{"id":1000021347,"date":"2025-08-15T08:32:34","date_gmt":"2025-08-15T11:32:34","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000021347"},"modified":"2025-08-15T08:32:37","modified_gmt":"2025-08-15T11:32:37","slug":"una-sontuosa-sepoltura-delleta-del-bronzo-riscrive-il-ruolo-della-donna-nelle-societa-antiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000021347","title":{"rendered":"Una sontuosa sepoltura dell&#8217;et\u00e0 del Bronzo riscrive il ruolo della donna nelle societ\u00e0 antiche"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel cuore del deserto nord-orientale dell&#8217;Iran, nel sito archeologico di Tepe Chalow, emerge una scoperta straordinaria: la sepoltura pi\u00f9 ricca mai rinvenuta appartenente alla cosiddetta Civilt\u00e0 del Grande Khorasan (GKC), altrimenti nota nel panorama internazionale come il complesso Bactria\u2013Margiana (BMAC). La tomba, catalogata come Sepoltura 12, custodiva i resti di una ragazza di meno di 18 anni, accompagnata da ben 34 oggetti funerari, tra cui spille in avorio, anelli e orecchini d&#8217;oro, manufatti in bronzo, pietre preziose o semipreziose come clorite, lapislazzuli, serpentino e calcare, oltre a diversi vasi in ceramica. Spiccano nella collezione una spilla di bronzo a forma di mano, che stringe una rosetta a dieci petali, e uno dei contenitori cosmetici in clorite decorato con motivi di serpenti e scorpioni. Accanto al collo \u00e8 stato ritrovato un sigillo a timbro, raffigurante due piedi umani, un cerchio centrale e un semicerchio sospeso, incorniciato dentro un tondo perfetto. Il fatto che la giovane donna fosse accompagnata da un corredo cos\u00ec ricco e simbolicamente complesso suggerisce che rivestisse un ruolo di rilievo all&#8217;interno della sua comunit\u00e0, nonostante la sua giovane et\u00e0. In epoca del Bronzo, i sigilli erano simboli di propriet\u00e0 e ruoli attivi nei commerci, suggerendo che potesse occuparsi o avere rapporti diretti con reti di scambio. Alcuni studiosi ipotizzano che un tale corredo possa indicare una posizione ereditaria, in cui la giovane era destinata a ricoprire un ruolo cerimoniale, religioso o politico. Questo \u00e8 un elemento estremamente significativo per gli studiosi dell&#8217;et\u00e0 del Bronzo, perch\u00e9 mette in discussione molte delle ipotesi tradizionali sul ruolo delle donne nelle societ\u00e0 antiche. L&#8217;interesse del dottor Ali Vahdati, ricercatore presso il Ministero iraniano del Patrimonio Culturale, insieme ai colleghi Raffaele Biscone, Roberto Dan e Marie-Claude Tr\u00e9mouille, nasce proprio dall&#8217;identificazione di reperti associati al patrimonio culturale del BMAC in territorio iraniano, ben oltre i suoi limiti tradizionali tra Battriana e Margiana. Per capire ci\u00f2 va detto che il BMAC, o Complesso Archeologico della Battriana Margiana, \u00e8 una civilt\u00e0 dell&#8217;Et\u00e0 del Bronzo (circa 2300\u20131700 a.C.) scoperta in Asia Centrale, in aree che oggi corrispondono a Turkmenistan, Uzbekistan, Afghanistan e Iran nord-orientale. Il termine \u00e8 stato coniato negli anni &#8217;70 da archeologi sovietici per descrivere una cultura avanzata non legata alle civilt\u00e0 mesopotamiche o indiane. I siti archeologici principali includono Gonur Tepe, Altyn-Depe e Dashly i quali si evidenziano per citt\u00e0 fortificate con mura e torri, templi e palazzi complessi, artigianato raffinato in ceramica, metallo e pietra e pratiche religiose e rituali elaborate. In questo contesto il Grande Khorasan era un vasto orizzonte culturale esteso dall&#8217;attuale Turkmenistan e Afghanistan settentrionale fino alle valli montuose dell&#8217;Iran nord-orientale. Gi\u00e0 all&#8217;inizio del secondo millennio\u202fa.C., il GKC\/Khorasan intrecciava relazioni con civilt\u00e0 come quella della valle dell&#8217;Indo (Mohenjo-daro) e le prime dinastie mesopotamiche.&nbsp;&nbsp;Lungo il Golfo Persico e attraverso vaste regioni di Iraq, Pakistan e Iran, circolavano beni preziosi e materie prime, forse anche clorite estratta da zone nominate \u00abMarhashi\u00bb nei testi mesopotamici. Tepe Chalow era collocata su un antico corridoio commerciale che continu\u00f2 a essere vitale fino al Medioevo, un precursore della celebre Via della Seta.&nbsp;&nbsp;Il sito ha restituito un vero e proprio grande cimitero del Bronzo, con tombe individuali \u2013 generalmente fosse piatte \u2013 e corredi che includono oggetti in bronzo, ceramiche caratteristiche e resti alimentari deposti in vasi da cucina, probabilmente offerte rituali. La cultura locale fu effettivamente rimpiazzata da un afflusso di genti GKC, portatrici di nuovi stili funerari e materiali distintivi. Il team di Vahdati ha gi\u00e0 programmato analisi multidisciplinari sulla tomba 12 e altre sepolture del sito: analisi isotopiche e del DNA per ricostruire dieta e origini biologiche, studi tecnologici per identificare processi produttivi di metalli, ceramiche e pietre.<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi Bignami<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel cuore del deserto nord-orientale dell&#8217;Iran, nel sito archeologico di Tepe Chalow, emerge una scoperta straordinaria: la sepoltura pi\u00f9 ricca mai rinvenuta appartenente alla cosiddetta Civilt\u00e0 del Grande Khorasan (GKC), altrimenti nota nel panorama internazionale come il complesso Bactria\u2013Margiana (BMAC). 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