{"id":1000023449,"date":"2025-10-06T06:40:11","date_gmt":"2025-10-06T09:40:11","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000023449"},"modified":"2025-10-06T06:40:13","modified_gmt":"2025-10-06T09:40:13","slug":"a-torino-una-mostra-dedicata-a-paolo-gubinelli-non-sono-un-poeta-amo-incidere-la-mia-parola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000023449","title":{"rendered":"A Torino una mostra dedicata a Paolo Gubinelli : Non sono un Poeta, amo incidere la mia Parola\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Giovanni Cardone<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fino al 9 Novembre 2025 si potr\u00e0 ammirare Villa della Regina Torino la mostra dedicata a Paolo Gubinelli Non sono un poeta, amo incidere la mia parola che fa parte Rassegna Culturale QU.EEN mentre l\u2019altra personale Suite per un girasole di Marco Cordero curate da Roberto Mastroianni. L\u2019intero percorso della Rassegna culturale QU.EEN narrazioni d\u2019arte e natura a Villa della Regina, pronta a riaccendere i riflettori su uno dei luoghi pi\u00f9 affascinanti e ricchi di storia di Torino. Un progetto ambizioso che riporta la villa al suo ruolo originario di centro vitale del pensiero umanistico della citt\u00e0. Dalla fondazione dell&#8217;Accademia dei Solinghi nel Seicento, voluta dal cardinale Maurizio, alla conversione in scuola dell\u2019Istituto Nazionale per le Figlie dei Militari nel 1868, fino all\u2019attuale identit\u00e0 museale, Villa della Regina ha attraversato i secoli come luogo di memoria, sapere e cultura, seguendo il ritmo della storia e della narrazione. QU.EEN raccoglie e rilancia questa eredit\u00e0 con un programma che unisce mostre, incontri, arte e scrittura, trasformando ogni angolo del complesso museale \u2013 dalle sale ai giardini \u2013 in un palcoscenico di emozioni e pensiero. Questa prima edizione, a cura di Roberto Mastroianni, Sara LylaMantica e Valeria Amalfitano, con il coordinamento scientifico di Filippo Masino, si concentra sul legame profondo tra carta e racconto. La carta, fragile e potente simbolo di memoria, diventa il filo conduttore di un viaggio affascinante che attraversa arte, natura, storia e letteratura. Un invito a riscoprire Villa della Regina non solo come patrimonio, ma anche come fucina creativa in dialogo continuo tra passato e presente. L\u2019esposizione di Paolo Gubinelli, Non sono un poeta, amo incidere la mia parola, \u00e8 un dialogo silenzioso tra luce, materia e parola che accompagna nell\u2019universo lirico e sperimentale dell\u2019artista. Un percorso che attraversa la molteplicit\u00e0 dei materiali da lui utilizzati, con un\u2019attenzione speciale per la carta. Fulcro dell\u2019esposizione \u00e8 infatti la ricerca di un equilibrio tra immagine e parola, tra segno visivo e testo scritto, nel contesto d\u2019eccezione di Villa della Regina. Le opere offrono uno sguardo ravvicinato su questa riflessione creativa: le Incisioni su carta piegata portano la luce in dialogo con la materia e con gli apparati decorativi della residenza i Graffi ad acquerello e colori in polvere evocano la fragile bellezza del luogo; i cartoncini circolari intendono ricordare i ventagli su stoffa o carta dipinti a mano che nel Settecento ornavano le pareti del cosiddetto Gabinetto delle Ventaglyne. Una sezione \u00e8 dedicata alle opere che intrecciano il segno artistico con i versi di grandi poetesse, creando una sinergia profonda tra arti visive e scrittura. Accanto ai lavori su carta, trovano spazio anche rilievi in ceramica dipinta, in dialogo ideale con le preziose porcellane che un tempo arricchivano le collezioni storiche della villa. A completare il racconto, le voci autorevoli di importanti critici italiani \u2013 in particolare torinesi \u2013 come Giulio Carlo Argan, Mirella Bandini e Paolo Fossati, che con le loro riflessioni illuminano la poetica e il percorso creativo di Gubinelli. Come afferma &nbsp;Roberto Mastroianni nel suo testo critico dice : <em>\u201cNon sono un poeta, amo incidere la mia parola\u201d <\/em>\u00e8 una mostra di Paolo Gubinelli, allestita all\u2019interno dell\u2019<em>Appartamento della Regina, <\/em>che propone una selezione delle opere dell\u2019artista, al fine di ricostruire la poetica e la cifra espressiva che ne hanno fatto uno dei pi\u00f9 importanti esponenti dell\u2019astrattismo italiano del secondo Novecento. La ricerca di Gubinelli pu\u00f2 essere&nbsp; ascritta a quella \u201cLinea analitica dell\u2019arte moderna\u201d di cui parlava Filiberto Menna in un magistrale saggio del 1975e lo stesso artista, agli inizi della carriera, denotava in questa prospettiva la sua ricerca: \u201cIl concetto di struttura-spazio-luce si muove nell\u2019ambito di una ricerca razionale, analitica in cui tendo a ridurre sempre pi\u00f9 i mezzi e i modi operativi in una rigorosa ed esigente meditazione\u201d (Autopresentazione, 1977). Cos\u00ec evidente questa sua inclinazione verso l\u2019arte analitica, astratta e minimalista che poteva essere sintetizzata da Lara Vinca Masini nel 1977come un enuclearsi \u201csull\u2019idea\u201d di \u201cstruttura-spazio-luce\u201d posta non \u201csul piano della ricerca \u201cconcettuale\u201d, ma nell\u2019ambito della \u201cprogettualit\u00e0\u201d. Questa attitudine della pittura analitica si esprime in tutta la produzione, attraverso una sperimentazione sui materiali, in special modo la carta e la ceramica,&nbsp; una ricerca sul gesto, il colore e i linguaggi, al fine di portare avanti una \u201cmeditazione\u201d e una speculazione che, operando dissoluzione delle grammatiche visive, punta alla comprensione della realt\u00e0, del visibile e dell\u2019invisibile frutto di \u201cuna razionalit\u00e0 non deduttiva e logica, ma induttiva\u201d, come fu ben espresso da Carlo Giulio Argan del 1991. La ricerca dell\u2019artista non si limita, infatti, &nbsp;a un\u2019indagine sulle forme e gli elementi primi della pittura, del gesto e del linguaggio artistico, ma si dirige verso un approfondimento della stessa struttura della realt\u00e0 e dell\u2019esistenza, ricercando nella dimensione spaziale e formale la chiave per accedere a modalit\u00e0 percettive utili a una meditazione sulla presenza dell\u2019uomo nel mondo. I segni che interagiscono con il supporto e con la luce si presentano, quindi, come tracce, come sedimento, di una relazione che il circuito mente-occhio-mano intrattiene con il mondo visibile, tendando di spingersi verso la comprensione dell\u2019invisibile. Il rapporto struttura-spazio-luce diventa, insomma, il portale per accedere a una meditazione sulla modalit\u00e0 con cui l\u2019esistenza prende forma nel mondo in relazione a quello che Martin Heidegger definiva piano ontico, la dimensione oggettuale con cui gi esseri umani come \u201centi\u201d si relazionano agli altri enti nel mondo, aprendo cos\u00ec a un\u2019 indagine sulle possibilit\u00e0 del linguaggio di definire la nostra posizione ontologica ovvero l\u2019apertura che permette di dare senso e significato alla realt\u00e0 e alla nostra presenza nel mondo. Al di l\u00e0 dei termini, spesso ostici, usati dal filosofo tedesco padre dell\u2019ermeneutica filosofica, l\u2019indicazione che ricaviamo da <em>Essere e tempo<\/em> e che gli esseri umani non possano essere appiattiti alla loro dimensione oggettuale e alla relazione con le cose, ma si caratterizzano per un\u2019apertura ontologica, che permettere l\u2019emergere della realt\u00e0 all\u2019interno di un orizzonte linguistico, che dota le cose di significato, senso e valore solo all\u2019interno di una progettualit\u00e0 esistenziale. La