{"id":1000022935,"date":"2025-09-21T11:06:17","date_gmt":"2025-09-21T14:06:17","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000022935"},"modified":"2025-09-21T11:06:18","modified_gmt":"2025-09-21T14:06:18","slug":"antartide-si-scioglie-per-i-venti-del-nord-non-dellovest-ecco-a-cosa-ci-serve-saperlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000022935","title":{"rendered":"Antartide: si scioglie per i venti del nord (non dell&#8217;ovest): ecco a cosa ci serve saperlo"},"content":{"rendered":"\n<p>Sotto la calotta glaciale antartica, la spessa piattaforma di ghiaccio che ricopre il 98% dell&#8217;Antartide, si trova la maggior parte delle riserve di acqua dolce del Pianeta. L&#8217;aumento della temperatura globale sta provocando lo scioglimento in particolare della parte occidentale, la cui massa \u00e8 in costante diminuzione dagli anni Quaranta del secolo scorso. Per anni gli studiosi hanno dato la colpa di questo \u00abscioglimento accelerato\u00bb ai caldi venti che soffiano da ovest: uno studio pubblicato su Nature Geoscience mette in discussione questa convinzione, sostenendo che i responsabili della riduzione della calotta glaciale dell&#8217;Antartide occidentale siano invece i venti settentrionali. \u00abPensavamo di raccogliere dati a supporto dei modelli climatici finora utilizzati, che sostenevano che i venti occidentali si rafforzassero vicino alla costa antartica\u00bb, spiega Gemma O&#8217;Connor, coordinatrice della ricerca: \u00abAl contrario, non abbiamo trovato alcuna prova a sostegno di questa tesi\u00bb. Gli studiosi hanno utilizzato dei modelli climatici per simulare lo scioglimento della parte occidentale della calotta antartica e identificare quali fattori lo influenzassero. I dati raccolti da trenta diverse simulazioni hanno evidenziato che i venti del nord esacerbavano notevolmente la perdita di ghiaccio, mentre quelli occidentali non avevano lo stesso effetto. A giocare un ruolo cruciale sarebbero le polinie, piccoli buchi nel ghiaccio che fungono da \u00abpori\u00bb facendo fuoriuscire il caldo in eccesso. I venti del nord, che in Antartide soffiano con forza, farebbero muovere il ghiaccio marino chiudendo questi buchi e riducendo la perdita di calore: in questo modo l&#8217;acqua oceanica sarebbe pi\u00f9 calda, e il ghiaccio sotto la superficie della calotta si scioglierebbe pi\u00f9 in fretta. I ricercatori credono che la colpa dei forti venti del nord che soffiano in Antartide sia delle emissioni di gas serra. I cambiamenti climatici causati dall&#8217;uomo abbassano la pressione atmosferica sul mare di Amundsen, nella zona occidentale dell&#8217;oceano antartico, e questo fa aumentare la velocit\u00e0 dei venti settentrionali. Se \u00e8 vero dunque che le emissioni favoriscono lo scioglimento, ridurle potrebbe rallentarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiara Guzzonato<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sotto la calotta glaciale antartica, la spessa piattaforma di ghiaccio che ricopre il 98% dell&#8217;Antartide, si trova la maggior parte delle riserve di acqua dolce del Pianeta. L&#8217;aumento della temperatura globale sta provocando lo scioglimento in particolare della parte occidentale, la cui massa \u00e8 in costante diminuzione dagli anni Quaranta del secolo scorso. 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