo\u00bb, o accettare gli scimpanz\u00e9 come umani\u00bb. Jane Goodall scopr\u00ec anche &#8211; tra le altre cose &#8211; che gli scimpanz\u00e9 hanno personalit\u00e0 molto ben caratterizzate e possono provare emozioni come gioia e dispiacere, che sono capaci di comportamenti attribuiti di solito all&#8217;uomo come abbracci, baci, pacche sulle spalle, che mangiano anche carne e non solo solo vegetariani, che sviluppano legami familiari e amicali profondi che possono durare decenni, ma che come l&#8217;uomo sono capaci di comportamenti brutali, aggressivi e violenti. Come ricorda la CNN, ancora oggi la piccola foresta di Gombe ospita lo studio pi\u00f9 lungo e dettagliato di un animale nel suo habitat naturale al mondo. Jane Goodall ottenne una sovvenzione dalla National Geographic Society per proseguire gli studi, si spos\u00f2 col regista olandese Barone Hugo van Lawick ed ebbe un figlio. Consegu\u00ec il dottorato in etologia presso l&#8217;Universit\u00e0 di Cambridge, nel 1965, e fond\u00f2 nella riserva di Gombe un centro di ricerca sui primati, il Gombe Stream Research Center. Grazie a Jane Goodall ora possiamo associare i concetti di cultura e creativit\u00e0 non solo agli umani, ma anche ai primati e ad altri animali. Come raccontava qualche settimana fa, in un&#8217;intervista che uscir\u00e0 sul numero di Focus in edicola dal 21 ottobre: \u00abQuando parlai di cultura, la gente disse: \u00abGli animali non hanno cultura!\u00bb. Ma le prove continuavano ad accumularsi. Ad alcuni scimpanz\u00e9 piace davvero dipingere. Un maschio faceva sempre forme a ventaglio: nessuno gliel&#8217;aveva insegnato. Altri tracciano cerchi intricati. [&#8230;] Che sia arte o arricchimento, questo \u00e8 un dibattito filosofico, i loro stili sono inconfondibili. Io credo che la creativit\u00e0 non sia un&#8217;esclusiva umana\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Un metodo inedito<\/p>\n\n\n\n<p>La metodologia di Jane Goodall, strisciare per giorni nella foresta tra gli scimpanz\u00e9 e stabilire con essi un rapporto diretto, che non passava per uno sterile numero (uno strumento all&#8217;epoca privilegiato proprio per mantenere la distanza e non perdere oggettivit\u00e0) fece storcere il naso agli etologi suoi contempopranei. Cos\u00ec come criticato e tacciato di antropomorfismo fu il suo attribuire ad essi lessico e comportamenti tipicamente umani. Ma tutto questo fece di Jane Goodall la prima e unica umana accettata dalla societ\u00e0 degli scimpanz\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Ambasciatrice degli animali<\/p>\n\n\n\n<p>Jane Goodall \u00e8 stata anche un&#8217;incredibile divulgatrice, che ha aiutato intere generazioni a comprendere la natura degli animali. Ha scritto 32 libri, 15 dei quali per bambini, e ispirato leader mondiali, celebrit\u00e0, scienziati e ricercatori a creare una connessione e una relazione rispettosa con gli altri umani, con gli animali e con l&#8217;ambiente. \u00abGli scimpanz\u00e9 imparano osservando&#8230; ma (gli esseri umani) possono usare le parole per discutere del passato e raccontarne storie\u00bb diceva, convinta che la capacit\u00e0 di comunicare a parole ci dia anche la responsabilit\u00e0 di preservare il Pianeta. Dalla met\u00e0 degli anni &#8217;80, preso atto della rapida scomparsa in Africa delle foreste dove si studiavano gli scimpanz\u00e9, la scienziata decise di concentrare i suoi sforzi sulla tutela ambientale, diventando attivista. Il suo Jane Goodall Institute, findato nel 1977, \u00e8 impegnato in programmi a difesa della conservazione in tutto il mondo, attraverso \u00abuna rete di programmi e di progetti interconnessi che mettono al centro dello sviluppo la forza delle comunit\u00e0 locali per la conservazione\u00bb. Jane Goodall \u00e8 stata anche Messaggero di Pace delle Nazioni Unite, e protagonista di spicco dell&#8217;Obiettivo 15 dell&#8217;Agenda 2030, che punta a \u00abproteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire le foreste in modo sostenibile, contrastare la desertificazione, arrestare e invertire il degrado del suolo e fermare la perdita di biodiversit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jane Goodall si \u00e8 spenta il 1 ottobre a Los Angeles, all&#8217;et\u00e0 di 91 anni. \u00c8 morta per cause naturali mentre era impegnata in un tour di conferenze negli Stati Uniti. \u00c8 difficile definire a parole le diverse anime di una scienziata divenuta un&#8217;icona della ricerca, della conservazione animale e delle donne nella scienza: un&#8217;etologa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000023499,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[255],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000023498","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-sociales"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/zzzx.png?fit=1024%2C683&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000023498","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000023498"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000023498\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000023500,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000023498\/revisions\/1000023500"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000023499"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000023498"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000023498"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000023498"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}