{"id":1000023392,"date":"2025-09-29T11:09:43","date_gmt":"2025-09-29T14:09:43","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000023392"},"modified":"2025-09-29T11:09:45","modified_gmt":"2025-09-29T14:09:45","slug":"da-un-mix-di-anticorpi-potremmo-ricavare-un-trattamento-universale-contro-linfluenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000023392","title":{"rendered":"Da un mix di anticorpi potremmo ricavare un trattamento universale contro l&#8217;influenza"},"content":{"rendered":"\n<p>Un plotone di anticorpi in un unico trattamento potrebbe un giorno scongiurare le forme pi\u00f9 gravi di influenza nei pazienti pi\u00f9 a rischio: per ora, ha saputo proteggere i topi da virus influenzali di tre diversi ceppi, prendendo di mira una regione che rimane immutata nei patogeni di questa famiglia di trasformisti. I risultati della sperimentazione sono stati pubblicati su Science Advances. Le migliori armi che abbiamo contro l&#8217;influenza sono i vaccini antinfluenzali: stimolano la produzione di anticorpi neutralizzanti, che si legano in modo specifico alle strutture superficiali (antigeni) di un patogeno prima che questo possa infettare. I vaccini sono altamente efficaci, ma la loro produzione richiede molti mesi ed \u00e8 ostacolata dal fatto che i virus dell&#8217;influenza tendono a mutare: acquisiscono cambiamenti nelle loro proteine superficiali che permettono di evadere l&#8217;immunit\u00e0 gi\u00e0 acquisita nella popolazione e che indeboliscono l&#8217;efficacia dei vaccini. Ecco perch\u00e9 i vaccini vengono aggiornati ad ogni nuova stagione influenzale, mentre si lavora per creare un vaccino universale, efficace contro tutti i ceppi di virus dell&#8217;influenza. Il preparato studiato dagli scienziati del Jackson Laboratory for Genomic Medicine di Farmington (Connecticut) e dello The Scripps Research Institute di La Jolla (California) si basa invece su anticorpi non neutralizzanti, che non eliminano le capacit\u00e0 del virus di infettare ma potenziano la risposta all&#8217;infezione richiamando sul posto altre cellule immunitarie. L&#8217;obiettivo \u00e8 quindi mettere a punto non un vaccino ma una terapia che impedisca che l&#8217;infezione peggiori e che possa diventare letale. Nel \u00abcocktail\u00bb antinfluenzale sono stati inseriti tre anticorpi che prendono di mira una proteina nel virus dell&#8217;influenza A in una regione chiamata M2e, essenziale al patogeno per replicarsi. Questo pezzo di virus resta praticamente invariato in tutti i ceppi. Il mix \u00e8 stato testato in topi esposti a vari sottotipi di influenza A (uno dei tre tipi di influenza che infettano l&#8217;uomo): due ceppi di H1N1, incluso quello che caus\u00f2 la pandemia di influenza suina nel 2009 e che ha dato origine al ceppo attualmente circolante di H1N1; l&#8217;H5N1, che sta causando l&#8217;epidemia di influenza aviaria negli uccelli, nei mammiferi selvatici e nei bovini degli Stati Uniti, e l&#8217;H7N9, che infetta principalmente gli uccelli ma anche l&#8217;uomo che \u00e8 stato esposto a pennuti infetti.&nbsp;&nbsp;Gli anticorpi hanno ridotto la gravit\u00e0 della malattia e la quantit\u00e0 di virus nei polmoni degli animali contagiati, e migliorato la sopravvivenza anche degli animali immunocompromessi. Quella all&#8217;H7N9, un virus che pu\u00f2 risultare letale, \u00e8 stata totale quando l&#8217;antivirale \u00e8 stato assunto tre giorni dopo l&#8217;infezione, del 70% se assunto il quarto giorno e del 60% se assunto il quinto giorno. Anche dopo 24 giorni dalla somministrazione, i virus dell&#8217;influenza esposti agli anticorpi non erano mutati: per riuscire a sfuggire alla terapia i patogeni dovrebbero riuscire a svicolarsi da tre diversi tipi di anticorpi, che funzionano in modo leggermente diverso. \u00c8 la prima volta che un trattamento antivirale dimostra un&#8217;efficacia cos\u00ec ampia contro il virus dell&#8217;influenza. Ora per\u00f2 andr\u00e0 verificato se il mix di anticorpi sia altrettanto protettivo sull&#8217;uomo. Al di l\u00e0 della composizione specifica, lo studio fa sperare che, in futuro, si possa arrivare a un presidio antinfluenzale da affiancare ai vaccini, e somministrare alle fasce pi\u00f9 a rischio di influenza grave.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un plotone di anticorpi in un unico trattamento potrebbe un giorno scongiurare le forme pi\u00f9 gravi di influenza nei pazienti pi\u00f9 a rischio: per ora, ha saputo proteggere i topi da virus influenzali di tre diversi ceppi, prendendo di mira una regione che rimane immutata nei patogeni di questa famiglia di trasformisti. 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