{"id":1000021833,"date":"2025-08-23T21:51:58","date_gmt":"2025-08-24T00:51:58","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000021833"},"modified":"2025-08-23T21:51:59","modified_gmt":"2025-08-24T00:51:59","slug":"stonehenge-cosa-puo-svelare-di-nuovo-un-dente-di-mucca-sullantico-sito-megalitico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000021833","title":{"rendered":"Stonehenge: cosa pu\u00f2 svelare \u00abdi nuovo\u00bb un dente di mucca sull&#8217;antico sito megalitico?"},"content":{"rendered":"\n<p>Gli studiosi aggiungono un nuovo tassello nella saga di Stonehenge, grazie al ritrovamento di un dente di mucca, che risale al 2.900 a.C., sepolto, probabilmente in maniera rituale, proprio all&#8217;ingresso del cerchio di pietre del Neolitico nella piana di Salisbury (Inghilterra meridionale). La composizione del dente, spiega la ricerca pubblicata sul Journal of Archaeological Science, racconta che la storia di questo animale, arrivato dal lontano Galles, potrebbe essere legata ad alcuni enigmi ancora irrisolti del sito megalitico. L&#8217;analisi isotopica del terzo molare, proveniente dalla mandibola di una mucca, sepolta nel sito tra il 2995 e il 2900 a.C., ha rivelato che l&#8217;animale nacque in Galles. Gli studiosi della British Geological Survey, di Cardiff University e dello University College London hanno, infatti, osservato nel dente grandi quantit\u00e0 di piombo provenienti da rocce molto antiche, tipiche della zona del Galles. \u00abUn indizio che colloca le prime fasi di vita della mucca proprio nelle terre dove si trovano le stesse rocce da cui provengono i megaliti\u00bb, spiega la geochimica Jane Evans. Le analisi hanno svelato anche alcuni dettagli significativi sulla dieta dell&#8217;animale: foraggio di bosco in inverno e pascoli aperti in estate, forse raccolti o trasportati da aree diverse. Non \u00e8 certo, per\u00f2, se la mucca arriv\u00f2 viva a Stonehenge o se la sua mandibola venne sepolta l\u00ec come oggetto simbolico: la collocazione accanto all&#8217;ingresso del primo cerchio di pietre ne sottolinea, infatti, l&#8217;importanza rituale. Come era costruito Stonehenge? Secondo le ricostruzioni, il monumento neolitico era composto da un cerchio esterno di pietre di arenaria alte quattro metri, sormontate da lastre orizzontali, da un secondo anello interno di pietre pi\u00f9 piccole, le bluestones e da un terzio cerchio attorno a una sorta di altare. La scoperta rafforza l&#8217;ipotesi che i bovini venissero utilizzati come animali da traino per spostare di oltre 200 km le bluestones, pietre originarie del Galles Sudoccidentale, usate per il secondo anello di pietre concentriche. Le pietre di arenaria provenivano dalle alture a 30 chilometri da Salisbury, mentre le bluestones erano \u00abpietre straniere\u00bb, originarie del Galles Sudoccidentale. Un lungo viaggio, dunque, per questo si suppone che il trasporto delle pietre via terra, pesanti fino a 40 tonnellate l&#8217;una, fu probabilmente compiuto utilizzando anche gli animali. Finora non vi erano prove dirette che i bovini venissero usati come bestie da soma nel Neolitico. Ma recenti studi sulle ossa dei piedi di alcuni animali preistorici hanno mostrato adattamenti compatibili con il traino. Anche se non si pu\u00f2 affermare con certezza che le mucche abbiano trascinato i megaliti, il quadro si inserisce in un&#8217;ipotesi sempre pi\u00f9 plausibile: l&#8217;impresa monumentale di Stonehenge richiese un enorme sforzo collettivo, uomini e animali insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Paola Panigas<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli studiosi aggiungono un nuovo tassello nella saga di Stonehenge, grazie al ritrovamento di un dente di mucca, che risale al 2.900 a.C., sepolto, probabilmente in maniera rituale, proprio all&#8217;ingresso del cerchio di pietre del Neolitico nella piana di Salisbury (Inghilterra meridionale). 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