{"id":1000023094,"date":"2025-09-24T09:42:56","date_gmt":"2025-09-24T12:42:56","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000023094"},"modified":"2025-09-24T09:42:59","modified_gmt":"2025-09-24T12:42:59","slug":"aborto-in-italia-molti-obiettori-e-pochi-dati-il-report-denuncia-le-criticita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000023094","title":{"rendered":"Aborto in Italia: molti obiettori e pochi dati, il report denuncia le criticit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>In occasione della Giornata Internazionale per l&#8217;Aborto Sicuro, che si celebra il 28 settembre, l&#8217;organizzazione Medici del Mondo \u2013 rete internazionale impegnata nel garantire l&#8217;accesso universale alla salute \u2013 ha presentato oggi, alla Camera dei Deputati, il suo terzo report annuale sulla situazione dell&#8217;Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) in Italia. Il rapporto, dal titolo &#8216;ABORTO SENZA NUMERI \u2013 L&#8217;assenza di dati come politica di deterrenza e causa di disuguaglianza&#8217;, denuncia la mancanza di dati ufficiali come strumento di ostacolo all&#8217;accesso all&#8217;aborto sicuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla presentazione sono intervenute: Elisa Visconti, direttrice di Medici del Mondo Italia; Chiara Lalli, bioeticista e consigliera generale dell&#8217;Associazione Luca Coscioni; Federica Di Martino (@IVGstobenissimo), psicoterapeuta e attivista; e Gilda Sportiello, deputata del Movimento 5 Stelle. A moderare l&#8217;incontro \u00e8 stata la giornalista Claudia Torrisi, co-autrice del report.<\/p>\n\n\n\n<p>Il documento affronta un nodo cruciale e strutturale: la mancanza di informazioni chiare, aggiornate e accessibili sull&#8217;IVG nel nostro Paese. Un ostacolo silenzioso ma determinante per l&#8217;effettiva fruizione di questo diritto fondamentale, esercitato da oltre 65.000 donne nel solo 2022. &#8216;Nonostante l&#8217;aborto sia un diritto garantito dalla legge 194\/1978 e incluso nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), chi desidera farvi ricorso si trova infatti di fronte ad un vuoto informativo che compromette la possibilit\u00e0 di compiere scelte consapevoli e tempestive sulla propria salute. E il problema non \u00e8 solo delle utenti: i dati sono infatti anche uno strumento politico per capire dove c&#8217;\u00e8 un problema. Come i precedenti, inoltre, il nuovo report di Medici del Mondo contiene un focus su tre regioni \u2013 Sardegna, Molise e Veneto \u2013 con cui l&#8217;organizzazione prosegue il racconto di un&#8217;Italia frammentata- spiega la nota- dove l&#8217;accesso ai servizi abortivi cambia radicalmente a seconda del territorio, e dove trasparenza, tempestivit\u00e0 e qualit\u00e0 dell&#8217;informazione restano spesso eccezioni anzich\u00e9 regola&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vuoto informativo. Sapere \u00e8 potere: potere di intervenire dove necessario e potere di agire in modo consapevole. &#8216;Entrambi fortemente limitati quando si parla di accesso all&#8217;IVG, come emerge dal nuovo report di Medici del Mondo che porta alla luce un problema tanto invisibile quanto strutturale: l&#8217;assenza di dati di qualit\u00e0, ovvero di informazioni affidabili, aggiornate e accessibili, sull&#8217;aborto in Italia&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>Per legge, il ministero della Salute \u00e8 &#8216;obbligato a presentare ogni anno al Parlamento, entro il mese di febbraio, una relazione sull&#8217;attuazione della legge 194 e sull&#8217;accesso all&#8217;IVG. Tuttavia, in oltre 40 anni questa scadenza non \u00e8 mai stata rispettata, e le relazioni vengono pubblicate con mesi di ritardo, con dati gi\u00e0 superati, incompleti e non aperti. La relazione del 2024, ad esempio, \u00e8 stata resa pubblica a dicembre, con quasi un anno di ritardo e riferita a dati del 2022&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>Il motivo? &#8216;Un processo di raccolta dati disomogeneo e, spesso, politicamente condizionato. Le Regioni, infatti, raccolgono le informazioni dai presidi sanitari (ospedali, case di cura, ambulatori, consultori) e trasmettono i dati all&#8217;Istate all&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0 (ISS), che li verificano, li lavorano e li inviano quindi al ministero per la redazione della relazione annuale. Ma non sono informazioni complete: i dati sull&#8217;obiezione di coscienza sono raccolti separatamente dal ministero della Salute e non vengono disaggregati n\u00e9 per struttura n\u00e9 per provincia. Anche il monitoraggio dei LEA si dimostra lacunoso: gli indicatori per l&#8217;IVG, oltre ad essere deboli e poco efficaci per monitorare la qualit\u00e0 dei servizi abortivi, non rientrano tra i 22 Core utilizzati per la valutazione dell&#8217;erogazione dei LEA, ossia non sono considerati dal ministero della Salute per monitorare l&#8217;adempimento delle Regioni&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>La qualit\u00e0 del dato &#8216;risulta pertanto compromessa, in termini di puntualit\u00e0 (i dati disponibili hanno spesso 2 o 3 anni di ritardo) ed esaustivit\u00e0, dato che l&#8217;aggregazione a livello regionale rende impossibile monitorare la reale distribuzione territoriale dei servizi, con le loro modalit\u00e0 e tempistiche, valutare l&#8217;impatto dell&#8217;obiezione o l&#8217;applicazione delle linee guida ministeriali, e soprattutto informare correttamente l&#8217;utenza&#8217;, precisa la nota di medici del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le mappe della situazione. &#8216;A colmare parzialmente questo vuoto, le mappature indipendenti dei servizi IVG in Italia realizzate negli ultimi anni a partire dal basso che segnalano strutture attive, percentuali di obiezione, tempi di attesa e qualit\u00e0 percepita del servizio, con l&#8217;obiettivo comune di supplire a una mancanza istituzionale che ostacola l&#8217;accesso a un diritto fondamentale. Tra queste il progetto &#8216;Mai Dati&#8217; delle giornaliste Sonia Montegiove e Chiara Lalli che hanno ricostruito una mappa attraverso centinaia di richieste di accesso civico alle informazioni di Regioni e ASL. Nonostante la risposta desolante (molte Regioni non hanno fornito i dati, o li hanno trasmessi in formati inaccessibili o aggregati in modo tale da renderli inutili, o hanno addotto motivazioni legate alla privacy dei medici obiettori per non fornire i dati per struttura), la mappa, tuttora in aggiornamento, \u00e8 online con i primi dati dall&#8217;accesso civico effettuato nel 2024. Nella mappa di Obiezione Respinta, invece, emergono aspetti, esclusi dalle rilevazioni ufficiali, relativi alla qualit\u00e0 del servizio, attraverso le esperienze delle persone che abortiscono. Mentre Laiga (Libera Associazione Italiana Ginecologi non obiettori per l&#8217;Applicazione della 194\/78) ha pubblicato una mappa degli ospedali italiani che offrono il servizio di IVG&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma passi avanti, seppur piccoli, ci sono: quest&#8217;anno ha infatti visto la luce la prima mappa interattiva nazionale dei punti IVG, che indica le strutture attive e i metodi disponibili (chirurgico o farmacologico), frutto di un progetto del ministero della Salute coordinato dall&#8217;Iss. &#8216;Un passo importante- spiegano- ma ancora insufficiente: la mappa \u00e8 pubblicata sul sito dell&#8217;Iss e non su quello del ministero o delle Regioni, \u00e8 ferma al 2023 e dovrebbe venire aggiornata solo annualmente, non consente ricerche geografiche avanzate, non \u00e8 in formato aperto, non riporta i livelli di obiezione e non permette un vero confronto tra strutture. Mancano quindi mappe istituzionali dettagliate e aggiornate costantemente, per orientare verso una prestazione sanitaria in cui il fattore tempo \u00e8 determinante&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>Come ricorda l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, l&#8217;accesso a informazioni accurate, aggiornate e scientificamente validate \u00e8 il primo passo per garantire l&#8217;accesso a servizi abortivi sicuri. &#8216;Eppure, in Italia, questa condizione \u00e8 tutt&#8217;altro che soddisfatta. E il fatto che il ministero non reputi necessario effettuare interventi correttivi rispetto a Regioni che non seguono le linee di indirizzo ministeriali, che non adempiono agli obblighi previsti dai LEA e che, pur avendo a disposizione i dati, non ritengono utile renderli