{"id":1000023329,"date":"2025-09-29T08:35:42","date_gmt":"2025-09-29T11:35:42","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000023329"},"modified":"2025-09-29T08:35:44","modified_gmt":"2025-09-29T11:35:44","slug":"fu-una-cometa-espolsa-13mila-anni-a-distruggere-la-megafauna-e-la-cultura-clovis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000023329","title":{"rendered":"Fu una cometa espolsa 13mila anni a distruggere la megafauna e la cultura Clovis?"},"content":{"rendered":"\n<p>Negli ultimi anni, un gruppo di ricercatori guidato dal professor emerito James Kennett dell&#8217;Universit\u00e0 della California a Santa Barbara ha raccolto nuove prove che rafforzano un&#8217;ipotesi molto dibattuta: quella di un frammento di cometa che sarebbe esploso sopra il Nord America circa 12.800\u201313.000 anni fa, contribuendo alla scomparsa della megafauna (come mammut e mastodonti) e al collasso dei Clovis (cultura preistorica nativa americana la cui presenza nei siti archeologici del Nord America risale a circa 13.500 anni fa). Per capire a come si \u00e8 giunti a questa conclusione vanno ricordati alcuni elementi. Innanzi tutto che il Dryas recente (Younger Dryas) \u00e8 un brusco ritorno al freddo che interrompe un trend di riscaldamento alla fine dell&#8217;ultima Era Glaciale, durato circa mille anni. Va poi ricordato che la cultura Clovis, nota per le sue punte di lancia caratteristiche, e gran parte della megafauna nordamericana scomparvero proprio attorno all&#8217;inizio di questo freddo improvviso. Numerosi siti archeologici infine, presentano uno strato sedimentario spesso detto \u00abblack mat\u00bb (\u00abmaterasso nero\u00bb), ricco di carbonio, fuliggine, combustioni diffuse \u2014 elementi che, secondo i sostenitori dell&#8217;ipotesi, indicano incendi estesi e oscuramento del cielo dopo l&#8217;evento. La scoperta pi\u00f9 recente \u2013 pubblicata sulla rivista PLOS One &#8211; che d\u00e0 forza all&#8217;ipotesi dell&#8217;impatto cometario \u00e8 quella del quarzo shockato (shocked quartz) ritrovato in tre siti archeologici classici della cultura Clovis: Murray Springs (Arizona), Blackwater Draw (New Mexico), e Arlington Canyon nelle Channel Islands, California. I geologi hanno scoperto grani di quarzo che mostrano fratture complesse (crack) alcune delle quali riempite da silice fusa, caratteristiche che indicano temperature e pressioni elevate. Utilizzando tecniche come microscopia elettronica (TEM, SEM), catodoluminescenza e EBSD, per analizzare le deformazioni del quarzo, sono state messe in luce deformazioni che superano quelle che si potrebbero attribuire a vulcanismo o altre attivit\u00e0 terrestri ordinarie. Modellazioni al computer infine, indicano che un&#8217;esplosione in aria (\u00abairburst\u00bb) di una cometa frammentata, a bassa quota, potrebbe generare le condizioni (pressione, calore) necessarie a produrre questo tipo di shock nei grani di quarzo. Se confermata, l&#8217;ipotesi suggerisce che l&#8217;esplosione avrebbe causato incendi diffusi, immissione nell&#8217;atmosfera di fumo, cenere e polvere, oscuramento del cielo (\u00abimpact winter\u00bb), riduzione della luce solare, e un forte stress ambientale. Questo evento combinato con altri fattori climatici potrebbe aver accelerato la morte della megafauna in Nord (e forse Sud) America, nonch\u00e9 il declino della cultura dei Clovis. L&#8217;ipotesi non \u00e8 accettata da tutta la comunit\u00e0 scientifica. Si contesta infatti la mancanza di un cratere evidente. Normalmente un grande impatto lascia tracce geologiche; nell&#8217;ipotesi del Dryas recente questo non \u00e8 stato identificato in modo chiaro. E per spiegare gli eventi alcuni ricercatori propongono spiegazioni meno \u00abcatastrofiche\u00bb, come cambiamenti nei sistemi oceanici, flussi di acqua dolce nell&#8217;Atlantico che possono aver alterato le correnti marine calde, oppure ulteriori dinamiche naturali tipiche dei cambiamenti climatici durante le glaciazioni\/deglaciazioni. Alcuni critici poi, sostengono che i \u00abproxy\u00bb (un indicatore fisico, chimico o biologico che rappresenta indirettamente una variabile ambientale del passato, come temperatura, salinit\u00e0 o concentrazione di CO\u2082) usati \u2013 in questo caso fuliggine, nanodiamanti, microsferule, platino\/iridio &#8211; possano derivare anche da processi terrestri o detriti di impatti molto pi\u00f9 piccoli, combustioni naturali o altri fenomeni ancora da identificare.<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi Bignami<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni, un gruppo di ricercatori guidato dal professor emerito James Kennett dell&#8217;Universit\u00e0 della California a Santa Barbara ha raccolto nuove prove che rafforzano un&#8217;ipotesi molto dibattuta: quella di un frammento di cometa che sarebbe esploso sopra il Nord America circa 12.800\u201313.000 anni fa, contribuendo alla scomparsa della megafauna (come mammut e mastodonti) e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000023330,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[283],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000023329","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ciencia"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/zdfg-1.png?fit=1300%2C1000&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000023329","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000023329"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000023329\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000023331,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000023329\/revisions\/1000023331"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000023330"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000023329"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000023329"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000023329"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}