{"id":1000021696,"date":"2025-08-22T08:20:59","date_gmt":"2025-08-22T11:20:59","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000021696"},"modified":"2025-08-22T08:21:01","modified_gmt":"2025-08-22T11:21:01","slug":"un-pacemaker-per-il-cervello-ha-guarito-un-uomo-dalla-depressione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000021696","title":{"rendered":"Un pacemaker per il cervello ha guarito un uomo dalla depressione"},"content":{"rendered":"\n<p>Un uomo malato di depressione da trent&#8217;anni \u00e8 andato in remissione da una forma grave del disturbo grazie a un dispositivo per la stimolazione elettrica del cervello paragonabile a un pacemaker, che \u00e8 riuscito dove i farmaci avevano fallito. L&#8217;impianto, che attiva selettivamente alcune aree cerebrali e che \u00e8 stato calibrato appositamente sul cervello del paziente, ha restituito all&#8217;uomo pace e chiarezza mentale e sar\u00e0 prossimamente testato in uno studio controllato su pi\u00f9 persone. Il caso clinico riportato in un articolo sul New Scientist \u00e8 stato descritto su PsyArXiv. L&#8217;uomo di 44 anni, afflitto da depressione maggiore (una forma debilitante di disturbo depressivo) dall&#8217;et\u00e0 di 13 anni, aveva provato nel corso della vita una ventina di trattamenti tra farmaci antidepressivi, psicoterapia e terapia elettroconvulsivante (elettroshock) &#8211; ossia una stimolazione elettrica del cervello in anestesia generale e con impulsi ultrabrevi, utilizzata con efficacia in psichiatria contro le forme gravi e resistenti di depressione. Nessun trattamento aveva dato tuttavia risultati duraturi; nel corso della sua tormentata esistenza, l&#8217;uomo aveva tentato il suicidio tre volte. Un gruppo di neuroscienziati dell&#8217;Universit\u00e0 del Minnesota, negli Stati Uniti, ha sviluppato un approccio di stimolazione elettrica del cervello personalizzato per il paziente. L&#8217;uomo \u00e8 stato sottoposto a risonanza magnetica funzionale (MRI, una tecnica di generazione di immagini dell&#8217;interno del corpo umano) per 40 minuti, cos\u00ec da mappare i confini di quattro network di attivit\u00e0 cerebrale che sono stati in passato collegati a depressione. Questo ha permesso di osservare che, nel cervello del paziente, la rete della salienza, il circuito cerebrale che permette di distinguere gli stimoli interni da quelli esterni e di focalizzare correttamente l&#8217;attenzione, risultava quattro volte pi\u00f9 estesa rispetto a come si presenta in chi non ha depressione. Con questa mappa alla mano, gli scienziati hanno impiantato quattro gruppi di elettrodi lungo i confini dei network cerebrali osservati, passando per due piccoli fori praticati nella scatola cranica del paziente. Tre giorni dopo l&#8217;intervento, hanno fornito deboli impulsi elettrici agli elettrodi, stimolando ognuno dei quattro circuiti cerebrali separatamente. La stimolazione del default mode network, implicato nell&#8217;introspezione e nelle riflessioni sul s\u00e9, ha arrecato all&#8217;uomo una sensazione di gioia quasi euforica, dimenticata da tre decenni. Stimolare la rete della salienza e di un altro network, la rete in modalit\u00e0 azione (action-mode network), coinvolta nella pianificazione delle azioni, ha restituito al paziente un senso di calma; fare altrettanto con il network frontoparientale, coinvolto nei processi decisionali, ha dato all&#8217;uomo una ritrovata concentrazione. Accertati i benefici, gli scienziati hanno realizzato un piccolo impianto per permettere la stimolazione elettrica delle quattro aree del cervello anche a casa. Hanno attaccato i fili degli elettrodi a due piccole batterie impiantate sottopelle vicino alla clavicola del paziente, preparando cos\u00ec una sorta di pacemaker per il cervello. Il dispositivo stimola le varie aree per un minuto, ogni 5 minuti ed \u00e8 collegato a una app che permette al paziente di variare tra pi\u00f9 modalit\u00e0 di stimolazione messe a punto dal team. Nei sei mesi successivi alla dimissione, grazie ai dati raccolti e a un diario sui sintomi della depressione compilato dal paziente, i ricercatori hanno ottimizzato le modalit\u00e0 di stimolazione cos\u00ec da rendere massimi i benefici per il paziente. Gi\u00e0 a 7 settimane dall&#8217;operazione, l&#8217;uomo non aveva pi\u00f9 pensieri suicidari, e a 9 mesi dall&#8217;intervento la sua depressione si poteva considerare in remissione secondo una comune scala diagnostica. Il caso dell&#8217;uomo rappresenta una dimostrazione delle potenzialit\u00e0 di un approccio personalizzato di elettrostimolazione del cervello, che richiede poco tempo in ospedale e limitate risorse computazionali rispetto a tentativi precedenti. Prima per\u00f2 che il pacemaker cerebrale possa essere considerato una \u00abcura\u00bb, seppure solo per i pazienti con depressione resistente agli altri trattamenti possibili, occorrer\u00e0 validarlo in uno studio scientifico controllato su cervelli con caratteristiche diverse, e in cui alcuni pazienti siano trattati con un placebo.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un uomo malato di depressione da trent&#8217;anni \u00e8 andato in remissione da una forma grave del disturbo grazie a un dispositivo per la stimolazione elettrica del cervello paragonabile a un pacemaker, che \u00e8 riuscito dove i farmaci avevano fallito. 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