{"id":1000021730,"date":"2025-08-23T13:12:03","date_gmt":"2025-08-23T16:12:03","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000021730"},"modified":"2025-08-23T13:12:05","modified_gmt":"2025-08-23T16:12:05","slug":"lamputazione-di-un-arto-non-cambia-la-mappa-che-il-cervello-ha-del-corpo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000021730","title":{"rendered":"L&#8217;amputazione di un arto non cambia la mappa che il cervello ha del corpo"},"content":{"rendered":"\n<p>Uno studio che ha osservato come il cervello \u00abmappa\u00bb la posizione degli arti nello spazio potrebbe migliorare il trattamento del dolore da arto fantasma, proveniente da una parte del corpo che \u00e8 stata amputata. La ricerca delle Universit\u00e0 di Cambridge (Regno Unito) e Pittsburgh (Pennsylvania), pubblicata su Nature Neuroscience, \u00e8 la prima ad aver seguito tre persone anche prima di un&#8217;amputazione programmata della mano, e non solo ad intervento avvenuto. Le diverse parti del corpo umano sono rappresentate nella corteccia somatosensoriale primaria, uno strato esterno e recente del cervello situato nel lobo parietale (sotto la parte superiore della testa) e incaricato della ricezione degli stimoli sensoriali. Questa rappresentazione, sproporzionata per alcune parti del corpo capaci di movimenti raffinati come mani, piedi e bocca, serve a mappare gli stimoli sensoriali come quelli relativi al tatto, alla temperatura, al dolore e alla posizione nello spazio. Era ipotesi condivisa tra i neuroscienziati, che in seguito all&#8217;amputazione di un arto le regioni cerebrali vicine a quella corrispondente alla parte amputata, attraverso il fenomeno della neuroplasticit\u00e0, si riorganizzassero per \u00abriciclare\u00bb l&#8217;area corrispondente all&#8217;arto mancante e sovrascrivere la sua funzione: in sostanza, per reimpiegare i neuroni prima utilizzati per la percezione dell&#8217;arto e massimizzare cos\u00ec l&#8217;uso delle risorse rimaste. Tuttavia, il fatto che la maggior parte delle persone amputate riporti sensazioni di dolore o prurito nella sede dell&#8217;arto mancante (sindrome dell&#8217;arto fantasma) sembra indicare che il cervello conserva un ricordo spaziale di quella porzione di corpo mancante. Per dare ulteriore peso a questa seconda ipotesi, gli scienziati britannici e statunitensi hanno per la prima volta studiato le mappe sulla corteccia somatosensoriale primaria di mani e volto in tre persone che dovevano andare incontro a un&#8217;amputazione programmata di una mano per diverse ragioni mediche. I ricercatori hanno chiesto ai partecipanti di muovere le singole dita della mano destinata all&#8217;intervento e di arricciare le labbra mentre osservavano il loro cervello con la risonanza magnetica funzionale (fMRI), che misura l&#8217;attivit\u00e0 cerebrale monitorando i cambiamenti del flusso sanguigno. Hanno ricostruito la mappa di mani e labbra sulla corteccia e ripetuto l&#8217;operazione &#8211; chiedendo, stavolta, di immaginare di muovere le dita mancanti &#8211; dopo tre, sei, diciotto mesi e dopo cinque anni dall&#8217;amputazione. Anche dopo l&#8217;intervento, nel cervello dei partecipanti si sono attivate le stesse identiche aree che controllavano un tempo gli arti mancanti, come se la corteccia non avesse registrato l&#8217;amputazione. Le regioni corrispondenti alle labbra, limitrofe nella corteccia a quelle delle dita, non si erano allargate o espanse su quelle vicine orfane dell&#8217;arto. La scoperta potrebbe tornare utile nel trattamento del dolore dell&#8217;arto fantasma o migliorare le tecnologie di interfaccia cervello-computer: \u00abOra queste tecnologie possono operare partendo dal presupposto che la mappa corporea del cervello rimanga costante nel tempo\u00bb spiega Hunter Schone, tra gli autori dello studio. \u00abQuesto ci permette di avanzare verso la prossima frontiera: accedere a dettagli pi\u00f9 fini della mappa della mano, come distinguere la punta del dito dalla base, e ripristinare i ricchi aspetti qualitativi della sensazione, come consistenza, forma e temperatura\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno studio che ha osservato come il cervello \u00abmappa\u00bb la posizione degli arti nello spazio potrebbe migliorare il trattamento del dolore da arto fantasma, proveniente da una parte del corpo che \u00e8 stata amputata. 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