ricerca di Gubinelli si presenta, in questa prospettiva, come una meditazione su quelle forme linguistiche essenziali con cui gli esseri umani si rapportano allo spazio e al tempo, considerando i colori, i graffi, le pieghe come tracce di un\u2019attivit\u00e0 di interpretazione e progettualit\u00e0 elementare con cui si ha percezione del reale e si mette in forma il proprio mondo. Nel tardo pensiero di Heidegger, la ricerca della verit\u00e0 e del senso della realt\u00e0 si configura come un\u2019attivit\u00e0 meditativa e rammemorativa, che mette in relazione il gesto, il linguaggio e la realt\u00e0 con la dimensione poetica. \u00c8 proprio la poesia la pi\u00f9 alta forma di meditazione filosofica sul portato di verit\u00e0 e sulla dimensione esistenziale che accompagna la presenza degli umani nel mondo. Nel secondo Novecento, la filosofia tedesca ha enfatizzato il valore dello spazio rispetto al tempo, fondamentale e prioritario nell\u2019impostazione heideggeriana, rispetto all\u2019emersione dell\u2019umano e alla sua messa in forma individuale e collettiva. Dobbiamo a Peter Sloterdijck aver compreso il valore fondamentale della spazialit\u00e0 per l\u2019esistenza umana e come essa sia sempre posta in relazione a complessi processi di maneggio, che vedono nella mano la possibilit\u00e0 di mettere in forma simbolicamente e materialmente il mondo in base a progettualit\u00e0 individuali e collettive, culturali e biologiche. La ricerca analitica di Gubinelli si rapporta a questa dimensione semiotica ed esistenziale, in cui prende forma il mondo e l\u2019umano, in cui il gesto si fa segno e linguaggio e in cui prendono forma le strutture elementari della relazione uomo-mondo. Si comprende allora appieno come il nesso spazio-struttura-luce, sia fondamentale per meditare sull\u2019esistenza umana. &nbsp;La ricerca sull\u2019analitica dei materiali e della pittura si presenta, dunque, come una deduzione dell\u2019analitica dell\u2019esistenza, aprendo a una riflessione sull\u2019altrove, sull\u2019invisibile che sempre si accompagna al visibile, e che d\u00e0 senso e significato al mondo solo in quanto spazio che trascende l\u2019immanenza del reale. &nbsp;La ricerca pittorica tende, pertanto, a diventare ricerca filosofica e poetica. Non \u00e8 un caso che il pittore sia anche poeta. In quest\u2019ottica pittura e poesia sono solo forme linguistiche di una stessa meditazione sul reale e sull\u2019umano che mira alla ricerca degli elementi primi e strutturali della dimensione antropologica profonda. Ed \u00e8 per questo motivo che diventa naturale per l\u2019artista aprire un dialogo fecondo con i poeti&nbsp; e la poesia (Mario Luzi, Tonino Guerra, Andrea Zanzotto, Maria Luisa Spaziani, solo per citarne alcuni), diventando esso stessa poeta in grado di esprimere la sua ricerca esistenziale e filosofica, sia con le lettere, sia con i segni e i colori. La carta, le incisioni, le piegature, i colori e i graffi diventano cos\u00ec medium artistico e linguaggio con cui dare forma a opere, in cui la luce, il segno e lo spazio si esprimono attraverso&nbsp; incisioni, pieghe e cromie finalizzate a creare strutture geometriche, giochi di luce e trasparenze organizzate attorno al rapporto immagine e parola, dando vita, come ben espresso da Bruno Cor\u00e0 nel 2004, a&nbsp; \u201cuna spazialit\u00e0 sensibile, percepibile all\u2019occhio attento e al tatto desideroso, quello suo e dei suoi estimatori\u201d. In questo modo le sue opere diventano dispositivi poetici e comunicativi dalla forte densit\u00e0 emotiva e spirituale che viene sintetizzata in forme, cromie e gesti essenziali che si depositano sui materiali, incarnando una riflessione sull\u2019arte e la realt\u00e0. Questa tensione permette a Gubinelli di non appiattirsi su un piano di fredda analitica, ma di articolare in modo minimale e iconico una riflessione meditativa sulla memoria e sulle tracce del passaggio e dell\u2019interazione dell\u2019umano con il reale, cercando di restituire con i segni e il colore una profondit\u00e0 ontologica ed esistenziale, a cui la percezione pu\u00f2 accedere in modo solamente precario e intuitivo e a cui il linguaggio pu\u00f2 solo alludere. Le opere in&nbsp; mostra ricostruiscono questo percorso, dialogando con le architetture e gli arredi della residenza sabauda nelle stanze dell\u2019Appartamento della Regina attraverso un excursus sui temi principali della sua estesa produzione (le Incisioni, i Graffi, le opere su carta e cartoncino), che dialogano con la poesia e i poeti, mentre le ceramiche sono collocate in relazione&nbsp; alle collezioni originarie delle porcellane di Villa della Regina oggi non pi\u00f9 presenti. Il racconto della poetica e dell\u2019esperienza artistica di Paolo Gubinelli si dipana, nella mostra, attraverso le parole di alcuni tra i maggiori esponenti della critica italiana del secondo Novecento, tra i quali i torinesi Giulio Carlo Argan,&nbsp; Mirella Bandini e&nbsp; Paolo Fossati. In una mia ricerca storiografica e scientifica sulla figura di Paolo Gubinelli apro il mio saggio dicendo : Nel Guadare le opere di Paolo Gubinelli ho pensato subito a Giordano Bruno che nel suo scritto del 1591 De imaginum, signorum et idearum compositione , il Bruno affermava : che ogni Poeta pu\u00f2 essere Pittore , e pu\u00f2 essere anche Pittore e filosofo. Io credo che senza memoria non vi \u00e8 passato e senza passato non vi \u00e8 identit\u00e0. Ogni uomo ha bisogno di conoscere le proprie radici, la propria provenienza, per comprendere fino in fondo se stesso e la societ\u00e0 in cui vive, cos\u00ec come ogni popolo per sopravvivere alla modernit\u00e0, dovrebbe conoscere e valorizzare le proprie tradizioni gli usi e costumi di generazioni antiche che, seppur lontane, continuano a mantenere un\u2019eco&nbsp; di vitale importanza per la sopravvivenza della propria cultura. Spesso ignoriamo che, proprio nel sapere collettivo dei nostri progenitori,si nascondevano verit\u00e0 incontrovertibili acquisite pi\u00f9 che dallo studio, dall\u2019esperienza, e che in alcune di queste possono essere rintracciate oggi basi e fondamenti scientifici allora sconosciuti che ci hanno permesso di sopravvivere e di arrivare fin qui. Posso dire che la relazione tra le arti figurative \u00e8 stata nel tempo oggetto di un infinito numero di speculazioni che hanno dato vita a teorie, considerazioni e assiomi diversi e contestualmente applicabili. Trattandosi poi di una questione trasversale a diversi ambiti disciplinari non deve stupire che sia stata interesse centrale per storici dell\u2019arte, filosofi, estetologi, semiologi, letterati e artisti che, di volta in volta, hanno affrontato il problema in accordo ai propri fini teorici. Tutte le epoche si sono interrogate sul dialogo tra parola e immagini sia attraverso pratiche artistiche vere e proprie, spesso frutto di sinergie intermediali, sia attraverso risposte critiche alle stesse, che hanno fatto di questo dialogo un oggetto di studio sempre nuovo. Gubinelli cerca la verit\u00e0, attraverso la forma indispensabile e dalla doppia valenza terrena e astrale. Oppure \u00e8 alla ricerca di un modulo innovativo di sperimentazione e sintesi che fa parte di una sua identit\u00e0 interiore . Le suggestioni si dilatano in ricercate atmosfere, divenendo flebili respiri, tensioni verso l\u2019immanenza, nella scintillante immediatezza della pura sperimentazione. Il colore si libera dalla forma, sublima verso realt\u00e0 concrete donando allo spazio nuove e articolate visioni. Uno spazio di luce si dirama oltre i limiti conosciuti della forma trasformando ogni esperienza onirica in una