{"id":1000020814,"date":"2025-07-30T11:46:16","date_gmt":"2025-07-30T14:46:16","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020814"},"modified":"2025-07-30T11:46:18","modified_gmt":"2025-07-30T14:46:18","slug":"un-antico-lago-nel-grand-canyon-potrebbe-essere-nato-da-un-meteorite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020814","title":{"rendered":"Un antico lago nel Grand Canyon potrebbe essere nato da un meteorite"},"content":{"rendered":"\n<p>Due dei monumenti naturali pi\u00f9 iconici dell&#8217;Arizona \u2014 il Meteor Crater e il Grand Canyon \u2014 potrebbero essere collegati da un evento cosmico avvenuto 56.000 anni fa. \u00c8 questa l&#8217;affascinante ipotesi avanzata da un nuovo studio geologico, che collega l&#8217;impatto di un asteroide con la formazione temporanea di un antico lago nel cuore del Grand Canyon. Tutto ebbe inizio con un cataclisma: un asteroide di nichel e ferro del peso di circa 300.000 tonnellate, con un diametro stimato tra i 30 e i 50 metri, si abbatt\u00e8 sull&#8217;altopiano del Colorado a una velocit\u00e0 di oltre 11 chilometri al secondo. L&#8217;impatto, pari a pi\u00f9 di 150 bombe atomiche e scava il Meteor Crater, oggi noto anche come Barringer Crater, uno dei crateri meteorici meglio conservati del pianeta. Situato nei pressi di Winslow, in Arizona, il cratere misura circa 1,2 chilometri di diametro e 180 metri di profondit\u00e0. Secondo lo studio, pubblicato su Geology da un team internazionale di ricercatori e frutto di oltre cinquant&#8217;anni di indagini geologiche, le conseguenze di quell&#8217;impatto non si limitarono al punto di collisione. Il terremoto generato \u2014 con una magnitudo di 5.4 \u2014 avrebbe viaggiato per oltre 160 chilometri in pochi secondi, raggiungendo il Grand Canyon. Qui, l&#8217;onda sismica avrebbe innescato una frana su larga scala nella regione di Nankoweap, sbarrando temporaneamente il fiume Colorado e formando un lago lungo 80 chilometri e profondo oltre 100 metri. L&#8217;esistenza del cosiddetto paleolago di Nankoweap \u00e8 sostenuta da una serie di indizi geologici raccolti nel tempo. Il pi\u00f9 importante si trova nella Grotta di Stanton, situata 45 metri sopra il livello attuale del fiume Colorado. All&#8217;interno, i ricercatori hanno rinvenuto legname che aveva galleggiato e sedimenti lacustri, depositi che suggeriscono una piena eccezionale, ben dieci volte pi\u00f9 intensa di qualsiasi alluvione nota negli ultimi millenni. Il primo campione di legno, raccolto nel 1970 e datato al radiocarbonio negli anni &#8217;80, indicava un&#8217;et\u00e0 approssimativa di 44.000 anni \u2014 limite massimo dei test disponibili all&#8217;epoca. Successivi campioni, prelevati da un&#8217;altra alcova a 33 metri sopra il fiume e a pochi chilometri di distanza, sono stati sottoposti a nuove analisi con metodi pi\u00f9 avanzati. Utilizzando sia la datazione al radiocarbonio sia la datazione a luminescenza \u2014 che misura la luce emessa da cristalli minerali per stabilirne l&#8217;et\u00e0 \u2014 i ricercatori hanno ottenuto risultati \u00abstatisticamente indistinguibili\u00bb: tutti i dati convergono su una data di circa 55.600 anni fa. Altri indizi cruciali provengono da depositi geologici trovati circa 35 chilometri a valle della Grotta di Stanton, dove affiorano resti di una diga naturale probabilmente generata dalla frana. Sopra questo deposito si trovano ciottoli arrotondati, testimonianza del momento in cui il fiume Colorado inizi\u00f2 a superare l&#8217;ostacolo, erodendo gradualmente la diga nel corso di circa un millennio. L&#8217;insieme di prove \u2014 la datazione dell&#8217;impatto, la frana, i sedimenti lacustri e il legname \u2014 costruisce un quadro coerente: un evento cosmico ha avuto ripercussioni dirette sull&#8217;idrografia e la geologia dell&#8217;Arizona, modellando temporaneamente il paesaggio del Grand Canyon. Coincidenze? Sebbene gli autori dello studio riconoscano che il paleolago di Nankoweap potrebbe teoricamente essere stato causato anche da una frana o un terremoto non correlato all&#8217;impatto, le coincidenze temporali e geologiche sono difficili da ignorare. \u00abL&#8217;impatto del meteorite, la frana di grandi dimensioni, i depositi lacustri e il legname galleggiante a decine di metri sopra il fiume sono tutti eventi rari e straordinari\u00bb, spiega Karl Karlstrom, geologo dell&#8217;Universit\u00e0 del New Mexico e coautore principale dello studio. \u00abIl fatto che le loro et\u00e0 coincidano in una finestra cos\u00ec ristretta rafforza l&#8217;ipotesi di un legame diretto\u00bb. Se confermata da ulteriori ricerche, questa connessione tra due delle meraviglie naturali pi\u00f9 celebri d&#8217;America non solo riscriverebbe la storia geologica dell&#8217;Arizona, ma offrirebbe una straordinaria testimonianza di come un singolo istante di \u00abviolenza cosmica\u00bb possa lasciare cicatrici profonde sulla Terra, visibili anche dopo decine di millenni.<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi Bignami<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due dei monumenti naturali pi\u00f9 iconici dell&#8217;Arizona \u2014 il Meteor Crater e il Grand Canyon \u2014 potrebbero essere collegati da un evento cosmico avvenuto 56.000 anni fa. \u00c8 questa l&#8217;affascinante ipotesi avanzata da un nuovo studio geologico, che collega l&#8217;impatto di un asteroide con la formazione temporanea di un antico lago nel cuore del Grand [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000020815,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[283],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000020814","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ciencia"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/zsss-1.png?fit=1020%2C680&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000020814","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000020814"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000020814\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000020816,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000020814\/revisions\/1000020816"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000020815"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000020814"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000020814"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000020814"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}