{"id":1000022338,"date":"2025-09-08T08:41:11","date_gmt":"2025-09-08T11:41:11","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000022338"},"modified":"2025-09-08T08:41:13","modified_gmt":"2025-09-08T11:41:13","slug":"stiamo-davvero-vivendo-unestinzione-di-massa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000022338","title":{"rendered":"Stiamo davvero vivendo un&#8217;estinzione di massa?"},"content":{"rendered":"\n<p>Da un punto di vista conservazionistico, il recente studio pubblicato su PLOS Biology da due ricercatori delle universit\u00e0 dell&#8217;Arizona e di Harvard \u00e8 quasi pericoloso. Contrariamente a quanto sostenuto in altri lavori, anche recenti, smentisce l&#8217;idea che la Terra stia attraversando un&#8217;estinzione di massa (la sesta, secondo l&#8217;interpretazione pi\u00f9 diffusa). Non ci sarebbe quindi nulla da preoccuparsi, se non di inutili falsi allarmi? Non proprio: l&#8217;estinzione imminente di decine di migliaia di specie \u00e8 una triste realt\u00e0 contro la quale stiamo cercando di combattere. Il punto \u00e8 che &#8230; le precedenti erano peggio. L&#8217;estinzione di massa nota come estinzione dell&#8217;Olocene, o sesta estinzione, o anche estinzione dell&#8217;Antropocene, \u00e8 un fenomeno cominciato migliaia di anni fa: la scomparsa delle megafaune fu causata dalla nostra comparsa sul pianeta, dando il via a un fenomeno che si intensific\u00f2 prima nel periodo coloniale, e poi nell&#8217;ultimo secolo, raggiungendo un tasso di scomparsa delle specie che \u00e8 tra le 100 e le 1.000 volte pi\u00f9 rapido rispetto a quello naturale. Si tratta di fatti ormai comprovati che anche il nuovo studio conferma. Ma la parola chiave per comprendere le novit\u00e0 dello studio recente \u00e8 \u00abspecie\u00bb. Le estinzioni di massa sono caratterizzate non solo dalla scomparsa di centinaia di migliaia di specie, ma anche e soprattutto dall&#8217;estinzione di categorie tassonomiche superiori, a cominciare dai generi. La famosa estinzione che si \u00e8 portata via i dinosauri non aviani, per esempio, port\u00f2 alla scomparsa del 50% di tutti i generi esistenti, e del 17% di tutte le famiglie: da un punto di vista ecologico e di biodiversit\u00e0 perdere un intero genere (o una famiglia, o una categoria ancora superiore) risulta pi\u00f9 grave e devastante della scomparsa delle singole specie. L&#8217;analisi dei due esperti ha dimostrato che, dal 1500 a oggi, si sono estinti 102 generi diversi, almeno tra quelli che abbiamo identificato: si tratta dello 0.5% del totale dei generi descritti. Non solo: met\u00e0 di queste estinzioni sono concentrate tra mammiferi e uccelli, tre quarti di queste sono legate a specie insulari, e i tassi pi\u00f9 rapidi di estinzione sono stati osservati tra la fine dell&#8217;Ottocento e l&#8217;inizio del Novecento. In termini pi\u00f9 semplici, questo significa che l&#8217;estinzione attuale si sta portando via moltissime specie, ma \u00e8 ancora irrilevante a livello di genere e categorie superiori. Quanto detto non vuol dire che l&#8217;attuale estinzione di piante e animali non sia un problema, anzi: i rischi per la biodiversit\u00e0 rimangono. Lo studio vuole per\u00f2 dimostrare che, rispetto alle precedenti cinque grandi estinzioni, quella attuale non ha (ancora) raggiunto gli stessi livelli di pericolosit\u00e0. Non siamo ancora all&#8217;estinzione di intere categorie tassonomiche, insomma. Una condizione che non esclude per\u00e0 il peggioramento delle cose, \u00e8 per questo che gli esperti sottolineano come lo studio non debba diventare una scusa per allentare la guardia.<\/p>\n\n\n\n<p>Gabriele Ferrari<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da un punto di vista conservazionistico, il recente studio pubblicato su PLOS Biology da due ricercatori delle universit\u00e0 dell&#8217;Arizona e di Harvard \u00e8 quasi pericoloso. Contrariamente a quanto sostenuto in altri lavori, anche recenti, smentisce l&#8217;idea che la Terra stia attraversando un&#8217;estinzione di massa (la sesta, secondo l&#8217;interpretazione pi\u00f9 diffusa). Non ci sarebbe quindi nulla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000022339,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[283],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000022338","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ciencia"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/aazxs.png?fit=1020%2C680&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000022338","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000022338"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000022338\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000022340,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000022338\/revisions\/1000022340"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000022339"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000022338"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000022338"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000022338"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}