catalogazione cosmica dell\u2019animo. Strutturazioni coeve e sequenziali assemblano razionalmente ideogrammi, istanti luminosi, inediti linguaggi, intercalando piani, setti cromatici, frammenti tonali. Dalle opere di Gubinelli affiorano innumerevoli realt\u00e0 parallele oltre le convenzioni del visibile e dell\u2019agire, generando corrispondenze e analogie tra creazione e genesi. Sentimenti dell\u2019animo si fanno luce e approdano verso arcani arcipelaghi prospettici attraverso flebili e illusorie sinuosit\u00e0 narrative. Si assiste, ad uno scontro epocale tra linearit\u00e0 del tratto e dinamicit\u00e0 fluttuante della composizione, ora rotante, ora integrata tra dogmatiche sovrapposizioni orizzontali e verticali. Il purismo si sovrappone ed \u00e8 sostituito da spezzati ingranaggi di macchine sensoriali di una realt\u00e0 sintetica, fluiscono nell\u2019aria creando vortici dinamici di entit\u00e0 oniriche e vertigini ideali. La dimensione della materia si dirama nello spazio alternando realt\u00e0 trascendenti a lampi di luce abbagliante e infinita. L\u2019essenziale incontra l\u2019effimero, eros e thanatos dell\u2019immaginario, alla ricerca dell\u2019inedita forma, esiziale paradigma di un\u2019ancestrale solitudine, muta testimone di continue sperimentazioni, sinuosit\u00e0 tattili, simmetrie sussultorie. Perfezione ed essenzialit\u00e0, germinali sequenze, sottesi intrecci, fluttuano liberi nelle lontane rimembranze segniche per divenire essenze di transiti e rivelazioni di idee organico primigenie. Segmenti iridescenti si sovrappongono, ordinati nello spazio, rimodellando atmosfere, entit\u00e0 fenomeniche di sapienti sussurri, variabili astrali di cristalline scansioni luminose, meditate modulazioni. Colore e Luce vibrano sensibilissimi sul substrato generando un armonico e affascinante equilibrio, quieto limite di arcane aspirazioni sensoriali, mitici destini, tensioni sacrali. Dopo l\u2019approdo, ecco l\u2019abbandono, ovvero il desiderio di nuovi orizzonti articolati da linee spezzate e filiformi che si incuneano in mirabili frammentazioni ideative, sintomo di smarrimento esistenziale e deciso allontanamento da una realt\u00e0 ormai aliena. Come lame percettive, simboliche linearit\u00e0 complesse s\u2019insinuano sul substrato trasfigurando le essenziali casualit\u00e0 tonali delle composizioni in analitiche volont\u00e0 rappresentative. Vibratili strutture appaiono come affascinanti tensioni di cristallina innocenza espressiva sospese tra una fenomenologia evocativa e una sintetica esperienza visiva. Oltre il rapporto spazio- tempo Gubinelli medita sull\u2019irrevocabilit\u00e0 del frammento, sulle tracce armoniche delle forme geometriche che reggono l\u2019universo alla ricerca delle primordiali temporalit\u00e0 oggettive. Il frammento, lontano dal suo contesto naturalistico, estende la sua presenza tra sovrapposizioni e integrazioni di materia pittorica generando un affascinante intreccio ritmico. Per il \u201crivoluzionario\u201d Gubinelli il tempo \u00e8 come ibernato, purificato, trasfigurato da un\u2019inedita linfa vitale. Il ritmo del continuo mutare del tempo genera cangianti armonie delle tonalit\u00e0 ma decreta un nuova visione creando, un modulo tra sperimentazione e innovazione del pensiero . La razionale schematizzazione geometrica non mira a ricomporre una visione dello spazio ma a definire nuove possibilit\u00e0 della superficie pittorica. La scomposizione e ricomposizione del substrato crea un reticolo continuo di nuove forme, proporzionali tra loro, tese a dilatarsi cercando sensoriali linee curve, inattese percezioni, distinte rivelazioni casualmente interrotte. Tracce di arcane funzioni della materia pittorica trovano un nuovo tempo, un\u2019improvvisa neo oggettivit\u00e0. La realt\u00e0 pittorica in Gubinelli \u00e8 rappresentata per frammenti, integrazioni, assetti compositivi, alla assidua ricerca della ancestrale espressione visiva dell\u2019esperienza collocata nell\u2019eterna trasfigurazione percettiva dell\u2019universo. L\u2019artista supera l\u2019aspetto sentimentale ed emotivo della composizione per donare a quest\u2019ultima un aspetto eroico, sospeso in una dimensione sovra sensoriale e infinita. Le tonalit\u00e0 di Paolo Gubinelli, sempre omogenee e cangianti, vivono una realt\u00e0 bidimensionale, irrevocabilmente illimitata, generando inedite corrispondenze tra interpretazione e rappresentazione, dinamicit\u00e0 e immobilit\u00e0. Acquisite sublimazioni emozionali attraversano velocemente lo spazio pittorico generando realt\u00e0 complesse scomposte e immediatamente ricomposte tramite variabili modularit\u00e0. Miti e accadimenti si susseguono ordinati all\u2019interno di un luogo perfettamente delimitato, sensibilissimo e mutabile. La giustapposta sovrapposizione delle tonalit\u00e0 abolisce le tenebre, l\u2019oscurit\u00e0, la finitezza strutturale. La luce \u00e8 totale e totalizzante, supera le angosce del vivere e dell\u2019esistere, assume attraverso il graffio l\u2019abbagliante essenza di un ininterrotto fregio classico continuo. Il rapporto tra materia e forma si dilata, evoca profondit\u00e0 lineari e sottesi segmenti in un ambiente volutamente differenziato e avulso da secolari e contemporanee contaminazioni. Ogni frammento \u00e8 immediatamente materia pittorica, risonanza, omogeneit\u00e0 d\u2019intenti in un continuo sovrapporsi di forme, strati, ritmicit\u00e0. Meta racconti, variazioni, accordi tonali, inondazioni di luce accelerano moti rotanti e inquieti. Rarefatte atmosfere si vaporizzano alla presenza di un flebile respiro che diviene unico testimone di profonde sofferenze. Quali mondi qui vivono, quali accadimenti si diramano in questo spazio apparentemente asettico. Tutto \u00e8 come sospeso, bloccato, cristallizzato tra gesto e forma che appaiono come irrevocabilmente silenti. La verit\u00e0 \u00e8 nascosta, mimetizzata, giustificata da evocazioni allusive alla ricerca di un luogo, un\u2019oasi di pace, un destino. Un\u2019impalpabile sensazione di solitudine aleggia drammatica, avanza minacciosa e inestricabile tra gli animi e i desideri di libert\u00e0 e di vita. Oltre la tragica gravit\u00e0 dell\u2019esistenza, la forma sublima in un inconsapevole mito di effimera speranza, sottesa in un\u2019instabile atmosfera nell\u2019immensa, irrevocabile caducit\u00e0 della materia. Un complesso irradiarsi nello spazio di strutturati piani costruttivi diviene significativo istante ideativo, autentico paradigma di fondamentale rigenerazione del gesto. Segmenti iridescenti si sovrappongono ordinati generando affascinanti diaframmi sequenziali sospesi da un\u2019elegiaca melodia, colta e vibrante, diffusa flebilmente nello spazio. Le forme strutturate evocano una trasognante omogeneit\u00e0 di sensi rispettando perfettamente i limiti del perimetro formale. Sintesi, azione, regola e sequenza s\u2019inerpicano oltre le consuete simbologie generando corrispondenze con l\u2019antico, la mitologia, i quattro elementi della creazione. Gubinelli \u00e8 alla continua ricerca della forma archetipica, ignoto e ineccepibile tassello della struttura universale, mito e unicum dell\u2019essere oltre l\u2019agire, riflesso concreto di un mondo lineare astratto. La scomposizione dell\u2019oggetto non perde o nasconde la forma primordiale ma la evidenzia seguendo la legge dei contrasti simultanei, delle dinamicit\u00e0 cromatiche, delle diffuse e animate sovrapposizioni . La scelta di Gubinelli pone, in parallela antitesi, armonia e dilatazione, staticit\u00e0 e direzionalit\u00e0 d\u2019intenti alla ricerca di altre integrazioni temporali, altre