{"id":1000021106,"date":"2025-08-08T07:31:49","date_gmt":"2025-08-08T10:31:49","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000021106"},"modified":"2025-08-08T07:31:51","modified_gmt":"2025-08-08T10:31:51","slug":"una-vela-solare-da-record-per-difenderci-dal-meteo-spaziale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000021106","title":{"rendered":"Una vela solare da record per difenderci dal meteo spaziale"},"content":{"rendered":"\n<p>La nostra economia globale si appoggia sempre pi\u00f9 a infrastrutture satellitari, reti elettriche intelligenti, comunicazioni planetarie e trasporti aerei, ma c&#8217;\u00e8 una minaccia invisibile che si nasconde dietro a queste attivit\u00e0: il meteo spaziale. Questo insieme di fenomeni cosmici, generato dall&#8217;attivit\u00e0 del Sole, potrebbe avere conseguenze devastanti per le nostre tecnologie. Cos&#8217;\u00e8 il meteo spaziale? Comprende tutte le variazioni dell&#8217;ambiente spaziale tra il Sole e la Terra, e pu\u00f2 manifestarsi sotto forma di tempeste solari, brillamenti e, soprattutto, espulsioni di massa coronale (CME). Si tratta di enormi getti di plasma e campi magnetici che possono raggiungere velocit\u00e0 di 2.000 km al secondo (circa 7,2km\/ora) e colpire la Terra in poche decine di ore. Oltre a regalare spettacolari aurore boreali, le CME possono danneggiare satelliti, disturbare le telecomunicazioni, mettere fuori uso le reti elettriche e rappresentare un serio pericolo per gli astronauti nello spazio profondo. Lo abbiamo gi\u00e0 vissuto in passato. L&#8217;evento di Carrington del 1859, la tempesta solare pi\u00f9 potente mai registrata, caus\u00f2 incendi e blackout ai sistemi telegrafici in Nord America ed Europa. Nel 1972, un evento simile sfior\u00f2 gli astronauti dell&#8217;Apollo 16, mentre nel 2022 SpaceX ha perso 39 satelliti Starlink a causa di una tempesta geomagnetica. Per far fronte a questi rischi, un team di eliofisici \u2013 guidato da esperti della NASA e partner industriali \u2013 sta lavorando a una nuova costellazione di satelliti chiamata SWIFT (Space Weather Investigation Frontier). L&#8217;obiettivo \u00e8 quello di aumentare il tempo di allerta per eventi solari estremi cos\u00ec da proteggere infrastrutture civili, militari e commerciali. Attualmente, i satelliti di monitoraggio posizionati presso il punto di Lagrange L1 (\u00e8 un punto nello spazio dove la gravit\u00e0 della Terra e del Sole si bilanciano, permettendo a un oggetto di restare stabile tra i due), a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, offrono un preavviso massimo di 40 minuti. SWIFT punta a portarlo a 60 minuti, grazie all&#8217;introduzione di un satellite innovativo in orbita oltre L1, a 2,1 milioni di chilometri dalla Terra. Parte della vela solare Swift in fase di costruzione. La membrana della vela \u00e8 realizzata utilizzando un film sottile di poliimmide (polimero trasparente 1, o CP1) rivestito di alluminio per renderlo riflettente. Per raggiungere un&#8217;orbita cos\u00ec remota, dove i normali sistemi di propulsione chimica esaurirebbero rapidamente il carburante, il team SWIFT ha ideato un sistema rivoluzionario, anche se gi\u00e0 sperimentato: una vela solare. Questo tipo di propulsione sfrutta la pressione della luce solare, ossia i fotoni, per generare spinta. La vela \u2013 una membrana ultraleggera, simile a un gigantesco specchio \u2013 pu\u00f2 bilanciare l&#8217;attrazione gravitazionale del Sole, mantenendo la sonda in posizione senza bruciare carburante. Il prototipo della missione, chiamato Solar Cruiser, sar\u00e0 lanciato nel 2029. Con una superficie di oltre 1.650 m\u00b2 (pi\u00f9 di sei campi da tennis), sar\u00e0 la vela solare pi\u00f9 grande mai realizzata, superando progetti pionieristici come IKAROS (Giappone), NanoSail-D2 (NASA), e LightSail (Planetary Society). Una volta in orbita, Solar Cruiser guider\u00e0 la strada per la costellazione completa SWIFT: quattro satelliti, di cui tre a propulsione chimica posizionati a L1 e uno, il pi\u00f9 avanzato, spinto dalla vela oltre il punto di equilibrio gravitazionale. I dati raccolti da SWIFT miglioreranno notevolmente la capacit\u00e0 di prevedere e modellare il meteo spaziale. Le implicazioni sono vastissime. Gli operatori satellitari potranno manovrare i dispositivi per evitare il deterioramento o la caduta in orbita, le reti elettriche potranno proteggersi da picchi di tensione potenzialmente catastrofici, le compagnie aeree potranno deviare le rotte polari, riducendo l&#8217;esposizione a radiazioni di equipaggio e passeggeri, gli astronauti in missione verso la Luna e Marte potranno mettersi al riparo in tempo, le forze armate potranno mantenere la funzionalit\u00e0 delle comunicazioni critiche e della sorveglianza satellitare e anche gli appassionati di aurore boreali potranno pianificare i loro viaggi con maggiore precisione. Secondo stime della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), i danni potenziali da un evento meteo spaziale estremo potrebbero raggiungere i 2.700 miliardi di dollari a livello globale. La crescente militarizzazione e commercializzazione dello spazio \u2013 tra missioni lunari, estrazione asteroidale e turismo orbitale \u2013 rende ancora pi\u00f9 urgente dotarsi di una rete di monitoraggio efficace. SWIFT potrebbe diventare il nostro miglior scudo contro l&#8217;energia del Sole stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi Bignami<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nostra economia globale si appoggia sempre pi\u00f9 a infrastrutture satellitari, reti elettriche intelligenti, comunicazioni planetarie e trasporti aerei, ma c&#8217;\u00e8 una minaccia invisibile che si nasconde dietro a queste attivit\u00e0: il meteo spaziale. Questo insieme di fenomeni cosmici, generato dall&#8217;attivit\u00e0 del Sole, potrebbe avere conseguenze devastanti per le nostre tecnologie. Cos&#8217;\u00e8 il meteo spaziale? 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