{"id":1000021227,"date":"2025-08-12T06:57:18","date_gmt":"2025-08-12T09:57:18","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000021227"},"modified":"2025-08-12T06:57:20","modified_gmt":"2025-08-12T09:57:20","slug":"scoperta-una-cavita-sotterranea-ai-campi-flegrei-aiutera-a-gestire-il-rischio-vulcanico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000021227","title":{"rendered":"Scoperta una cavit\u00e0 sotterranea ai Campi Flegrei: aiuter\u00e0 a gestire il rischio vulcanico"},"content":{"rendered":"\n<p>Un gruppo internazionale di ricercatori guidato dall&#8217;Universit\u00e0 di Pisa, in collaborazione con l&#8217;INGV (Osservatorio Vesuviano) e il GFZ Helmholtz Centre di Potsdam, ha rivelato una cavit\u00e0 nascosta a 3,6 chilometri di profondit\u00e0 sotto i Campi Flegrei, la nota caldera vulcanica nei pressi di Napoli estremamente pericolosa per le sue possibili eruzioni. Lo studio, pubblicato su Nature Communications Earth &amp; Environment, apre nuove prospettive sulla dinamica dei fluidi magmatici e sulla valutazione del rischio vulcanico. La cavit\u00e0, lunga circa 1 km, larga 650 metri, con uno spessore medio di appena 35 centimetri (quindi \u00e8 pi\u00f9 una frattura allargata che una cavit\u00e0) e un volume stimato attorno ai 220.000 metri\u00b3, \u00e8 collegata al serbatoio profondo che provoca il sollevamento del suolo, il bradisismo, e alle fumarole naturali nella zona di Solfatara e Pisciarelli. Il contenuto non \u00e8 ancora stato confermato: potrebbero esserci gas ad alta pressione o fluidi magmatici. Secondo Giacomo Rapagnani, primo autore dello studio e dottorando a Pisa, la cavit\u00e0 emette un segnale sismico, da almeno sette anni, a frequenza costante a 0,114\u202fHz, dimostrando dimensioni e composizione stabili nel corso di questo periodo. Questa \u00abrisonanza\u00bb consente di tracciare i flussi di fluidi in profondit\u00e0 e individuare variazioni strutturali potenzialmente pericolose. L&#8217;intera area, monitorata dall&#8217;INGV, attraversa una fase di bradisismo iniziata nel 2005, con un sollevamento del suolo che ha raggiunto punte di circa 3\u202fcm al mese. Dal 2018 sono stati registrati oltre 100 terremoti: quello pi\u00f9 forte, di magnitudo Md 4.6, \u00e8 avvenuto il 30 giugno 2025. Secondo alcuni geologi dell&#8217;INGV la sismicit\u00e0 aumenta con l&#8217;intensificarsi del sollevamento: quando la deformazione accelera, crescono anche frequenza e magnitudo dei terremoti, che in alcuni casi \u2013 seppur molto rari &#8211; possono raggiungere intensit\u00e0 fino a 5. Uno altro studio pubblicato su Science Advances suggerisce che l&#8217;attuale \u00abunrest\u00bb (un termine usato dai geologi per indicare una fase di attivit\u00e0 anomala in un vulcano che non necessariamente precede un&#8217;eruzione) sia guidato da un accumulo di pressione in un serbatoio geotermico sotto Pozzuoli, alimentato da fluidi sotterranei: una scoperta che conferma l&#8217;idea che non \u00e8 solo la risalita di magma unica causa di sismicit\u00e0 e deformazione. La ricerca indica che gestire i flussi d&#8217;acqua o ridurre la pressione idrostatica del serbatoio potrebbe essere una strategia preventiva efficace. Secondo Francesco Grigoli, coautore dell&#8217;ultima ricerca e docente a Pisa, l&#8217;integrazione di tecniche sofisticate per l&#8217;analisi sismica e geofisica rappresenta un salto di qualit\u00e0 nella mitigazione dei rischi vulcanici. Solo interpretando grandi set di dati eterogenei si potranno distinguere segnali precursori significativi da rumore ambientale e geologico. Questa scoperta rappresenta un elemento fondamentale per un piano di sorveglianza: il rilevamento di risonanze stabili nei segnali VLP (segnali sismici a bassissima frequenza, usato in vulcanologia per studiare cosa accade all&#8217;interno di un vulcano, a grande profondit\u00e0), accoppiato alla gestione delle risorse idriche sotterranee, pu\u00f2 tradursi in un utile strumento di allerta preventiva, un vero e proprio approccio di \u00abmedicina preventiva\u00bb geologica.<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi Bignami<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un gruppo internazionale di ricercatori guidato dall&#8217;Universit\u00e0 di Pisa, in collaborazione con l&#8217;INGV (Osservatorio Vesuviano) e il GFZ Helmholtz Centre di Potsdam, ha rivelato una cavit\u00e0 nascosta a 3,6 chilometri di profondit\u00e0 sotto i Campi Flegrei, la nota caldera vulcanica nei pressi di Napoli estremamente pericolosa per le sue possibili eruzioni. 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