irrevocabili ubiquit\u00e0. Essere di un luogo e non esserlo, viverlo, per osservarlo in lontananza, evidenzia tensione, sofferenza, inquietudine, accostamento e disgregazione della forma. La primordiale geometria assoluta, volutamente si sfalda e fluisce quasi liquida sul substrato per poi ritornare, repentinamente concreta, nella comune volont\u00e0 di ridefinire una base integrata e congruente. Divergenze e contrasti interiori dell\u2019artista lo vedono repentinamente abbandonarle per un\u2019effimera dissidenza compositiva, riscoprendo un elegiaco e rigenerativo ritorno all\u2019ordine. Suggestioni e intrecci, si sovrappongono a lamine astratte, disvelatrici d\u2019inedite sperimentazioni che veleggiano nello spazio libere da logiche naturalistiche. La sua visione suffragata da reciproci incontri di linee verticali e orizzontali pone in evidenza il drammatico confronto tra individuo e spazio, sperimentazione e sintesi, spiritualit\u00e0 e destino. L\u2019assoluta essenzialit\u00e0, sfiora le intenzionalit\u00e0 concettuali di messaggi codificati trasfigurandoli in frame velocissimi e immediati. Una lirica contemplazione dell\u2019universo \u00e8 sapientemente evidenziata dalle straordinarie trame cromatiche che aleggiano nello spazio come angeliche presenze esperite tra stati emozionali e dilatazioni di luce. Variabili astrali appaiono come cristalline scansioni luminose, ali percettive di iperbolici voli trasfigurati da una successione dinamica di meditate modulazioni. Iridescenti superfici determinano continue vibrazioni cinetiche provocate da un ipotetico sisma primordiale della materia cromatica, delimitata da una dogmatica linea di contorno, incline a trasmigrare, al di fuori di un collaudato perimetro. Nella pura estasi contemplativa Gubinelli inserisce nelle sue opere forme semplici, cromaticamente omogenee, provenienti da una personale gamma di tonalit\u00e0, straripante espressione di un io profondo e occulto. Colore e Luce vibrano sensibilissimi sul substrato generando una costante e continua meditazione sullo spazio, le forme primordiali, le corrette proporzioni. Delicatissime sovrapposizioni tonali assumono l\u2019identit\u00e0 di accumuli di memoria, eclatanti rimandi di sottili essenze, organicamente disposte per scansioni, assonanze, &nbsp;ed emotivit\u00e0. La vitalit\u00e0 sensibile si dilata nello spazio percettivo divenendo terapia poetica parallelamente strutturata ad una corroborante ricerca sperimentativa. Mutevoli condizioni sensitive generano nuovi flussi temporali. Un rigore metodologico di grande intensit\u00e0 ideativa, genera un sottile lirismo poetico modulato tramite delineate scansioni compositive. La forza dei segni si amalgama idealmente alla magia suadente dei colori in una dimensione eterea e silente dove le geometrie trovano il loro manifestarsi nel cielo,nel moto degli astri, nel ritmo segreto dei tempi. Forme sintetiche trovano il loro spazio sotteso da rigorosi e costanti equilibri congiunti da linee accidentali e perpendicolari in simbiosi con la luce. La sua autonomia pittorica lo vede librarsi oltre i confini del visibile e ascendere in una dimensione atemporale dove le velocit\u00e0 dinamiche si acquietano proiettando la luce in un contesto astratto. La rigorosa corrispondenza tra forma e colore esalta il sogno aereo delle suggestioni tonali dove il frammento \u00e8 piegato da un volere astrale, curvato nella dimensione spazio temporale, strutturato con le medesime assonanze del primigenio elaborato. Le profondit\u00e0 pi\u00f9 nascoste dell\u2019animo virano verso impercettibili vibrazioni divenendo unici testimoni di brevi istanti dell\u2019esistenza. Contorsioni strutturali partecipano a una nuova visione dello spazio ricreato da cosmiche deflagrazioni mediatrici di un ritrovato equilibrio. Iperboli sensitive defluiscono in liquide memorie, essenze rivelatrici di suadenti emanazioni dell\u2019anima tese a una assoluta trascendenza. Fluide cromie, di incomparabile finezza, plasmano il silenzio, disegnano nel vuoto un leggero movimento, diffondendo nell\u2019aere uno stato di ebbrezza, un anelito di libert\u00e0 che diviene incantata melodia animata da una forza invisibile, da una ritmicit\u00e0 concitata, sconvolta da un vento fortissimo, che soffia senza tregua sui destini del creato. Nascoste simbologie di verit\u00e0 sottese si espandono sul substrato intime dissolvenze, presagi compositivi, dissoluzioni percettive che impongono, con il loro divenire, un senso di sconcertante irrevocabilit\u00e0. Tracce connotative di un distacco sensoriale diventano incontrastate icone di germinali visioni simultanee, flash di intrecci multimediali, sensitivi messaggi subliminali. Vertigini dirompenti trovano la loro forza espressiva nell\u2019energia del gesto, ricostruendo un paradisiaco universo estetico tra interrelazioni di forma e onirici paradigmi tonali. Gesto e poesia si fanno forma vibratile che si diramano attraverso ideali stratificazioni dell\u2019interiorit\u00e0, carichi di accese tonalit\u00e0 dalle raffinate tridimensionalit\u00e0 tattili. Lontani orizzonti dell\u2019anima, sentieri della memoria, vie inesplorate ai confini di un universo indefinito, aleggiano sopra ipotetici, assolati deserti inseguendo il silenzio, appena velato da una tenue e opaca luce. Forme irregolari ricostruiscono lontani accadimenti, fili imperscrutabili di lontane esistenze, ponti virtuali tra memoria e realt\u00e0 sintetica sottese tra enigmatiche emozioni e indefinite atmosfere. Un\u2019inquieta idealit\u00e0 s\u2019insinua tra le effimere e mutevoli sovrapposizioni sequenziali evocando arcane metamorfosi oltre un onirico limite, dove folgoranti e intense cromie accendono trasognate trascendenze. Le opere di Paolo Gubinelli si diramano nello spazio e nel tempo e sa raccontare con discreta e sapiente essenzialit\u00e0, il dramma umano della solitudine e dell\u2019incomunicabilit\u00e0. Sensibilit\u00e0 materica, sublimazione emozionale, che rappresentano gli aspetti pi\u00f9 significativi del fare artistico di Paolo Gubinelli, da sempre impegnato nella istintiva e sapiente ricerca di una trasfigurata rappresentazione percettiva. Alternanze cosmiche ed emblematici rimandi incontrano sinuose estroflessioni ideative, simili a onde infinite, scrigno segreto di astri e stelle, luogo incantato dove svelare la bellezza irripetibile dell\u2019universo. Le opere di Gubinelli suscitano numerosi interrogativi sulle pulsioni che la materia dona alla forma. Richiamandosi a un gioco di riflessi, ai confini tra surrealt\u00e0 e sogno, generato dell\u2019animo che va oltre la realt\u00e0 che \u00e8 evocato da tangibili memorie. Spazialit\u00e0 lineari, forme ellittiche e ovoidali sublimano a tenui ricordi, sonorit\u00e0 soffuse, dilatate campiture che appaiono come \u201cimpronte remote\u201d dinnanzi alle \u201ceterne porte dell\u2019infinito\u201d. La luce di un tempo irreale, fluttua in una dimensione parallela, vaga come un viandante verso le origini del cosmo, divenendo icona rivelatrice di un cammino ormai tracciato. Le composizioni veleggiano tra un idealizzato confine terreno e un evocato orizzonte celeste, sotteso tra indefinite voci e irraggiungibili echi. Un\u2019impalpabile gravit\u00e0 sensoriale accende le gradazioni tonali risaltando l\u2019effetto luce di attraenti vibrazioni, sublimate in un seducente fluido multicolore. Come luoghi trasfigurati dall\u2019immaginazione, oltre una realt\u00e0 oggettiva, specialmente in queste opere di Gubinelli il quale ci invita ad una silente contemplazione che sono lontano dagli accadimenti della quotidianit\u00e0, lo spazio diviene armonia