{"id":1000023106,"date":"2025-09-24T10:01:21","date_gmt":"2025-09-24T13:01:21","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000023106"},"modified":"2025-09-24T10:01:23","modified_gmt":"2025-09-24T13:01:23","slug":"i-gorilla-sono-ancora-in-pericolo-di-estinzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000023106","title":{"rendered":"I gorilla sono ancora in pericolo di estinzione"},"content":{"rendered":"\n<p>Le minacce legate al bracconaggio e alla distruzione dell&#8217;habitat, ma anche la diffusione di virus, sono le principali cause che stanno spingendo il gorilla verso l&#8217;estinzione. O meglio: i gorilla, visto che sono 4 in totale le sottospecie riconosciute. Tra le quali, l&#8217;unica che se la passa \u00abbene\u00bb \u00e8 il gorilla di pianura occidentale, con oltre 300.000 individui. Per le altre, i numeri sono davvero esigui anche se per il gorilla di montagna si pu\u00f2 parlare di un trend finalmente in risalita, grazie agli sforzi di conservazione. Il genere Gorilla si divide in due specie, il gorilla occidentale (Gorilla gorilla) e il gorilla orientale (Gorilla beringei), ciascuna con due sottospecie riconosciute che hanno area di distribuzione e caratteristiche ecologiche uniche. Il gorilla occidentale (Gorilla gorilla) comprende il gorilla di pianura occidentale (Gorilla gorilla gorilla) e il gorilla del fiume Cross (Gorilla gorilla diehli), che si trovano principalmente in Africa centrale e occidentale. Il gorilla orientale (Gorilla beringei) \u00e8 composto dal gorilla di pianura orientale (Gorilla beringei graueri) e dal gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei), che abitano le foreste dell&#8217;Africa centrale. Con una popolazione stimata di circa 316.000 individui, il gorilla di pianura occidentale \u00e8 la sottospecie di gorilla pi\u00f9 diffusa e numerosa. Nonostante questi numeri, l&#8217;IUCN lo ha classificato come \u00abIn Pericolo Critico\u00bb, a causa di un rapido e grave declino che porta alcuni ricercatori a stimare che entro il 2070 la popolazione potrebbe subire una riduzione fino all&#8217;80%. Diffusione di virus, frammentazione dell&#8217;habitat, e bracconaggio sono le minacce pi\u00f9 gravi per questa sottospecie. Il gorilla del fiume Cross \u00e8 la sottospecie di gorilla pi\u00f9 minacciata, con una popolazione stimata tra i 200 e i 300 individui. La distribuzione di questi gorilla \u00e8 estremamente frammentata, con gruppi concentrati solo lungo il confine tra Nigeria e Camerun. Anche questa sottospecie \u00e8 classificata come \u00abIn Pericolo Critico\u00bb dall&#8217;IUCN, proprio a causa della ridotta dimensione di popolazione che ne mette a rischio la sopravvivenza nel prossimo futuro. Le minacce legate al bracconaggio e alla distruzione dell&#8217;habitat sono peggiorate dall&#8217;isolamento genetico e dall&#8217;aumento della consanguineit\u00e0, che rendono la popolazione ancora pi\u00f9 vulnerabile. Per questo motivo, le strategie di conservazione si concentrano sullo sviluppo di corridoi e sulla gestione di aree protette attraverso la collaborazione con le comunit\u00e0 locali. La storia del gorilla di pianura orientale, noto anche come gorilla di Grauer, \u00e8 quella di un collasso demografico catastrofico. La sua popolazione totale \u00e8 scesa da circa 16.900 individui nel periodo 1994-1995 a soli 3.800 nel 2015, con un calo del 77% in una sola generazione. Le cause del declino come distruzione delle foreste (a causa anche dell&#8217;espansione delle attivit\u00e0 estrattive in molti paesi africani) e bracconaggio sono acuite da un contesto socio-politico instabile nella Repubblica Democratica del Congo. Il gorilla di montagna rappresenta al contrario un importante esempio di successo di conservazione, raggiunto anche grazie agli sforzi del WWF. A differenza dei suoi parenti orientali, la sua popolazione ha mostrato una crescita costante negli ultimi anni. Il numero di individui \u00e8 salito da 254 nel 1981 ai 1.063 nel 2019. Questo aumento ha permesso la sua riclassificazione da \u00abIn Pericolo Critico\u00bb a \u00abIn Pericolo\u00bb da parte dell&#8217;IUCN. La strategia che si sta rivelando vincente si basa sul contrasto al bracconaggio grazie ad un monitoraggio quotidiano e ravvicinato degli individui da parte di ranger e biologi, in particolare nel Parco Nazionale dei Vulcani Virunga. Impegno che ha visto negli ultimi decenni il WWF protagonista, assieme ai ranger del parco. L&#8217;impegno del WWF. Il percorso futuro per la sopravvivenza di tutte le sottospecie dipender\u00e0 anche dalla volont\u00e0 politica, dalla stabilit\u00e0 sociale e da un profondo riconoscimento del fatto che la conservazione non \u00e8 un&#8217;azione isolata, ma una parte integrante dello sviluppo umano sostenibile. In questo il WWF \u00e8 attivo da anni sostenendo la formazione di ranger locali e la sensibilizzazione delle comunit\u00e0 locali, tramite appositi programmi. Il WWF fornisce anche equipaggiamento tecnico e dispositivi efficaci per la sorveglianza del territorio (fototrappole, ricetrasmittenti, etc.), unica strategia utile a diminuire bracconaggio e illegalit\u00e0 a danno dell&#8217;habitat dei gorilla. La conservazione di questi preziosi primati non pu\u00f2 poi prescindere da accurate ricerche sulle loro popolazioni. Un recente studio (Van der Valk et al. 2024) ha utilizzato l&#8217;analisi dei dati genetici ad oggi disponibili per ricostruire la storia evolutiva di tutte le sottospecie di gorilla, in modo da avere una panoramica completa della loro diversit\u00e0 e delle loro relazioni. L&#8217;articolo stima che i gorilla orientali e quelli occidentali si siano separati circa 150.000-180.000 anni fa, ma inaspettatamente \u00e8 emerso che sono esistiti degli scambi genetici circa 20.000 anni fa tra le sottospecie di gorilla del Cross River (occidentali) e i gorilla di pianura di Grauer (orientali). Analizzando i dati genomici con attenzione, i ricercatori hanno scoperto che i gorilla di montagna del Virunga sono quindi pi\u00f9 strettamente imparentati con i gorilla di pianura orientali rispetto ai gorilla di montagna di Bwindi, confermando che studi genetici di questo tipo saranno sempre pi\u00f9 fondamentali per chiarire la tassonomia e definire le popolazioni con priorit\u00e0 di conservazione. Questo studio fornisce un quadro dettagliato della diversit\u00e0 genomica dei gorilla, includendo anche le popolazioni finora poco studiate. Le informazioni ottenute sono fondamentali per creare strategie di conservazione pi\u00f9 efficaci per questi primati in grave pericolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria Anzalone<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le minacce legate al bracconaggio e alla distruzione dell&#8217;habitat, ma anche la diffusione di virus, sono le principali cause che stanno spingendo il gorilla verso l&#8217;estinzione. 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