{"id":1000023282,"date":"2025-09-29T08:08:15","date_gmt":"2025-09-29T11:08:15","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000023282"},"modified":"2025-09-29T08:08:18","modified_gmt":"2025-09-29T11:08:18","slug":"invecchiamento-davvero-accelera-a-44-e-a-60-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000023282","title":{"rendered":"Invecchiamento: davvero accelera a 44 e a 60 anni?"},"content":{"rendered":"\n<p>Se siete vicini a spegnere quel numero preciso di candeline, potreste aver letto con un certo fastidio le notizie sui salti improvvisi che l&#8217;invecchiamento pare compiere a 44 e a 60 anni. Ma come \u00e8 possibile &#8211; ci si potrebbe chiedere &#8211; diventar vecchi dall&#8217;oggi al domani, e come si \u00e8 arrivati a determinare queste due tacche? Lo studio, pubblicato su Nature Aging, ha tenuto traccia dell&#8217;abbondanza di migliaia di molecole in 108 partecipanti statunitensi tra i 25 e i 75 anni, che sono stati seguiti nel tempo e hanno fornito campioni di sangue e feci, oltre a tamponi della pelle, del cavo orale e del naso, per periodi di tempo compresi da 1 a 7 anni. L&#8217;analisi ha rivelato che, indipendentemente dalla classe di molecole che si sceglie di analizzare, in due momenti precisi sulla linea cronologica del tempo &#8211; attorno ai 44 e attorno ai 60 anni &#8211; l&#8217;abbondanza di certi marcatori subisce un brusco, sostanziale e per nulla graduale declino. Un fatto che potrebbe spiegare perch\u00e9 certe malattie legate all&#8217;invecchiamento (come i problemi cardiovascolari e muscolo-scheletrici), insieme al rischio di mortalit\u00e0, sembrino presentare il conto tutti insieme, in certi periodi della vita. Il gruppo di scienziati guidato da Michael Snyder, genetista e direttore del Centro di Genomica e Medicina Personalizzata dell&#8217;Universit\u00e0 di Stanford, California, ha calcolato l&#8217;abbondanza di oltre 135.000 tra molecole (RNA, proteine, prodotti metabolici) e microrganismi (batteri, funghi, virus che popolano l&#8217;organismo umano) nei campioni offerti dai volontari. Guardando ai marcatori che erano cambiati di numero in modo pi\u00f9 drammatico, si \u00e8 visto che queste profonde trasformazioni erano avvenute per lo pi\u00f9 nella met\u00e0 del decennio dei 40 e all&#8217;inizio di quello dei 60. E che comunque, la maggior parte delle molecole e dei microrganismi studiati non diminuiva e non cresceva in modo graduale con il passare degli anni. Il passaggio dei 44 anni ha lasciato un po&#8217; interdetti i ricercatori, che hanno dapprima collegato il processo alla perimenopausa: la fine dell&#8217;et\u00e0 fertile potrebbe essere responsabile di parte dell&#8217;invecchiamento improvviso nelle donne. Ma analizzando meglio i dati si \u00e8 visto che qualcosa di analogo riguardava anche i partecipanti maschi. Devono esserci altri fattori pi\u00f9 significativi che influiscono sull&#8217;et\u00e0 biologica di donne e uomini indifferentemente. Guardando meglio a quali molecole sono parse pi\u00f9 coinvolte nei cambiamenti, si \u00e8 visto che la prima ondata di invecchiamento (44 anni) coinvolge marcatori legati alle malattie cardiovascolari e alla capacit\u00e0 di metabolizzare l&#8217;alcol e i lipidi. La seconda tacca (60 anni) vede invece i cambiamenti pi\u00f9 drammatici nelle molecole legate alla regolazione immunitaria, al metabolismo dei carboidrati e alla funzionalit\u00e0 renale. Entrambe le et\u00e0 (44 e 60 anni) comportano grandi mutamenti nelle molecole legate all&#8217;invecchiamento della pelle e dei muscoli. La scoperta potrebbe in parte spiegare come mai il rischio di sviluppare alcune malattie legate all&#8217;invecchiamento, come l&#8217;Alzheimer, non aumenti in modo graduale, ma cresca rapidamente dopo i 60 anni. Altri cambiamenti registrati dall&#8217;organismo potrebbero al contrario non avere un \u00abmotore interno\u00bb, ma dipendere dallo stile di vita: un pi\u00f9 difficile metabolismo dell&#8217;alcol potrebbe per esempio essere il risultato di un aumento del consumo di alcol nel decennio dei 40 anni. Una pi\u00f9 attenta analisi delle molecole coinvolte in questi \u00abgiri di boa\u00bb potrebbe aiutare a comprendere meglio i meccanismi alla base dell&#8217;invecchiamento, e a mettere a punto strategie per contrastarlo mentre si \u00e8 ancora in salute.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se siete vicini a spegnere quel numero preciso di candeline, potreste aver letto con un certo fastidio le notizie sui salti improvvisi che l&#8217;invecchiamento pare compiere a 44 e a 60 anni. 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