{"id":1000021437,"date":"2025-08-18T06:43:20","date_gmt":"2025-08-18T09:43:20","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000021437"},"modified":"2025-08-18T06:43:22","modified_gmt":"2025-08-18T09:43:22","slug":"questi-tredici-denti-dalletiopia-riscrivono-lalbero-dellevoluzione-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000021437","title":{"rendered":"Questi tredici denti dall&#8217;Etiopia riscrivono l&#8217;albero dell&#8217;evoluzione umana"},"content":{"rendered":"\n<p>Un gruppo internazionale di paleoantropologi ha realizzato una scoperta di grande valore nel sito di Ledi-Geraru, nella regione dell&#8217;Afar, in Etiopia: 13 denti fossili \u2013 risalenti a circa 2,6\u20132,8 milioni di anni fa \u2013 che indicano la presenza simultanea in un unico luogo di un Australopithecus sconosciuto e dei pi\u00f9 antichi esemplari del genere Homo. Secondo Brian Villmoare, primo autore dello studio pubblicato su Nature, si tratta della conferma che Homo e Australopithecus coesistevano nello stesso periodo e nello stesso territorio africano. La scoperta conferma ancora una volta che non vi fu un&#8217;evoluzione lineare dei nostri trisavoli, bens\u00ec uno scenario ad albero intricatamente ramificato. Anche Kaye Reed, paleoecologa dell&#8217;Arizona State University e codirettrice del Ledi-Geraru Research Project dal 2002, ha sottolineato che \u00abquesta scoperta dimostra che la percezione evolutiva di scimmia-Neanderthal-uomo moderno \u00e8 fuorviante: l&#8217;evoluzione umana forma un arbusto cespuglioso, con specie che coabitano, si estinguono e divergono\u00bb. I 13 denti comprendono 10 attribuiti a due esemplari di Australopithecus, sufficientemente diversi da non combaciare con Australopithecus afarensis (la celebre \u00abLucy\u00bb), attualmente datata fino a circa 2,95 milioni di anni fa. Gli altri 3 denti presentano caratteristiche riconducibili al pi\u00f9 antico Homo noto, quindi molto probabilmente un Homo habilis. Per ora, per\u00f2, i ricercatori non hanno dato un nome alla nuova specie di Australopithecus: serviranno fossili pi\u00f9 completi per una descrizione ufficiale. Il sito di Ledi-Geraru si trova in una regione geologicamente attiva, dove frequenti eruzioni vulcaniche hanno depositato ceneri ricche di feldspati (minerali ricchi in silice e altri elementi), utili per datare i livelli stratigrafici con metodi basati sul decadimento del potassio-argon: i denti sono incastonati tra due eventi eruttivi datati grazie a queste tecniche. Gi\u00e0 nel 2013, lo stesso sito aveva restituito la mandibola LD 350-1 \u2013 il pi\u00f9 antico reperto attribuito al genere Homo, risalente a circa 2,75\u20132,8 milioni di anni fa. Inoltre, risalenti a circa 2,6 milioni di anni fa, sono state rinvenute le prime industrie litiche olduvaiane. L&#8217;ambiente dell&#8217;epoca era molto diverso dall&#8217;attuale morfologia desertica: si trattava di pianure erbose attraversate da fiumi che sfociavano in laghi poco profondi, circondate da vegetazione fitta e ricche di fauna erbivora e acquatica. Non tutti gli studiosi, tuttavia, hanno accettato l&#8217;interpretazione che i denti appartengano a una nuova specie. Alcuni esperti mettono in guardia dal delineare l&#8217;Australopithecus scoperto come ex novo sulla base di soli denti, evidenziando possibili variazioni intraspecifiche o evolutive graduali. In ogni caso Villmoare e Reed osservano che, per ora, \u00e8 certo che Homo e Australopithecus convivevano a contatto e le recenti scoperte ne sono una prova ulteriore, ma resta incerto se si confrontassero per le risorse, si ibridassero o se combattevano tra loro. Per risolvere queste domande sar\u00e0 cruciale scoprire nuovi fossili, in particolare ossei, per poter analizzare anatomia, dieta (attraverso lo smalto dentale) e comportamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi Bignami<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un gruppo internazionale di paleoantropologi ha realizzato una scoperta di grande valore nel sito di Ledi-Geraru, nella regione dell&#8217;Afar, in Etiopia: 13 denti fossili \u2013 risalenti a circa 2,6\u20132,8 milioni di anni fa \u2013 che indicano la presenza simultanea in un unico luogo di un Australopithecus sconosciuto e dei pi\u00f9 antichi esemplari del genere Homo. 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