fruibili- denunciano Medici del mondo- denota come l&#8217;inadeguata disponibilit\u00e0 di informazioni sia un problema politico, pi\u00f9 che tecnico&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>Veneto. &#8216;Ne \u00e8 un chiarissimo esempio il Veneto, unica regione a fornire sul suo portale i dati \u2013 compreso quello sull&#8217;obiezione \u2013 aggiornati all&#8217;anno precedente e accessibili in formato aperto. I dati condivisi raccontano di un tasso di obiezione al 66,6%, che oscilla dall&#8217;86% di Venezia al 35,48% della Pedemontana, e di IVG farmacologiche in aumento (dal 53% del totale nel 2023 al 64% nel 2024), ma non tutti gli ospedali offrono il servizio. Il Veneto, inoltre, non ha adottato le linee di indirizzo per l&#8217;aborto con la RU486 nei consultori e nemmeno esiste nessun dibattito in merito. Del resto- fa sapere la nota di medici del mondo- la rete consultoriale veneta \u00e8 tra le pi\u00f9 limitate d&#8217;Italia (una sede ogni 50.000 residenti, rispetto allo standard di 1 ogni 20.000, con intere province totalmente sguarnite), solo l&#8217;1,9% della popolazione di riferimento vi accede e c&#8217;\u00e8 una carenza cronica di personale. Risultato? Un circolo vizioso: i consultori vengono poco usati perch\u00e9 non sono un servizio capillare ed efficace, cos\u00ec, anzich\u00e9 potenziarli, vengono chiusi&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>Sardegna. &#8216;La Sardegna \u00e8 invece un esempio di inadeguatezza informativa, ma anche di come l&#8217;informazione sia imprescindibile per poter migliorare la situazione. Tra dati vecchi e parziali, emerge che dei 22 ospedali regionali 8 non sono punti IVG, l&#8217;82,5% delle IVG avviene entro 14 giorni dalla richiesta e in alcune aree (come l&#8217;ex provincia del Sud Sardegna o nell&#8217;Oristanese) oltre la met\u00e0 di chi vuole abortire deve spostarsi in altre zone della Regione. A spiccare \u00e8 per\u00f2 il dato sulle metodiche utilizzate: la Sardegna registra la percentuale pi\u00f9 alta di aborti tramite raschiamento (il 20,9% contro la media nazionale del 7,2%). Un dato che ha portato ad un&#8217;azione mirata dell&#8217;Iss che si \u00e8 confrontata con i professionisti dei punti IVG sardi per individuare e risolvere le cause di un ricorso cos\u00ec intensivo a una pratica tanto invasiva&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>Parallelamente &#8216;cresce il ricorso all&#8217;IVG farmacologica (nel 2024 al 67,6% secondo i dati forniti dalla Regione a Medici del Mondo), anche se in modo eterogeneo. E a luglio scorso la Giunta Regionale ha dato mandato per l&#8217;istituzione di un tavolo tecnico per predisporre le linee di indirizzo regionali per effettuare l&#8217;IVG farmacologica anche nelle strutture ambulatoriali e nei consultori familiari pubblici. Ma senza trasparenza informativa e investimenti nei consultori, l&#8217;accesso a questo servizio rischia di rimanere un privilegio per poche&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>Molise. &#8216;In Molise due dati spiccano su tutti: il primo \u00e8 l&#8217;altissimo tasso di obiezione di coscienza, al 90,9% tra ginecologi e ginecologhe (contro la media nazionale del 60,5%). L&#8217;accesso all&#8217;IVG \u00e8 garantito all&#8217;ospedale di Campobasso e, solo di recente, anche in quello di Termoli, ma con la stessa equipe medica che si sposta tra le due strutture per rispondere a un&#8217;utenza che arriva anche da Basso Molise, Abruzzo e Puglia. Il secondo dato riguarda gli aborti con metodo farmacologico, oltre l&#8217;80%: il numero medio di IVG effettuate settimanalmente per ogni ginecologo \u00e8 di 6,2 contro la media nazionale di 0,9 (dati 2022). Il motivo? La stessa mancanza di personale non obiettore: gestire un&#8217;interruzione farmacologica \u00e8 molto pi\u00f9 semplice rispetto che organizzare un&#8217;interruzione chirurgica. Ma proprio quella carenza di personale \u00e8 alla base di una quasi inesistente rete consultoriale (1 sede ogni oltre 66.000 abitanti), che ha spinto l&#8217;ospedale di Campobasso a istituire un numero di telefono che le donne che vogliono abortire possono chiamare per avere informazioni e prendere appuntamento&#8217;, fa sapere la nota di Medici