{"id":1000022165,"date":"2025-09-01T11:23:21","date_gmt":"2025-09-01T14:23:21","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000022165"},"modified":"2025-09-01T11:23:23","modified_gmt":"2025-09-01T14:23:23","slug":"linfarto-potrebbe-essere-innescato-da-batteri-dormienti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000022165","title":{"rendered":"L&#8217;infarto potrebbe essere innescato da batteri dormienti"},"content":{"rendered":"\n<p>A innescare l&#8217;infarto miocardico, cio\u00e8 la morte di una parte del tessuto del muscolo cardiaco in seguito all&#8217;ostruzione di un&#8217;arteria coronaria, potrebbe essere anche un&#8217;infezione: secondo uno studio pubblicato sul Journal of the American Heart Association, nelle placche che ostruiscono le arterie potrebbero nascondersi batteri dormienti, capaci di risvegliarsi e fare danni. Finora si riteneva che a formare le placche che ostacolano il flusso del sangue nelle arterie e aumentano il rischio di infarto fossero solo le lipoproteine a bassa densit\u00e0 (LDL, anche conosciute come \u00abcolesterolo cattivo\u00bb). Queste sostanze sono incaricate di trasportare il colesterolo sintetizzato dal fegato alle cellule del corpo, ma quando sono presenti in quantit\u00e0 eccessive, si depositano sulle pareti delle arterie provocando ispessimenti e indurimento. \u00c8 l&#8217;aterosclerosi, una condizione che pu\u00f2 portare alla formazione di placche che ostacolano o bloccano il sangue ricco di ossigeno. Di un coinvolgimento dei batteri nella genesi degli infarti si sospettava da tempo, ma mancavano prove dirette. Un gruppo di scienziati di Universit\u00e0 finlandesi e britanniche ha dimostrato la presenza del DNA di diversi batteri del cavo orale all&#8217;interno delle placche aterosclerotiche di pazienti deceduti o che erano stati sottoposti a interventi di \u00abpulizia\u00bb delle arterie ostruite. Quando i ricercatori, per verificare la scoperta, hanno esposto le placche ad antibiotici specifici per i batteri individuati, si sono accorti che i microrganismi avevano formato particolari aggregazioni chiamate biofilm nel tessuto dell&#8217;arteria. Le placche aterosclerotiche sembrerebbero schermare i biofilm di batteri per anni, rendendoli invisibili al sistema immunitario e agli antibiotici. Un&#8217;infezione virale o un altro evento stressante per l&#8217;organismo possono riattivare il biofilm e causare una proliferazione dei batteri: la risposta immunitaria dell&#8217;organismo pu\u00f2 innescare un&#8217;infiammazione che rompe la placca a base di colesterolo LDL e favorisce la formazione di trombi, coaguli che ostruiscono i vasi e ostacolano il passaggio del sangue. La scoperta potrebbe suggerire nuove terapie per il tempestivo trattamento degli infarti, o aprire le porte a una possibilit\u00e0 suggestiva: quella di ridurre il rischio di infarto attraverso vaccini, che tengano alla larga dalle arterie gli agenti infettivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A innescare l&#8217;infarto miocardico, cio\u00e8 la morte di una parte del tessuto del muscolo cardiaco in seguito all&#8217;ostruzione di un&#8217;arteria coronaria, potrebbe essere anche un&#8217;infezione: secondo uno studio pubblicato sul Journal of the American Heart Association, nelle placche che ostruiscono le arterie potrebbero nascondersi batteri dormienti, capaci di risvegliarsi e fare danni. 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