{"id":1000020771,"date":"2025-07-28T13:06:50","date_gmt":"2025-07-28T16:06:50","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020771"},"modified":"2025-07-28T13:06:52","modified_gmt":"2025-07-28T16:06:52","slug":"distribuire-pipe-per-fumare-il-crack-riduce-i-comportamenti-a-rischio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020771","title":{"rendered":"\u00abDistribuire pipe per fumare il crack riduce i comportamenti a rischio\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abLe persone che mantengono un contatto con gli operatori, se vengono loro offerte particolari opportunit\u00e0, nel tempo modificano specifici comportamenti a rischio, e distribuire le pipe, attrezzature adatte all&#8217;uso per inalazione, sembra una pratica efficace per ridurre comportamenti pericolosi e danni alla salute tra i consumatori di crack\u00bb. A dirlo, presentando in una seduta di commissione in Comune a Bologna i risultati di un progetto sperimentale di &#8216;Fuori Binario&#8217; (servizio di Open Group che si occupa di riduzione del danno) da lui curato, \u00e8 Raimondo Pavarin, professore ed epidemiologo dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna. L&#8217;udienza conoscitiva era stata richiesta dal consigliere di Coalizione civica Detjon Begaj. Illustrando i risultati della ricerca, pubblicati nei giorni scorsi su una rivista statunitense, Pavarin spiega che \u00abavevamo a disposizione 40 pipe da crack e abbiamo fatto uno studio per verificare se questo tipo di intervento era efficace tra i consumatori\u00bb. Il primo problema, dettaglia, era \u00absalvaguardare salute consumatori: le pipe da crack spesso scarseggiano o sono fatte in modo artigianale e perci\u00f2 vengono condivise, con rischi di contagio da Hiv o Hcv, infezioni batteriche o lesioni per l&#8217;uso di materiali non sicuri, ad esempio quando si usano lattine o bottiglie di plastica\u00bb. Dalla letteratura, prosegue Pavarin, emerge infatti che \u00abfornire strumenti pi\u00f9 sicuri per fumare crack pu\u00f2 promuovere la salute e coinvolgere le persone nel trattamento, e che la distribuzione delle pipe ha contribuito in modo significativo alla diminuzione di pratiche iniettive e della condivisione degli strumenti di consumo, con riduzione del rischio infettivo e l&#8217;aumento del passaggio dall&#8217;uso iniettivo a quello inalatorio e della capacit\u00e0 di autoregolare i consumi e di contattare i servizi di rete\u00bb. Fatte queste premesse, il professore spiega che \u00ablo studio, fatto su un campione di persone che frequentano un servizio di riduzione del danno a Bologna, ha avuto come obiettivo principale verificare se, dopo 30 e 60 giorni, ci fossero state modifiche negli stili di consumo e quali fossero i problemi percepiti come conseguenza dell&#8217;uso di crack\u00bb. Per fare questo, alla consegna della pipa \u00ab\u00e8 stato sottoposto un questionario, ripetuto 30 e 60 giorni dopo\u00bb. Il primo risultato, sottolinea Pavarin, \u00e8 che \u00abdopo 60 giorni, la frequenza del fumo di crack \u00e8 diminuita del 50%\u00bb, e sempre dopo 60 giorni molti dei consumatori coinvolti \u00abhanno cessato di avere problemi respiratori (37,5%), mal di gola (25%), bruciature sulle labbra (20,8%) e ulcere della bocca (12,5%)\u00bb. Durante entrambi i follow up, inoltre, \u00abla condivisione di bottiglie per fumare crack \u00e8 diminuita, e dopo 60 giorni \u00e8 scomparsa l&#8217;abitudine di condividere lattine o boccagli\u00bb. Risultati simili, sottolinea poi Pavarin, \u00absono evidenziati da altre ricerche internazionali, da cui emerge anche che &#8216;la precariet\u00e0 economica dei consumatori, i contesti violenti e le politiche repressive possono favorire il permanere di pratiche di condivisione o utilizzo di materiali non sicuri e contrastare il contatto con servizi di riduzione del danno'\u00bb. Sulla questione interviene anche il coordinatore operativo di &#8216;Fuori Binario&#8217; Giuseppe Ialacqua, evidenziando come, pur non essendo questo il primo caso in Italia di distribuzione di pipe ai consumatori, \u00e8 per\u00f2 il primo su cui \u00e8 stata svolta una ricerca. \u00abPer questo semestre- spiega- prevediamo, con una nuova fase sperimentale, di poter offrire due pipe a consumatore, con la speranza di traghettarli da pipe in metallo ad altre in materiali pi\u00f9 sicuri\u00bb e con l&#8217;auspicio che, nei prossimi anni, il progetto, da sperimentale, diventi strutturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea Mari<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLe persone che mantengono un contatto con gli operatori, se vengono loro offerte particolari opportunit\u00e0, nel tempo modificano specifici comportamenti a rischio, e distribuire le pipe, attrezzature adatte all&#8217;uso per inalazione, sembra una pratica efficace per ridurre comportamenti pericolosi e danni alla salute tra i consumatori di crack\u00bb. 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