{"id":1000022579,"date":"2025-09-11T10:08:06","date_gmt":"2025-09-11T13:08:06","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000022579"},"modified":"2025-09-11T10:08:07","modified_gmt":"2025-09-11T13:08:07","slug":"ricerca-kaspersky-sanita-sotto-attacco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000022579","title":{"rendered":"Ricerca kaspersky: sanit\u00e0 sotto attacco"},"content":{"rendered":"\n<p>Il settore sanitario italiano si trova oggi in una posizione critica in termini di sicurezza informatica a causa delle cyberminacce ma anche delle manomissioni fisiche volontarie o accidentali. L&#8217;interconnessione crescente dei dispositivi medici intelligenti, la digitalizzazione dei processi clinici e gestionali e l&#8217;esternalizzazione di numerosi servizi attraverso fornitori terzi hanno ampliato in modo significativo le superfici di attacco rendendo possibili cybercrimini sempre pi\u00f9 organizzati e persistenti. Infatti -riporta una nota-, secondo il Rapporto Clusit 2025, solo nel 2024 a livello globale si sono registrati 810 cyberattacchi nel comparto healthcare 1, con un incremento del 30% rispetto all&#8217;anno precedente. Anche in Italia ci sono stati alcuni attacchi di successo, di cui almeno 13 sono di pubblico dominio 2 classificati come gravi o gravissimi. Le ragioni dell&#8217;interesse verso il settore sanitario sono molteplici. Per prima cosa, i dati sanitari rappresentano un bene altamente redditizio nel dark web, facilmente monetizzabile. Inoltre, le infrastrutture digitali delle strutture sanitarie sono spesso caratterizzate da vulnerabilit\u00e0 note ma non risolte, e da una scarsa formazione del personale sanitario in materia di sicurezza informatica, fattori che facilitano l&#8217;azione degli aggressori.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo la recente ricerca \u00abCybersecurity nella sanit\u00e0: minacce, sfide e risposte strategiche in un panorama in rapida evoluzione\u00bb di Kaspersky, condotta da Censuswide tra i dirigenti C-Level di grandi aziende sanitarie italiane (oltre 1.000 dipendenti) -prosegue la nota-, il 73% delle strutture ha subito almeno un incidente di sicurezza informatica negli ultimi 12 mesi. Di queste, quasi una su quattro (24%) ha subito attacchi gravi, con conseguenze rilevanti sul piano operativo e organizzativo. In media, queste aziende hanno sperimentato due episodi di interruzione dei sistemi all&#8217;anno. Addirittura, il 63% ha dichiarato di aver subito un&#8217;interruzione dell&#8217;operativit\u00e0 tra le due e le tre volte, mettendo a rischio la continuit\u00e0 dei servizi. In particolare, il 66% delle organizzazioni ha subito tentativi di furto di dati sensibili o propriet\u00e0 intellettuale, con un picco rilevato negli ultimi 4-6 mesi nel 45% dei casi, segno di un&#8217;accelerazione degli attacchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le minacce percepite come pi\u00f9 critiche riflettono il nuovo panorama cyber della sanit\u00e0 -prosegue la nota-: in cima alle preoccupazioni troviamo il ransomware (31%), una tipologia di attacco che pu\u00f2 bloccare l&#8217;intera infrastruttura It fino al pagamento di un riscatto. Seguono le violazioni fisiche alla sicurezza (23%), come accessi non autorizzati all&#8217;interno delle strutture sanitarie, con il rischio di manomissione di dispositivi medici o furto di dati direttamente dai terminali. Al terzo posto si trovano le minacce interne (22%), dovute a comportamenti negligenti o intenzionalmente dannosi da parte di dipendenti o collaboratori, che spesso rappresentano un anello debole nel sistema di difesa informatica. In coda, ma comunque rilevanti, ci sono gli accessi non autorizzati ai sistemi (21%), gli attacchi alla supplychain (17%) e la mancanza di visibilit\u00e0 sui dispositivi connessi (17%), che evidenziano quanto sia critico mantenere il controllo su reti e fornitori.