del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8216;Senza accesso a informazioni chiare il diritto alla salute e il diritto alla scelta restano solo sulla carta. Il nostro report mostra chiaramente che in Italia mancano dati aggiornati, completi e disaggregati sull&#8217;IVG, e che le informazioni che dovrebbero orientare le persone e guidare le politiche pubbliche sono vecchie, frammentarie, difficili da reperire. Nonostante l&#8217;IVG rientri nei LEA, la relazione annuale del ministero della Salute sembra ormai una formalit\u00e0, priva di reale capacit\u00e0 di monitoraggio o impulso al miglioramento. E va detto con chiarezza: la filiera di raccolta dei dati sull&#8217;aborto non \u00e8 affatto pi\u00f9 complessa rispetto a quella di altri dati sanitari che le Regioni e le strutture raccolgono quotidianamente. Non esistono ostacoli tecnici specifici. E quando anche le richieste ufficiali di accesso ai dati vengono ignorate o rifiutate, \u00e8 evidente che siamo davanti ad una precisa volont\u00e0 politica di non fornire le informazioni in modo tempestivo, disaggregato, aperto e fruibile&#8217;,commenta Elisa Visconti, Direttrice di Medici del Mondo Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8216;Con conseguenze gravi e concrete: si creano disuguaglianze nell&#8217;accesso a un diritto fondamentale, quello di decidere sul proprio corpo, di tutelare la propria salute fisica e mentale, di ricevere cure appropriate in ambienti sicuri e accoglienti, senza subire discriminazioni. L&#8217;OMS \u00e8 chiara: garantire informazioni accurate \u00e8 il primo passo per garantire aborti sicuri. In Italia, purtroppo, siamo ancora molto lontani da questo obiettivo&#8217;, continua Visconti.<\/p>\n\n\n\n<p>Con questo terzo report, Medici del Mondo continua a far luce sulle criticit\u00e0 legate all&#8217;accesso all&#8217;aborto in Italia, proseguendo un lavoro di documentazione e denuncia avviato negli anni scorsi. Dopo aver raccontato, nel report 2023 \u00abAborto farmacologico in Italia: tra ritardi, opposizioni e linee guida internazionali\u00bb e nella campagna \u00abThe Impossible Pill\u00bb, le molteplici barriere \u2013 materiali, organizzative e ideologiche \u2013 che rendono l&#8217;IVG una corsa a ostacoli, e dopo aver denunciato nel 2024 con il report \u00abAborto a ostacoli. Come le politiche di deterrenza minacciano l&#8217;accesso all&#8217;interruzione volontaria di gravidanza\u00bb l&#8217;esistenza di una strategia sistematica di deterrenza istituzionale, Medici del Mondo ha dato voce, con la campagna \u00abThe Unheard Voice\u00bb, alle esperienze dirette delle donne che hanno subito violenza psicologica, rivelando per la prima volta cosa accade realmente dentro le strutture sanitarie italiane.<\/p>\n\n\n\n<p>Serena Tropea<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione della Giornata Internazionale per l&#8217;Aborto Sicuro, che si celebra il 28 settembre, l&#8217;organizzazione Medici del Mondo \u2013 rete internazionale impegnata nel garantire l&#8217;accesso universale alla salute \u2013 ha presentato oggi, alla Camera dei Deputati, il suo terzo report annuale sulla situazione dell&#8217;Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) in Italia. Il rapporto, dal titolo &#8216;ABORTO [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000023095,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[43],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000023094","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salud"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/FOTO-SINGOLA-SITO-2025-09-23T163348.749-1024x576-1.jpg?fit=1024%2C576&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000023094","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000023094"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000023094\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000023096,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000023094\/revisions\/1000023096"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000023095"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000023094"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000023094"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000023094"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}