{"id":1000022529,"date":"2025-09-11T09:40:43","date_gmt":"2025-09-11T12:40:43","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000022529"},"modified":"2025-09-11T09:40:46","modified_gmt":"2025-09-11T12:40:46","slug":"ce-un-legame-tra-clima-e-rischio-di-tsunami","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000022529","title":{"rendered":"C&#8217;\u00e8 un legame tra clima e rischio di tsunami"},"content":{"rendered":"\n<p>Anche Unimore nel team internazionale che ha studiato i fattori che possono innescare frane sottomarine potenzialmente tsunamigeniche<\/p>\n\n\n\n<p>Gli tsunami sono principalmente causati da terremoti e frane sottomarine che si originano lungo i margini continentali. Identificare i fattori geologici che ne influenzano la frequenza e la distribuzione degli tsunami \u00e8 quindi essenziale per sviluppare strategie efficaci di mitigazione del rischio. Oltre 250 milioni di persone, pari a circa il 5% della popolazione mondiale, vivono lungo le coste del Mar Cinese Meridionale. Comprendere i fattori geologici che influenzano il rischio di tsunami in quest&#8217;area \u00e8 quindi di cruciale importanza per la salvaguardia delle popolazioni e delle infrastrutture costiere e sottomarine. Un passo significativo in questa direzione \u00e8 rappresentato da un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Communications, realizzato da un team internazionale di scienziati provenienti da Cina, Europa e Canada, tra i quali il prof. Vittorio Maselli, del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell&#8217;Universit\u00e0 di Modena e Reggio Emilia (Unimore). Lo studio ha evidenziato come la presenza di sedimenti ricchi di silice biogenica \u2013 derivante dall&#8217;accumulo di resti di diatomee e radiolari (microrganismi marini unicellulari) \u2013 favorisca la formazione di strati meccanicamente deboli che possono innescare frane sottomarine potenzialmente tsunamigeniche. Il team di scienziati ha scoperto che questi strati deboli si depositano ciclicamente ogni circa 100mila anni durante i periodi glaciali, ovvero fasi di raffreddamento climatico globale causate da oscillazioni orbitali della Terra. Questo processo ha contribuito alla formazione degli strati deboli, rendendo i sedimenti della scarpata continentale pi\u00f9 suscettibili all&#8217;instabilit\u00e0 in caso di sollecitazioni, come un evento sismico.&nbsp;&nbsp;Questo studio dimostra in modo inconfutabile un legame tra le oscillazioni climatiche e i fattori che possono aumentare il rischio di frane sottomarine. Lo abbiamo dimostrato per il Mar Cinese Meridionale, ma questo ci porta a ipotizzare che anche altri margini continentali, con condizioni oceanografiche e climatiche simili, possano mostrare una ciclicit\u00e0 analoga nei loro archivi sedimentari\u00bb spiega il professor Maselli.<\/p>\n\n\n\n<p>Paolo Tonelli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche Unimore nel team internazionale che ha studiato i fattori che possono innescare frane sottomarine potenzialmente tsunamigeniche Gli tsunami sono principalmente causati da terremoti e frane sottomarine che si originano lungo i margini continentali. 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