e struttura sensibile. L\u2019elegante sequenza tonale appare come un affascinante viaggio nei simboli arcaici testimoni di astratte meditazioni sulla materia e sulla forma dalle quali si eleva una indefinita atmosfera dalle futuribili, affascinanti valenze espressive. La raffinata intimit\u00e0 tonale diviene sensibile sollecitazione di idealit\u00e0, fugace e fuggevole presenza, immediatamente dissolta da turbinii incontrollati oltre la sfera dell\u2019immaterialit\u00e0. La sintetica ricerca di assoluto, unita a un\u2019inedita e personale sensibilit\u00e0, grafico-compositiva, delinea impercettibili tracce che sublimano a un\u2019aurorale, sincretica nuova vita. Frammenti disegnati interrogano passato e presente tramite meditate scomposizioni e cangianti ricomposizioni tonali. Un fluido, pulsante e impetuoso, scorre sotterraneo nei meandri percettivi dell\u2019artista alimentando un luogo incantato, evocato come fenomeno di luce e colore, verit\u00e0 e vita oltre la vita. L\u2019invisibile sentire di una realt\u00e0, al di l\u00e0 dalla mimesi, diviene esercizio spirituale, aspetto emozionale della pittura destinato ad esplorare il mondo, alla ricerca del progetto ideale. Declinazioni dell\u2019immaginario animano la profonda sensibilit\u00e0 dell\u2019artista nell\u2019intento di conservare e proteggere dall\u2019oblio, oggetti lontani, essenze del vissuto, lievissime sensazioni. Equilibrate trasparenze cromatiche si aggregano in liquide e sensuali modulazioni segniche, si espandono nello spazio attuando una sintetica rigenerazione tonale. Inedite incandescenze cromatiche accentuano la convulsa aggregazione delle tonalit\u00e0 dando origine ad una magmatica cascata di energia dalle sublimi valenze espressive. Intuizioni premonitrici mutano le forme occupando spazi paralleli non pi\u00f9 definiti da una realt\u00e0 precostituita da luoghi senza memoria. Imperscrutabili equivalenze appaiono come estroflessioni parallele di un logos universale, sintesi tra emozione e materia, anima e spazio. Una fine spiritualit\u00e0 veleggia sul substrato, divenendo entit\u00e0 rivelatrici d\u2019inesplorati rimandi, irrefrenabili tensioni verso l\u2019assoluto, vibrazioni cosmiche tra terra e cielo, tracce indissolubili tra espressione ed evento, tra destino e avventura, tra poesia interiore e silenzio. Come cangianti vittorie alate, le forme ritmiche e lineari di Paolo Gubinelli fluttuano sottese nello spazio, si svelano velocissime oltre la porta delle stelle, tra riverberi avvolgenti e ritmiche sospensioni di un tempo indefinito ai confini percettibili dell\u2019essere.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-jetpack-tiled-gallery aligncenter is-style-rectangular\"><div class=\"\"><div class=\"tiled-gallery__gallery\"><div class=\"tiled-gallery__row\"><div class=\"tiled-gallery__col\" style=\"flex-basis:34.64008%\"><figure class=\"tiled-gallery__item\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.37.26_e6c82529-768x1024.jpg?ssl=1\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1000023455\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000023455\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.37.26_e6c82529.jpg?fit=1200%2C1600&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1200,1600\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Immagine WhatsApp 2025-09-29 ore 15.37.26_e6c82529\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.37.26_e6c82529.jpg?fit=225%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.37.26_e6c82529.jpg?fit=768%2C1024&amp;ssl=1\" data-attachment-id=\"1000023455\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000023455\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.37.26_e6c82529.jpg?fit=1200%2C1600&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1200,1600\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Immagine WhatsApp 2025-09-29 ore 15.37.26_e6c82529\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.37.26_e6c82529.jpg?fit=225%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.37.26_e6c82529.jpg?fit=768%2C1024&amp;ssl=1\" role=\"button\" tabindex=\"0\" aria-label=\"Abrir la imagen 1 de 6 en pantalla completa\"srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.37.26_e6c82529-768x1024.jpg?strip=info&#038;w=600&#038;ssl=1 600w,https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.37.26_e6c82529-768x1024.jpg?strip=info&#038;w=900&#038;ssl=1 900w,https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.37.26_e6c82529-768x1024.jpg?strip=info&#038;w=1200&#038;ssl=1 1200w\" alt=\"\" data-height=\"1600\" data-id=\"1000023455\" data-link=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000023455\" data-url=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.37.26_e6c82529-768x1024.jpg\" data-width=\"1200\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.37.26_e6c82529-768x1024.jpg?ssl=1\" data-amp-layout=\"responsive\"\/><\/a><\/figure><\/div><div class=\"tiled-gallery__col\" style=\"flex-basis:30.71983%\"><figure class=\"tiled-gallery__item\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.39.22_701ae2a3-1024x760.jpg?ssl=1\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1000023454\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000023454\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.39.22_701ae2a3.jpg?fit=1599%2C1186&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1599,1186\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Immagine WhatsApp 2025-09-29 ore 15.39.22_701ae2a3\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.39.22_701ae2a3.jpg?fit=300%2C223&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.39.22_701ae2a3.jpg?fit=1024%2C760&amp;ssl=1\" data-attachment-id=\"1000023454\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000023454\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.39.22_701ae2a3.jpg?fit=1599%2C1186&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1599,1186\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Immagine WhatsApp 2025-09-29 ore 15.39.22_701ae2a3\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.39.22_701ae2a3.jpg?fit=300%2C223&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.39.22_701ae2a3.jpg?fit=1024%2C760&amp;ssl=1\" role=\"button\" tabindex=\"0\" aria-label=\"Abrir la imagen 2 de 6 en pantalla completa\"srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.39.22_701ae2a3-1024x760.jpg?strip=info&#038;w=600&#038;ssl=1 600w,https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.39.22_701ae2a3-1024x760.jpg?strip=info&#038;w=900&#038;ssl=1 900w,https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.39.22_701ae2a3-1024x760.jpg?strip=info&#038;w=1200&#038;ssl=1 1200w,https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.39.22_701ae2a3-1024x760.jpg?strip=info&#038;w=1500&#038;ssl=1 1500w,https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.39.22_701ae2a3-1024x760.jpg?strip=info&#038;w=1599&#038;ssl=1 1599w\" alt=\"\" data-height=\"1186\" data-id=\"1000023454\" data-link=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000023454\" data-url=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.39.22_701ae2a3-1024x760.jpg\" data-width=\"1599\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.39.22_701ae2a3-1024x760.jpg?ssl=1\" data-amp-layout=\"responsive\"\/><\/a><\/figure><figure class=\"tiled-gallery__item\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.40.19_db5a32db-1024x768.jpg?ssl=1\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1000023453\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000023453\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.40.19_db5a32db.jpg?fit=1600%2C1200&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1600,1200\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Immagine