<\/p>\n\n\n\n<p>Le conseguenze potenziali di un attacco informatico sono molteplici e si riflettono su vari livelli, da quello economico a quello reputazionale fino alla tutela della salute pubblica. Il 76% degli intervistati -evidenzia la nota- teme sanzioni per mancata conformit\u00e0 normativa, a fronte di un quadro legislativo sempre pi\u00f9 stringente in materia di protezione dei dati personali (esempio Gdpr) e sicurezza dei dispositivi medici. Le interruzioni dei servizi sanitari preoccupano il 74%, al pari dei danni reputazionali (74%) e delle perdite finanziarie (73%), a testimonianza del fatto che la cybersecurity non \u00e8 pi\u00f9 un problema solo tecnico, ma una questione strategica per la sopravvivenza e la credibilit\u00e0 dell&#8217;organizzazione. Non meno presenti sono i timori legati alla sicurezza dei pazienti (72%) e alla compromissione dei dati clinici (71%), che possono compromettere le qualit\u00e0 delle cure e la fiducia dei cittadini nel sistema.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec difficile, ancora oggi, affrontare questi rischi in modo efficace? Uno dei principali ostacoli indicati dai dirigenti -prosegue la nota- \u00e8 la difficolt\u00e0 nel quantificare il rischio informatico in termini concreti (34%), elemento che spesso impedisce di allocare correttamente risorse e priorit\u00e0. A questo si aggiunge la rapida evoluzione delle minacce (33%), che rende difficile mantenere i sistemi aggiornati e pronti a reagire, e la mancanza di competenze tecniche interne (31%), ancora troppo diffusa nelle strutture sanitarie. Anche il linguaggio tecnico complesso utilizzato nei contesti di cybersecurity (26%) e la difficolt\u00e0 di bilanciare efficienza operativa e conformit\u00e0 normativa (28%) rappresentano barriere all&#8217;adozione di misure adeguate. Inoltre, l&#8217;87% dei C-level coinvolti percepisce la propria rete di fornitori come vulnerabile, in particolare a causa della complessit\u00e0 della supply chain (41%), delle vulnerabilit\u00e0 fisiche nei punti d&#8217;accesso (37%) e della diffusione di dispositivi medici connessi non sufficientemente protetti (36%). Questo dato evidenzia l&#8217;urgenza di considerare la sicurezza come un ecosistema, che va oltre il perimetro IT dell&#8217;ospedale e abbraccia tutta la rete di partner e fornitori.<\/p>\n\n\n\n<p>D&#8217;ANGELO: SETTORE SANITARIO BERSAGLIO PRIVILEGIATO PER I CYBERCRIMINALI<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuesta ricerca conferma che il settore sanitario \u00e8 diventato un bersaglio privilegiato per i cybercriminali. Proteggere le infrastrutture digitali di queste realt\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 una scelta, ma una necessit\u00e0 strategica. \u00c8 fondamentale adottare un approccio proattivo e olistico alla sicurezza, che includa non solo tecnologie avanzate, ma anche formazione e cultura del rischio\u00bb, le parole di Cesare D&#8217;Angelo, general manager Italy, France &amp; Mediterranean di Kaspersky.Guardando ai prossimi due anni, il quadro non si semplifica -conclude la nota-: i rischi principali individuati rimangono il ransomware (37%), seguito dalla sicurezza della supply chain sanitaria (31%) a cui si affiancano nuove tecnologie emergenti come l&#8217;intelligenza artificiale (28%), che da un lato offrono nuove opportunit\u00e0 di protezione, ma dall&#8217;altro aprono fronti di rischio ancora poco esplorati. Anche la crescente adozione di dispositivi IoT in ambito sanitario (27%) e la complessit\u00e0 crescente della compliance normativa (28%) pongono pressioni aggiuntive su un settore che non pu\u00f2 pi\u00f9 permettersi vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria Anzalone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il settore sanitario italiano si trova oggi in una posizione critica in termini di sicurezza informatica a causa delle cyberminacce ma anche delle manomissioni fisiche volontarie o accidentali. 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