{"id":1000021778,"date":"2025-08-23T21:21:17","date_gmt":"2025-08-24T00:21:17","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000021778"},"modified":"2025-08-23T21:21:19","modified_gmt":"2025-08-24T00:21:19","slug":"ucraina-gaza-e-dazi-usa-draghi-striglia-leuropa-marginale-e-spettatrice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000021778","title":{"rendered":"Ucraina, Gaza e dazi Usa: Draghi striglia l&#8217;Europa \u00abmarginale e spettatrice\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Un&#8217;Europa ai margini del &#8216;mondo&#8217; che conta, declassata tra i &#8216;Big&#8217;, rassegnata a subire le decisioni altrui, anche quelle che riguardano direttamente il suo futuro. Il quadro del Vecchio continente, e soprattutto dell&#8217;Unione europea, dipinto da Mario Draghi, \u00e8 sconfortante. Nel suo intervento al quartiere fieristico Ieg di Rimini, l&#8217;ex presidente del Consiglio e della Bce, invitato ad aprire il Meeting di Comunione e liberazione, compie una vera e propria strigliata ai leader europei.<\/p>\n\n\n\n<p>Bocciati su dazi, sviluppi in Ucraina e il &#8216;massacro di Gaza&#8217;, &#8216;volenterosi&#8217; e meno volenterosi insomma- questo in estrema sintesi il senso dell&#8217;intervento- hanno praticamente lasciato il destino dei loro popoli e del mondo in mano ad altri, che di certo non hanno fatto gli interessi europei. \u00abPer anni l&#8217;Unione Europea ha creduto che la dimensione economica, con 450 milioni di consumatori, portasse con s\u00e9 potere geopolitico e nelle relazioni commerciali internazionali. Quest&#8217;anno sar\u00e0 ricordato come l&#8217;anno in cui questa illusione \u00e8 evaporata\u00bb, questo l&#8217;inizio dell&#8217;intervento di Draghi alla platea del Meeting di Cl, che lo ha accolto con un&#8217;ovazione. Non sono mancati comunque i suggerimenti per uscire da questo stallo: \u00abPer affrontare le sfide di oggi- ha suggerito- l&#8217;Ue deve trasformarsi da spettatore o al pi\u00f9 comprimario in attore protagonista. Deve mutare anche la sua organizzazione politica che \u00e8 inseparabile dalla sua capacit\u00e0 di raggiungere i suoi obiettivi economici e strategici- infine ha aggiunto- E le riforme in campo economico restano condizione necessaria in questo percorso di consapevolezza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPer anni l&#8217;Unione Europea ha creduto che la dimensione economica, con 450 milioni di consumatori, portasse con s\u00e9 potere geopolitico e nelle relazioni commerciali internazionali. Quest&#8217;anno sar\u00e0 ricordato come l&#8217;anno in cui questa illusione \u00e8 evaporata\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAbbiamo dovuto rassegnarci ai dazi imposti dal nostro pi\u00f9 grande partner commerciale e alleato di antica data, gli Stati Uniti. Siamo stati spinti dallo stesso alleato ad aumentare la spesa militare, una decisione che forse avremmo comunque dovuto prendere -ma in forme e modi che probabilmente non riflettono l&#8217;interesse dell&#8217;Europa. L&#8217;Unione Europea, nonostante abbia dato il maggior contributo finanziario alla guerra in Ucraina, e abbia il maggiore interesse in una pace giusta, ha avuto finora un ruolo abbastanza marginale nei negoziati per la pace\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNel frattempo la Cina ha apertamente sostenuto lo sforzo bellico della Russia, mentre espandeva la propria capacit\u00e0 industriale per riversare l&#8217;eccesso di produzione in Europa, ora che l&#8217;accesso al mercato americano \u00e8 limitato dalle nuove barriere imposte dal governo negli Stati Uniti. Le proteste europee hanno avuto poco effetto: la Cina ha chiarito che non considera l&#8217;Europa come un partner alla pari e usa il suo controllo nel campo delle terre rare per rendere la nostra dipendenza sempre pi\u00f9 vincolante\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL&#8217;Europa \u00e8 stata spettatrice anche quando i siti nucleari iraniani venivano bombardati e il massacro di Gaza si intensificava. Questi eventi hanno fatto giustizia di qualunque illusione che la dimensione economica da sola assicurasse una qualche forma di potere geopolitico\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon \u00e8 quindi sorprendente che lo scetticismo nei confronti dell&#8217;Europa abbia raggiunto nuovi picchi. Ma \u00e8 importante chiedersi quale sia veramente l&#8217;oggetto di questo scetticismo. Non \u00e8 a mio avviso uno scetticismo nei confronti dei valori su cui l&#8217;Unione Europea era stata fondata: democrazia, pace, libert\u00e0, indipendenza, sovranit\u00e0, prosperit\u00e0, equit\u00e0. Anche coloro che sostengono che l&#8217;Ucraina dovrebbe arrendersi alle richieste della Russia non accetterebbero mai lo stesso destino per il loro paese; anche loro attribuiscono valore alla libert\u00e0, all&#8217;indipendenza e alla pace, sia pure solo per se stessi. Credo piuttosto che lo scetticismo riguardi la capacit\u00e0 dell&#8217;Unione Europea di difendere questi valori. Ci\u00f2 \u00e8 in parte comprensibile. I modelli di organizzazione politica, specialmente quelli sopra-statuali, emergono in parte anche per risolvere i problemi del loro tempo. Quando questi cambiano tanto da rendere fragile e vulnerabile l&#8217;organizzazione preesistente ,questa deve cambiare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL&#8217;Ue fu creata perch\u00e9 nella prima met\u00e0 del ventesimo secolo i precedenti modelli di organizzazione politica, gli Stati nazione, avevano in molti paesi avevano completamente fallito nel compito di difendere questi valori. Molte democrazie avevano rifiutato ogni regola in favore della forza bruta con il risultato che l&#8217;Europa \u00e8 precipitata nella seconda guerra mondiale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Mario Basile<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un&#8217;Europa ai margini del &#8216;mondo&#8217; che conta, declassata tra i &#8216;Big&#8217;, rassegnata a subire le decisioni altrui, anche quelle che riguardano direttamente il suo futuro. Il quadro del Vecchio continente, e soprattutto dell&#8217;Unione europea, dipinto da Mario Draghi, \u00e8 sconfortante. 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