{"id":1000020906,"date":"2025-08-02T09:34:51","date_gmt":"2025-08-02T12:34:51","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020906"},"modified":"2025-08-02T09:34:52","modified_gmt":"2025-08-02T12:34:52","slug":"le-origini-dei-cani-della-groenlandia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020906","title":{"rendered":"Le origini dei cani della Groenlandia"},"content":{"rendered":"\n<p>I cani della Groenlandia, o pi\u00f9 semplicemente groenlandesi, sono una delle razze pi\u00f9 antiche e \u00abpure\u00bb del mondo; convivono da un migliaio di anni con gli Inuit della Groenlandia, e li hanno seguiti nel corso dei secoli durante le loro migrazioni. Proprio questa considerazione sta alla base di uno studio pubblicato su Science che ricostruisce le origini genetiche dei cani della Groenlandia e il loro legame strettissimo con il popolo che li ha addestrati e trasformati nei perfetti cani da slitta. Giunti in Nord America 1.000 anni fa, portati dal popolo Thule (i progenitori degli Inuit canadesi), i cani della Groenlandia sono poi arrivati sull&#8217;isola che d\u00e0 loro il nome insieme a un gruppo di esploratori, che si stabilirono in Groenlandia intorno al 1200. Gli Inuit li chiamano Qimmit, e li usano da secoli come cani da slitta, nonostante i loro numeri stiano crollando di recente, a causa dell&#8217;urbanizzazione e della concorrenza dei mezzi motorizzati che \u00abrubano loro il lavoro\u00bb, per cos\u00ec dire: nel 2002 ce n&#8217;erano 25.000 in tutta la Groenlandia, mentre nel 2020 il numero era crollato a 13.000. Esplorare le loro origini genetiche e i loro legami con il popolo che li ha addestrati \u00e8 essenziale per la loro conservazione: il team dello US National Institutes of Health che ha condotto lo studio ha quindi confrontato campioni di DNA prelevati dalle ossa di cani della Groenlandia ritrovate in siti archeologici, musei e persino vestiti di pelle di cane, con il patrimonio genetico di un centinaio di Qimmit che vivono oggi sull&#8217;isola \u2013 un lavoro che ha coinvolto anche gli allevatori Inuit, fondamentali per il recupero dei campioni. I risultati dell&#8217;analisi dimostrano alcuni fatti interessanti. Innanzitutto, nonostante la somiglianza fisica con i lupi, i cani della Groenlandia sono geneticamente molto distanti tra loro, e condividono solo porzioni antiche del DNA: le storie di ibridazione tra cani e lupi non trovano quindi conferma nella genetica. I Qimmit sono tra l&#8217;altro geneticamente pi\u00f9 vicini alle razze asiatiche (soprattutto husky e malamute) che a quelle europee, un dato che il team ha definito \u00abmolto sorprendente\u00bb. Le differenze tra le diverse popolazioni di cani della Groenlandia, poi, hanno permesso di ricostruire anche i pattern di migrazione degli Inuit, e persino l&#8217;ordine in cui le diverse regioni del Paese sono state colonizzate quasi 1.000 anni fa. Il risultato pi\u00f9 interessante \u00e8 che gli Inuit e i loro cani sono arrivati in Groenlandia passando dal Canada circa 200 anni prima di quanto si pensasse finora. I risultato dello studio, dicono gli autori, sono fondamentali per preservare l&#8217;unicit\u00e0 genetica della razza, e magari \u00abrimpolpare\u00bb la popolazione esistente.<\/p>\n\n\n\n<p>Gabriele Ferrari<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I cani della Groenlandia, o pi\u00f9 semplicemente groenlandesi, sono una delle razze pi\u00f9 antiche e \u00abpure\u00bb del mondo; convivono da un migliaio di anni con gli Inuit della Groenlandia, e li hanno seguiti nel corso dei secoli durante le loro migrazioni. 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