WhatsApp 2025-09-29 ore 15.40.19_db5a32db\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.40.19_db5a32db.jpg?fit=300%2C225&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.40.19_db5a32db.jpg?fit=1024%2C768&amp;ssl=1\" data-attachment-id=\"1000023453\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000023453\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.40.19_db5a32db.jpg?fit=1600%2C1200&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1600,1200\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Immagine WhatsApp 2025-09-29 ore 15.40.19_db5a32db\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.40.19_db5a32db.jpg?fit=300%2C225&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.40.19_db5a32db.jpg?fit=1024%2C768&amp;ssl=1\" role=\"button\" tabindex=\"0\" aria-label=\"Abrir la imagen 3 de 6 en pantalla completa\"srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.40.19_db5a32db-1024x768.jpg?strip=info&#038;w=600&#038;ssl=1 600w,https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.40.19_db5a32db-1024x768.jpg?strip=info&#038;w=900&#038;ssl=1 900w,https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.40.19_db5a32db-1024x768.jpg?strip=info&#038;w=1200&#038;ssl=1 1200w,https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.40.19_db5a32db-1024x768.jpg?strip=info&#038;w=1500&#038;ssl=1 1500w,https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.40.19_db5a32db-1024x768.jpg?strip=info&#038;w=1600&#038;ssl=1 1600w\" alt=\"\" data-height=\"1200\" data-id=\"1000023453\" data-link=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000023453\" data-url=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.40.19_db5a32db-1024x768.jpg\" data-width=\"1600\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.40.19_db5a32db-1024x768.jpg?ssl=1\" data-amp-layout=\"responsive\"\/><\/a><\/figure><\/div><div class=\"tiled-gallery__col\" style=\"flex-basis:34.64008%\"><figure class=\"tiled-gallery__item\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.37_7b9368d5-768x1024.jpg?ssl=1\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1000023452\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000023452\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.37_7b9368d5.jpg?fit=1200%2C1600&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1200,1600\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Immagine WhatsApp 2025-09-29 ore 15.43.37_7b9368d5\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.37_7b9368d5.jpg?fit=225%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.37_7b9368d5.jpg?fit=768%2C1024&amp;ssl=1\" data-attachment-id=\"1000023452\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000023452\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.37_7b9368d5.jpg?fit=1200%2C1600&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1200,1600\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Immagine WhatsApp 2025-09-29 ore 15.43.37_7b9368d5\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.37_7b9368d5.jpg?fit=225%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.37_7b9368d5.jpg?fit=768%2C1024&amp;ssl=1\" role=\"button\" tabindex=\"0\" aria-label=\"Abrir la imagen 4 de 6 en pantalla completa\"srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.37_7b9368d5-768x1024.jpg?strip=info&#038;w=600&#038;ssl=1 600w,https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.37_7b9368d5-768x1024.jpg?strip=info&#038;w=900&#038;ssl=1 900w,https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.37_7b9368d5-768x1024.jpg?strip=info&#038;w=1200&#038;ssl=1 1200w\" alt=\"\" data-height=\"1600\" data-id=\"1000023452\" data-link=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000023452\" data-url=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.37_7b9368d5-768x1024.jpg\" data-width=\"1200\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.37_7b9368d5-768x1024.jpg?ssl=1\" data-amp-layout=\"responsive\"\/><\/a><\/figure><\/div><\/div><div class=\"tiled-gallery__row\"><div class=\"tiled-gallery__col\" style=\"flex-basis:50.00000%\"><figure class=\"tiled-gallery__item\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.20_1417602b-768x1024.jpg?ssl=1\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1000023451\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000023451\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.20_1417602b.jpg?fit=1200%2C1600&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1200,1600\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Immagine WhatsApp 2025-09-29 ore 15.43.20_1417602b\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.20_1417602b.jpg?fit=225%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.20_1417602b.jpg?fit=768%2C1024&amp;ssl=1\" data-attachment-id=\"1000023451\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000023451\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.20_1417602b.jpg?fit=1200%2C1600&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1200,1600\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Immagine WhatsApp 2025-09-29 ore 15.43.20_1417602b\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.20_1417602b.jpg?fit=225%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.20_1417602b.jpg?fit=768%2C1024&amp;ssl=1\" role=\"button\" tabindex=\"0\" aria-label=\"Abrir la imagen 5 de 6 en pantalla completa\"srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.20_1417602b-768x1024.jpg?strip=info&#038;w=600&#038;ssl=1 600w,https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.20_1417602b-768x1024.jpg?strip=info&#038;w=900&#038;ssl=1 900w,https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.20_1417602b-768x1024.jpg?strip=info&#038;w=1200&#038;ssl=1 1200w\" alt=\"\" data-height=\"1600\" data-id=\"1000023451\" data-link=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000023451\" data-url=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.20_1417602b-768x1024.jpg\" data-width=\"1200\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.43.20_1417602b-768x1024.jpg?ssl=1\" data-amp-layout=\"responsive\"\/><\/a><\/figure><\/div><div class=\"tiled-gallery__col\" style=\"flex-basis:50.00000%\"><figure class=\"tiled-gallery__item\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.38.14_6c5abb91-768x1024.jpg?ssl=1\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1000023450\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000023450\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.38.14_6c5abb91.jpg?fit=1200%2C1600&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1200,1600\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Immagine WhatsApp 2025-09-29 ore 15.38.14_6c5abb91\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.38.14_6c5abb91.jpg?fit=225%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.38.14_6c5abb91.jpg?fit=768%2C1024&amp;ssl=1\" data-attachment-id=\"1000023450\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000023450\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.38.14_6c5abb91.jpg?fit=1200%2C1600&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1200,1600\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Immagine WhatsApp 2025-09-29 ore 15.38.14_6c5abb91\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.38.14_6c5abb91.jpg?fit=225%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.38.14_6c5abb91.jpg?fit=768%2C1024&amp;ssl=1\" role=\"button\" tabindex=\"0\" aria-label=\"Abrir la imagen 6 de 6 en pantalla