{"id":1000021221,"date":"2025-08-12T06:54:59","date_gmt":"2025-08-12T09:54:59","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000021221"},"modified":"2025-08-12T06:55:02","modified_gmt":"2025-08-12T09:55:02","slug":"la-grande-muraglia-verde-in-cina-provoca-ogni-anno-unepidemia-di-allergie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000021221","title":{"rendered":"La grande muraglia verde in Cina provoca ogni anno un&#8217;epidemia di allergie"},"content":{"rendered":"\n<p>Dal 1978 la Cina ha piantato oltre 66 miliardi di alberi, creando nel nord del Paese una \u00abgrande muraglia\u00bb verde lunga 4.500 km2 e ampia 150.000 km2. Se da un lato ha permesso di frenare l&#8217;avanzata dei deserti del nord, come il Gobi o il Taklamakan, questo colossale progetto ecologico ha portato con s\u00e9 un effetto collaterale inaspettato: un&#8217;epidemia di riniti allergiche. \u00c8 quanto emerge da uno studio pubblicato sul Journal of Hazardous Materials, che ha verificato che il polline di una specie di artemisia (artemisia ordosica), la pianta pi\u00f9 comune della muraglia, \u00e8 fortemente allergizzante e viene prodotto in grandi quantit\u00e0 tra agosto e settembre. La provincia dello Shaanxi e la regione della Mongolia Interna sono quelle pi\u00f9 colpite da questa epidemia di starnuti, occhi arrossati e asma: se in Cina la febbre da fieno (o rinite allergica) colpisce circa il 18% degli abitanti, a Yulin (nello Shaanxi) la percentuale degli allergici raggiunge il 27% e nella Mongolia Interna il 32%. Questo significa che chi vive vicino alla grande muraglia verde ha circa il doppio della possibilit\u00e0 di sviluppare allergie respiratorie. La colpa \u00e8 del polline di artemisia ordosica, una pianta economica e facile da coltivare, all&#8217;epoca selezionata dalle autorit\u00e0 per riforestare la zona per la sua capacit\u00e0 di resistere a climi estremi, stabilizzare dune e frenare l&#8217;erosione del terreno. Il suo polline \u00e8 fortemente allergizzante, poich\u00e9 contiene cinque componenti volatili in grado di attivare i mastociti (le cellule del nostro sistema immunitario coinvolte nelle reazioni allergiche). Il problema \u00e8 cos\u00ec diffuso che i governi locali hanno cominciato a muoversi urgentemente, trovando nuove specie di piante adattate all&#8217;ecosistema locale ma meno dannose per le persone, come pini o pioppi senza semi. Pechino ha investito 830 milioni di dollari per sostituire alcune artemisie con ginkgo biloba o susini e somministrare fitormoni ad alcuni esemplari allergizzanti per bloccare la formazione di nuovi boccioli. La notizia positiva \u00e8 che la grande muraglia verde \u2013 effetti collaterali a parte \u2013 sta facendo il suo dovere: dal 2008 al 2018 la frequenza delle tempeste di sabbia a Pechino si \u00e8 ridotta del 70%, e secondo le stime gli alberi piantati hanno assorbito il 5% delle emissioni industriali di CO2 prodotte dalla Cina tra il 1978 e il 2017.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiara Guzzonato<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 1978 la Cina ha piantato oltre 66 miliardi di alberi, creando nel nord del Paese una \u00abgrande muraglia\u00bb verde lunga 4.500 km2 e ampia 150.000 km2. 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