{"id":1000023232,"date":"2025-09-29T07:38:22","date_gmt":"2025-09-29T10:38:22","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000023232"},"modified":"2025-09-29T07:38:25","modified_gmt":"2025-09-29T10:38:25","slug":"i-figli-dellasia-in-rivolta-giovani-voci-da-filippine-e-indonesia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000023232","title":{"rendered":"I figli dell&#8217;Asia in rivolta: giovani voci da Filippine e Indonesia"},"content":{"rendered":"\n<p>Chi lo avrebbe mai detto che ad unire una parte di mondo come l&#8217;estremo Oriente, storicamente frammentato e diviso, sarebbe bastato un hashtag sui social network. #SEAblings \u00e8 nato quasi per scherzo, trattandosi di un gioco di parole tra siblings, \u00abfratelli\u00bb, e SEA, South-East Asia, ma anche lo stesso \u00abmare\u00bb che bagna parte di questa regione. Eppure, sta diventando il modo attraverso cui i giovani di Filippine, Indonesia, Timor Est e persino di Paesi vicini come Nepal e Bangladesh stanno gridando al mondo la loro partecipazione alle proteste di piazza di queste settimane. Proteste che, oltre al fatto di avvenire nel continente asiatico e nello stesso periodo, hanno in comune almeno tre punti: unire i giovani; essere rivolte contro le \u00e9lites locali; far emergere la rabbia per l&#8217;incapacit\u00e0 della politica di risolvere le crescenti disuguaglianze economiche, di affrontare il fardello della corruzione locale e in fondo di dare alle nuove generazioni una prospettiva di vita. Ecco dunque spiccare, da TikTok a Instagram fino a X, foto di manifestazioni a Manila, video delle marce studentesche di Jakarta, immagini degli scontri in corso davanti al parlamento di Kathmandu, tutte sotto l&#8217;hashtag #SEAblings. Dalle immagini emergono simboli pop globali che hanno valore politico: la bandiera con il teschio e il cappello di paglia di One Piece, segno di ribellione contro la corruzione; il saluto a tre dita di Hunger Games, gesto di sfida ai regimi autoritari; i riferimenti a Harry Potter, usati gi\u00e0 nel 2020 dai thailandesi contro la monarchia. Tre le considerazioni pi\u00f9 evidenti. La prima: come nel caso di Sri Lanka (2022) e Bangladesh (2024), questi movimenti evitano volutamente leader carismatici, riflettendo la mancanza di percorsi di carriera credibili. Poi, il primo terreno di incontro non \u00e8 pi\u00f9 la piazza, bens\u00ec lo schermo di uno smartphone. La terza: i giovani asiatici stanno costruendo un immaginario collettivo animato dagli stessi desideri di futuro e dalla frustrazione verso un sistema politico giudicato inadeguato. Lo conferma al nostro giornale Carmelle, una giovane di Cebu, provincia delle Filippine nella regione del Visayas centrale: \u00abQuello che alimenta davvero questa rabbia \u00e8 una lunga storia di cattiva governance e corruzione. Siamo stanchi di vedere decisioni prese senza trasparenza di cui i pi\u00f9 vulnerabili pagano il prezzo\u00bb. Quando le chiediamo se ritiene che tra i giovani ci sia un senso di incertezza verso il futuro e di disillusione verso la politica, Carmelle conferma che \u00abquesti sentimenti sono molto diffusi tra i miei coetanei. Facciamo i conti con un mercato del lavoro instabile, un aumento dei problemi di salute mentale senza sostegno, la distruzione dell&#8217;ambiente mascherata da progresso, un sistema educativo pubblico sottofinanziato e sovraffollato. Vediamo gli effetti della corruzione nelle infrastrutture fatiscenti, nella sanit\u00e0 inaccessibile e nel divario tra ricchi e poveri\u00bb. Aspetti che emergono anche in Nepal con le proteste contro i \u00abnepo kids\u00bb, cio\u00e8 i figli dei politici, e anche in Indonesia, come racconta al nostro giornale Joanita, una giovane giornalista locale. \u00abQui i giovani vivono nell&#8217;incertezza, tra contratti a breve termine, costi urbani elevati, mentre le \u00e9lite pi\u00f9 anziane sono protette da reti di contatti, beni accumulati e politiche di lungo corso. Non \u00e8 un caso che i lavoratori informali, come i driver di Gojek o Grab, siano diventati simboli di queste proteste\u00bb. Tuttavia, precisa Joanita, \u00abqueste tensioni intergenerazionali non sono solo contro la corruzione o contro la disuguaglianza. Tra i valori centrali ci sono equit\u00e0, merito, trasparenza, partecipazione pubblica e qualit\u00e0 dei servizi pubblici. Molti manifestanti parlano di una societ\u00e0 pi\u00f9 inclusiva, sostenibile e orientata al welfare\u00bb. \u00c8 questo un altro aspetto che sembra unire le due testimonianze. Dalle Filippine, Carmelle non crede che il problema sia \u00abla struttura di base del sistema politico. Ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno \u00e8 una nuova generazione di leader: non importa a quale partito appartengano, il loro obiettivo dev&#8217;essere servire il popolo con integrit\u00e0 e offrire risultati concreti\u00bb. In questo senso, se Joanita richiama la rivoluzione indonesiana che nel 1998 port\u00f2 alla fine del regime di Suharto, Carmelle richiama quella filippina del 1986 contro l&#8217;ex presidente Ferdinand Marcos Sr: \u00abLe manifestazioni di oggi \u2014 aggiunge la giovane filippina \u2014 pur diverse nella forma e nel contesto, richiamano quello spirito: unit\u00e0, coraggio e il rifiuto di restare in silenzio di fronte alle ingiustizie\u00bb. Queste rivolte mettono cos\u00ec in luce un problema tipico dei Paesi asiatici emergenti: la mancanza di basi fiscali solide per sostenere uno sviluppo dignitoso. In questo contesto, la politica si riduce a mero distributore di risorse limitate, spesso a favore dei pi\u00f9 ricchi, anzich\u00e9 a costruttore di un&#8217;economia produttiva e accessibile. Un sistema fiscale debole e la forte dipendenza dall&#8217;estero impediscono una crescita autonoma. E, come dimostra il caso del Nepal che dagli anni Novanta ha promesso una svolta in termini di inclusione, neppure le aperture democratiche sono sufficienti. Cos\u00ec come potrebbero non bastare i cambiamenti di governo attuati in questi giorni in Nepal o in Indonesia. Un rischio da non sottovalutare non solo per i singoli Paesi, ma ancor pi\u00f9 per l&#8217;instabilit\u00e0 di un&#8217;area che, tra crisi regionali e ambizioni di attori esterni, \u00e8 sempre pi\u00f9 sotto i riflettori.<\/p>\n\n\n\n<p>Guglielmo Gallone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi lo avrebbe mai detto che ad unire una parte di mondo come l&#8217;estremo Oriente, storicamente frammentato e diviso, sarebbe bastato un hashtag sui social network. #SEAblings \u00e8 nato quasi per scherzo, trattandosi di un gioco di parole tra siblings, \u00abfratelli\u00bb, e SEA, South-East Asia, ma anche lo stesso \u00abmare\u00bb che bagna parte di questa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000023233,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[41],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000023232","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mundo"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-2-3.jpeg?fit=750%2C422&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000023232","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000023232"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000023232\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000023234,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000023232\/revisions\/1000023234"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000023233"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000023232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000023232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000023232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}