completa\"srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.38.14_6c5abb91-768x1024.jpg?strip=info&#038;w=600&#038;ssl=1 600w,https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.38.14_6c5abb91-768x1024.jpg?strip=info&#038;w=900&#038;ssl=1 900w,https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.38.14_6c5abb91-768x1024.jpg?strip=info&#038;w=1200&#038;ssl=1 1200w\" alt=\"\" data-height=\"1600\" data-id=\"1000023450\" data-link=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000023450\" data-url=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.38.14_6c5abb91-768x1024.jpg\" data-width=\"1200\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.38.14_6c5abb91-768x1024.jpg?ssl=1\" data-amp-layout=\"responsive\"\/><\/a><\/figure><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Il programma delle attivit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Anche in autunno, la rassegna continuer\u00e0 a intrecciare scrittura, memoria e racconto, con un programma ricco di visite guidate, talk, laboratori creativi, performance e progetti di inclusione, grazie alla collaborazione con una rete di realt\u00e0 culturali, artistiche e sociali del territorio. Proseguiranno le sinergie con Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, Scuola Holden e Fondazione Circolo dei lettoriche porter\u00e0 a Villa della Regina parte della sua prossima stagione estiva, i progetti di inclusione sociale con Mondi in Citt\u00e0 e Pastorale Migranti, le attivit\u00e0 culturali con le associazioni \u201cAmici di Villa della Regina\u201d e PassepArt-Out, la musica con Simone Garino e Cecilia Lasagno. E non solo. Prenderanno il via nuove collaborazioni con la Fondazione per l&#8217;Architettura dell&#8217;Ordine Architetti di Torino, le performance dell\u2019AssociazioneLiberamenteUnico, <a>i corsi artistici diNa\u00eff, <\/a>i concerti dell\u2019Accademia del Santo Spirito e del coro dei Giovani Cantori di Torino, insieme alla Facolt\u00e0 Teologica di Torino.&nbsp;Per oltre sei settimane, Villa della Regina diventer\u00e0 palcoscenico di un calendario di eventitra arte, creativit\u00e0, parole, suoni e inclusione. Un\u2019occasione unica per vivere la residenza barocca come spazio attivo, aperto alla sperimentazione e al dialogo tra linguaggi. Si terranno laboratori creativi per tutte le et\u00e0: il workshop di acquerello nei giardini, a cura di Federico Morgando, in collaborazione con la Fondazione per l&#8217;Architettura dell&#8217;Ordine Architetti di Torino e l\u2019Associazione \u201cAmici di Villa della Regina\u201d (sabato 27 settembre, 11 ottobre e 25 ottobre dalle 9.00 alle 13.00);i corsi di pittura libera su ceramica con Na\u00eff (domenica 28 settembre e 19 ottobre dalle 10.00 alle 18.00); le attivit\u00e0 dell\u2019Associazione PassepArt-Out per scoprire e apprendere tecniche affascinanti come quelle dello sbalzo su alluminio e della legatoria, dedicarsi al disegno dal vero, alla caricatura, al ritratto e alla stampa d\u2019arte (domenica 5 e 26 ottobre e 2 novembre dalle 10.00 alle 17.00).Scrittura e narrazione saranno al centro di momenti speciali:l\u2019incontro con la poetessa e scrittrice Maria Grazia Calandrone, a cura della Fondazione Circolo dei lettori (venerd\u00ec 3 ottobre alle 18.30); la performance di Martina Vianovi, con musiche originali di Davide Cisc\u00ec, a cura della Scuola Holden (venerd\u00ec 17 ottobre alle 18.30). Due appuntamenti saranno dedicati al patrimonio culturale e al suo legame con la sostenibilit\u00e0, la manutenzione programmata e la conservazione consapevole. Temi chiave affrontati nel segno dei valori promossi dall\u2019UNESCO: tutela del patrimonio, accesso democratico alla cultura, inclusione e responsabilit\u00e0 verso le generazioni future.Gli incontri si svolgeranno in un contesto d\u2019eccezione, come quello di Villa della Regina, gioiello barocco che fa parte del sito e delle Residenze Sabaude, iscritto dal 1997 nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Un luogo simbolico, che diventa scenario ideale per riflettere sul nostro ruolo per conservazione culturale e dell\u2019ambiente.In collaborazione con la Cattedra UNESCO in Sviluppo Sostenibile e Gestione del Territorio dell\u2019Universit\u00e0 di Torino, marted\u00ec 30 settembre alle 14.00si terr\u00e0 la conferenza <em>UNITWIN\/UNESCO Chairs<\/em>, a cura dell\u2019Accademia Albertina di Belle Arti, uno spazio di riflessione e dialogo sui temi pi\u00f9 urgenti del nostro tempo: la crisi climatica, la sostenibilit\u00e0 ambientale, i diritti culturali.Al centro del dibattito, i linguaggi delle arti come strumenti potenti di trasformazione e consapevolezza, capaci di guidare la transizione ecologica e digitale. Gioved\u00ec 23 ottobre alle 16.30, la conferenza <em>Programmare gli interventi conservativi: comunicazione e cultura della manutenzione<\/em>, nell\u2019ambitodell\u2019iniziativa <em>Oltre il sipario. Pratiche di mecenatismo e storytelling<\/em>, sar\u00e0 invece un\u2019occasione per conoscere l\u2019importanza della manutenzione programmata. Un modello che cambia paradigma per anticipare, custodire e trasformare la conservazione da intervento straordinario a pratica costante, anche in un\u2019ottica di sostenibilit\u00e0 e innovazione. Seguir\u00e0 una visita alle fontane di Villa della Reginainsieme alle figure tecniche che seguendo lo svolgimento di un importante intervento di manutenzione. Un pomeriggio per immaginare insieme il futuro della conservazione culturale, partendo da un gesto semplice, ma rivoluzionario: prendersi cura QU.EEN vuole anche essere un viaggio tra culture e voci. Sar\u00e0 portato avanti e sviluppato il progetto di dialogo interculturale e coesione sociale nato in primavera in collaborazione con Mondi in Citt\u00e0 onlus, realt\u00e0, da oltre dieci anni, attiva sul territorio per promuovere l\u2019integrazione delle famiglie immigrate da paesi extra-europei, attraverso il protagonismo e la partecipazione delle donne.Grazie al contributo creativo di Alessandra Racca e HananeMakhloufi, <em>Cori narranti: storie, poesie e voci attorno alle opere di Paolo Gubinelli<\/em> trasformer\u00e0 Villa della Regina in uno spazio di incontro tra culture, parole ed emozioni. Un modo per riscoprire il patrimonio culturale attraverso nuove narrazioni, vissute e raccontate in prima persona dalle partecipanti.Un\u2019iniziativa che vede nella conoscenza una forma di arricchimento personale e uno strumento di integrazione e cittadinanza attiva, temi che sono al centro anche dell\u2019attivit\u00e0 promossa in sinergia con la Pastorale Migranti. L\u2019inclusivit\u00e0 \u00e8 pure l\u2019anima che ispira <em>Bloom in Nature<\/em>, un\u2019esperienza tra laboratorio e performance a cura dell\u2019Associazione LiberamenteUnico. Un pomeriggio di immersione nella natura, dove corpo, voce e percezioni si incontreranno nel \u201cterzo paesaggio\u201d.Le pratiche sono pensate per accogliere tutte le persone, indipendentemente da corpo, et\u00e0 o esperienza: un invito a connettersi in modo profondo con s\u00e9 stessi e con l\u2019ambiente, attraverso l\u2019ascolto, il movimento e la libert\u00e0 di espressione, in uno spazio sicuro e accogliente per chiunque (sabato 18 ottobre dalle 10.00 alle 14.00). La rassegna vedr\u00e0 protagonistaanche la musica,in tante sfumature.La IV edizione del<em>TurinBaroque Music Festival<\/em> porter\u00e0 il barocco tedesco nel Salone d\u2019Onore, in collaborazione con l\u2019Accademia del Santo Spirito, mentre la performance <em>Chora<\/em> di Marco Cordero, con i Giovani Cantori di Torino e Carlo Pavese, in collaborazione con l\u2019Accademia Albertina di