{"id":1000021264,"date":"2025-08-13T09:20:48","date_gmt":"2025-08-13T12:20:48","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000021264"},"modified":"2025-08-13T09:20:50","modified_gmt":"2025-08-13T12:20:50","slug":"il-bpa-e-connesso-a-cambiamenti-cerebrali-associati-alla-schizofrenia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000021264","title":{"rendered":"Il BPA \u00e8 connesso a cambiamenti cerebrali associati alla schizofrenia"},"content":{"rendered":"\n<p>Un nuovo studio sui topi conferma i danni del bisfenolo A (BPA) alla nostra salute: secondo quanto scoperto dalla ricerca pubblicata su Physiology &amp; Behavior, l&#8217;esposizione prenatale alla sostanza chimica potrebbe portare a cambiamenti duraturi nel cervello e nel comportamento associati alla schizofrenia. Ma attenzione: gli effetti dannosi del BPA colpirebbero solo le femmine, e non i maschi. Il BPA \u00e8 una sostanza che fino a poco tempo fa era possibile trovare comunemente in bottiglie di plastica, contenitori per alimenti e scontrini. Il suo effetto dannoso sulla salute umana non ci \u00e8 nuovo, e sappiamo che entra nel nostro organismo con grande facilit\u00e0, riuscendo addirittura ad attraversare la placenta e arrivare al cervello del nascituro. In passato diversi studi hanno collegato l&#8217;esposizione precoce al BPA a problemi di apprendimento, memoria, umore e comportamento sociale negli animali, e a disturbi neuroevolutivi come ansia, depressione e autismo negli umani. Per tutti questi motivi, dopo averne proibito nel 2020 l&#8217;uso negli scontrini, a dicembre 2024 l&#8217;Unione Europa ha eliminato il bisfenolo A anche dai materiali che entrano in contatto con gli alimenti. In altri Paesi del mondo, per\u00f2, le leggi non sono cos\u00ec restrittive e il BPA continua ad essere utilizzato (in alcuni Stati USA, per esempio, \u00e8 vietato solo nei prodotti per bambini). I ricercatori hanno voluto verificare se l&#8217;esposizione prenatale al BPA potesse influire sui marcatori della schizofrenia nei topi. Per farlo, hanno suddiviso delle femmine di topo incinte in quattro gruppi, ai quali hanno somministrato dal primo giorno di gravidanza fino al parto una dose alta o una bassa di BPA, un estrogeno (etinilestradiolo) o una soluzione di controllo. Circa due mesi dopo il parto, le femmine e i maschi nati sono stati testati per verificare eventuali cambiamenti nel comportamento: \u00e8 emerso che le femmine che erano state esposte durante la gestazione al BPA (indifferentemente dalle quantit\u00e0) mostravano un notevole calo nell&#8217;inibizione da pre-impulso (PPI, in inglese prepulse inhibition), un deficit che si verifica comunemente in chi \u00e8 affetto da schizofrenia, e una drastica riduzione nel numero di neuroni parvalbumina-positivi nella corteccia prefrontale, tipica anche in questo caso degli schizofrenici. In entrambi i casi, i maschi sono risultati immuni a qualunque cambiamento. Quanto scoperto va a sommarsi alle numerose ricerche che collegano l&#8217;esposizione prenatale al bisfenolo A a cambiamenti a lungo termine strutturali e funzionali nel cervello connessi alla schizofrenia. Perch\u00e9 ne vengono colpite solo le femmine? Secondo gli autori, una possibile spiegazione sarebbe da ricercare nel fatto che l&#8217;attivit\u00e0 simil-ormonale del BPA potrebbe interferire con il segnale dei recettori dell&#8217;estrogeno, che influisce nello sviluppo del cervello ed \u00e8 diverso tra maschi e femmine. Gli stessi ricercatori riconoscono che lo studio ha diversi limiti, tra cui il fatto di essersi focalizzati solo nel periodo prenatale, aver analizzato i topi solo all&#8217;inizio dell&#8217;et\u00e0 adulta, aver testato solo due dosi di BPA e, infine, aver analizzato solo minuscole sezioni di tessuto cerebrale.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiara Guzzonato<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nuovo studio sui topi conferma i danni del bisfenolo A (BPA) alla nostra salute: secondo quanto scoperto dalla ricerca pubblicata su Physiology &amp; Behavior, l&#8217;esposizione prenatale alla sostanza chimica potrebbe portare a cambiamenti duraturi nel cervello e nel comportamento associati alla schizofrenia. 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