Belle Arti, risuoner\u00e0 nella Cappella della Facolt\u00e0 Teologica per laTorino Art Week (luned\u00ec 27 ottobre alle 17.30). Inoltre in occasione del finissage, sabato 8 novembreil Salone d\u2019Onore far\u00e0 da scenografia alle sonorit\u00e0 evocative di Cecilia Lasagno e Simone Garino. Nel corso della serata si terranno la presentazione dei cataloghi delle mostre, pubblicati da Prinp Editore in versione bilingue (italiano e inglese), e l\u2019inaugurazionedella collezione permanente d\u2019arte contemporanea di Villa della Regina, alla presenza degli artisti che hanno esposto nel corso dell\u2019anno: Massimo Giannoni, Paolo Gubinelli e Marco Cordero. Da sogno arcadico a spazio vivo e condiviso, con QU.EEN Villa della Regina si trasforma in un laboratorio di idee e visioni: custode di storia e cuore pulsante di nuove narrazioni. Dal suo passato di residenza reale con giardini e aree agricole, emerge oggi un luogo dove il museo non \u00e8 pi\u00f9 solo contenitore, ma diventa anche motore di esperienze culturali ampie, partecipate e sostenibili. Un invito a rileggere il patrimonio con occhi nuovi, dove la natura incontra l\u2019innovazione e la memoria si apre al futuro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Paolo Gubinelli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nato a Matelica (MC) nel 1945, vive e lavora a Firenze. Si diploma presso l\u2019Istituto d\u2019arte di Macerata, sezione pittura, continua gli studi a Milano, Roma e Firenze come grafico pubblicitario, designer e progettista in architettura. Giovanissimo scopre l\u2019importanza del concetto spaziale di Lucio Fontana che determina un orientamento costante nel la sua ricerca: conosce e stabilisce un\u2019intesa di idee con gli artisti e architetti: Giovanni Michelucci, Bruno Munari, Ugo La Pietra, Agostino Bonalumi, Alberto Burri, Enrico Castellani, Piero Dorazio, Emilio Isgr\u00f2, Umberto Peschi, Edgardo Mannucci, Mario Nigro, Emilio Scanavino, Sol Lewitt, Giuseppe Uncini, Zoren. Partecipa a numerose mostre personali e collettive in Italia e all\u2019estero. Le sue opere sono esposte in permanenza nei mag giori musei in italia e all\u2019estero. Nel 2011 ospitato alla 54 Biennale di Venezia Padiglione Italia presso L\u2019Arsenale invitato da Vittorio Sgarbi e scelto da Tonino Guerra, installazione di n. 28 carte cm. 102&#215;72 accompagnate da un manoscritto inedito di Tonino Guerra. Sono stati pubblicati cataloghi e riviste specializzate, con testi di noti critici: Giulio Carlo Argan, Giovanni Maria Accame, Cristina Acidini, Vera Agosti, Mariano Apa, Paola Ballesi, Mirella Bandini, Carlo Belloli, Massimo Bignardi, Vanni Bramanti, Mirella Branca, Anna Brancolini, Carmine Benincasa, Paolo Bolpagni, Luciano Caramel, Giovanni Cardone, Ornella Casazza, Claudio Cerritelli, Bruno Cor\u00e0, Giorgio Cortenova, Roberto Cresti, Enrico Crispolti, Fabrizio D\u2019Amico; Roberto Daolio, Angelo Dragone, Luigi Paolo Finizio, Alberto Fiz, Paolo Fossati, Carlo Franza, Francesco Gallo, Roberto Luciani, Mario Luzi, Luciano Marziano, Lara Vinca Masini, Marco Meneguzzo, Fernando Miglietta, Bruno Munari, Antonio Paolucci, Gaspare Polizzi, Sandro Parmiggiani, Pierre Restany, Maria Luisa Spaziani, Carmelo Strano, Claudio Strinati,Antonello Tolve, Toni Toniato, Tommaso Trini, Marcello Venturoli, Stefano Verdino, Cesare Vivaldi. Sono stati pubblicati cataloghi di poesie inedite dei maggiori poeti Italiani e stranieri: Adonis, Alberto Bertoni, Alberto Bevilacqua, Libero Bigiaretti, Franco Buffoni, Anna Buoninsegni, Enrico Capodaglio, Alberto Caramella, Roberto Carifi, Ennio Cavalli, Giuseppe Conte, Vittorio Cozzoli, Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Eugenio De Signoribus, Gianni D\u2019Elia, Luciano Erba, Giorgio Garufi, Tony Harrison, Tonino Guerra, Emilio Isgr\u00f2, Clara Jan\u00e9s, Ko Un, Vivian Lamarque, Franco Loi, Mario Luzi, Giancarlo Majorino, Alda Merini, Alessandro Mosc\u00e8, Roberto Mussapi, Giampiero Neri, Nico Orengo, Alessandro Parronchi, Feliciano Paoli, Titos Patrikios, Umberto Piersanti, Antonio Riccardi, Davide Rondoni, Tiziano Rossi, Roberto Roversi, Paolo Ruffilli, Mario Santagostini, Antonio Santori, Frencesco Scarabicchi, Fabio Scotto, Michele Sovente, Maria Luisa Spaziani, Enrico Testa, Paolo Valesio, Cesare Vivaldi, Andrea Zanzotto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Marco Cordero<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nato a Roccavione (Cuneo) nel 1969 e vive e lavora principalmente a Torino. Dalla fine degli anni Novanta, la sua ricerca si \u00e8 concentrata principalmente sulle narrazioni possibili o impossibili che l\u2019essere umano costruisce per condividere le proprie relazioni con lo spazio architettonico, naturale e spirituale. Il libro, in tutte le sue accezioni, \u00e8 diventato il materiale pi\u00f9 comune dei suoi lavori. Libro inteso come contenitore di parole e, allo stesso tempo, come materiale fisico che pu\u00f2 essere messo a confronto e modificato con le tecniche pi\u00f9 classiche e tradizionali della scultura. Interventi minimi sui singoli libri o installazioni che modificano le percezioni spaziali e linguistiche dei luoghi che le ospitano. Un modo per mettere in evidenza, far emergere aspetti paralleli, nascosti o dimenticati nelle dinamiche pi\u00f9 comuni di relazione tra le persone. I suoi lavori sono stati esposti in fondazioni e gallerie private (OpereScelte, Torino; Maria Cilena, Milano; G\u00e9raldineBanier, Parigi; Nuova Galleria Morone, Milano) e musei (MAO, Torino; Museo Diocesano, Milano; Museo della Montagna, Torino; MADB, Minneapolis; BetonSalon, Parigi; Fondazione Monte Verit\u00e0, LocarnoCH; Universit\u00e0 Bicocca, Milano; Chiesa di San Vittore, Vercelli; Arsenale, Venezia; MAN Nuoro; Mus\u00e9edesBeauxArts, Le Locle CH).<\/p>\n\n\n\n<p>Villa della Regina \u2013 Torino<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Paolo Gubinelli . Non sono un poeta, amo incidere la mia parola<\/p>\n\n\n\n<p>Marco Cordero. Suite per un girasole<\/p>\n\n\n\n<p>dal 24 Settembre 2025 al 9 Novembre 2025<\/p>\n\n\n\n<p>dal Marted\u00ec alla Domenica dalle ore 9.30 alle ore 18.00<\/p>\n\n\n\n<p>Luned\u00ec Chiuso&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Cardone Fino al 9 Novembre 2025 si potr\u00e0 ammirare Villa della Regina Torino la mostra dedicata a Paolo Gubinelli Non sono un poeta, amo incidere la mia parola che fa parte Rassegna Culturale QU.EEN mentre l\u2019altra personale Suite per un girasole di Marco Cordero curate da Roberto Mastroianni. L\u2019intero percorso della Rassegna culturale QU.EEN [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000023454,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[3],"tags":[47,48],"class_list":{"0":"post-1000023449","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte","8":"tag-arte","9":"tag-giovanni-cardone"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Immagine-WhatsApp-2025-09-29-ore-15.39.22_701ae2a3.jpg?fit=1599%2C1186&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000023449","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000023449"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000023449\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000023456,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000023449\/revisions\/1000023456"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000023454"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000023449"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000023449"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000023449"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}