{"id":1000020672,"date":"2025-07-26T10:28:06","date_gmt":"2025-07-26T13:28:06","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020672"},"modified":"2025-07-26T10:28:08","modified_gmt":"2025-07-26T13:28:08","slug":"smart-working-i-giovani-abbracciano-il-lavoro-ibrido-i-baby-boomer-restano-piu-cauti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020672","title":{"rendered":"Smart Working: i giovani abbracciano il lavoro ibrido, i Baby Boomer restano pi\u00f9 cauti"},"content":{"rendered":"\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><em>Pi\u00f9 del 70% dei giovani crede che lo smart working favorisca il benessere personale, la produttivit\u00e0 e l\u2019ambiente<\/em><\/li>\n\n\n\n<li><em>Le tecnologie digitali per il lavoro da remoto restano poco conosciute o inutilizzate da ampie fasce della popolazione, soprattutto tra i Baby Boomers<\/em><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>L\u2019Osservatorio della Fondazione per la Sostenibilit\u00e0 Digitale \u2013 la prima Fondazione di ricerca riconosciuta in Italia dedicata ad approfondire i temi della sostenibilit\u00e0 digitale \u2013 presenta oggi i risultati della nuova ricerca \u201cSustainable Smart Working\u201d, che analizza in chiave generazionale il rapporto tra lavoro a distanza, sostenibilit\u00e0 e trasformazione digitale. La ricerca ha analizzato e messo a confronto le percezioni e i comportamenti di 4 generazioni di italiani: Generazione Z (18-28 anni), Millennial (29-44 anni), Generazione X (45-60 anni) e Baby Boomer (61-75 anni). Dall\u2019indagine emerge un\u2019Italia ancora divisa: se per i pi\u00f9 giovani lo smart working \u00e8 sinonimo di opportunit\u00e0 e flessibilit\u00e0, tra le generazioni pi\u00f9 mature permangono scetticismo e difficolt\u00e0 nell\u2019adozione degli strumenti digitali. \u201cLo smart working \u00e8 ormai parte integrante della nostra quotidianit\u00e0 e rappresenta uno dei volani pi\u00f9 potenti di innovazione organizzativa e di sostenibilit\u00e0 sociale e ambientale\u00bb \u2013 ha affermato Stefano Epifani, Presidente della Fondazione per la Sostenibilit\u00e0 Digitale. \u201cPerch\u00e9 possa costituire una reale opportunit\u00e0 per il Paese, \u00e8 fondamentale che sia accessibile a tutti, indipendentemente dall\u2019et\u00e0, e che si investa in competenze, cultura e inclusione digitale, cos\u00ec da colmare i divari generazionali.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>I dati della ricerca<\/p>\n\n\n\n<p>Come lo smart working impatta su ambiente, benessere e parit\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p>La rilevazione evidenzia come, in generale, siano i cittadini pi\u00f9 giovani i pi\u00f9 convinti dei benefici dello smart working: il 26% appartiene alla Generazione Z e il 24% al cluster dei Millennial. Si tratta di persone che fanno un uso pi\u00f9 intensivo del digitale e mostrano una maggiore attenzione ai temi della sostenibilit\u00e0. Il report sottolinea inoltre come, secondo gli intervistati, il lavoro del futuro dovr\u00e0 essere un equilibrio tra attivit\u00e0 in presenza e da remoto. \u201cDalla ricerca emerge con forza la necessit\u00e0 di costruire un modello di lavoro ibrido, flessibile e inclusivo.\u201d \u2013 ha continuato Epifani. \u201cLo smart working non pu\u00f2 essere un privilegio di pochi, ma deve diventare una risorsa accessibile, sostenibile e centrata sulle persone. Solo cos\u00ec potremo costruire un futuro del lavoro equo, produttivo e resiliente.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>AMBIENTE \u2013 Il 76% degli intervistati ritiene che il lavoro a distanza, riducendo gli spostamenti, rappresenti anche un vantaggio per l\u2019ambiente. Analizzando nel dettaglio le quattro generazioni prese in esame, emerge che il 28% della Generazione Z e il 26% dei Millennial concordano pienamente con questa affermazione, mentre il consenso cala al 23% tra gli appartenenti alla Generazione X e si dimezza tra i Baby Boomer, attestandosi al 15%. L\u2019incertezza rispetto all\u2019impatto ambientale dello smart working, quindi, tende ad aumentare con l\u2019et\u00e0, fino ad arrivare agli over 60, che sono i meno convinti del suo potenziale in termini di sostenibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>WORK-LIFE BALANCE \u2013 Per il 70% degli intervistati, il lavoro a distanza contribuisce a migliorare l\u2019equilibrio tra vita professionale e vita personale. A concordare pienamente con questa affermazione \u00e8 il 25% dei giovani tra i 18 e i 44 anni (Generazione Z e Millennials), il 19% degli appartenenti alla Generazione X e il 14% dei Baby Boomer. Si osserva, quindi, una progressiva diminuzione della percezione positiva dello smart working in relazione al work-life balance con l\u2019aumentare dell\u2019et\u00e0, probabilmente a causa della maggiore difficolt\u00e0 delle generazioni pi\u00f9 anziane ad adattarsi a modalit\u00e0 lavorative nuove, differenti da quelle tradizionali cui erano abituate.<\/p>\n\n\n\n<p>PARIT\u00c0 DI GENERE \u2013 Per il 74% degli intervistati, il lavoro a distanza \u00e8 percepito come uno strumento potenzialmente utile a riequilibrare i carichi familiari tra uomini e donne. A sostenere con convinzione questa affermazione \u00e8 il 25% dei Millennial, contro il 14% dei Baby Boomer. Il dato pi\u00f9 significativo riguarda per\u00f2 le posizioni intermedie: il 62% dei Boomer e il 50% dei Millennial si dichiara \u201cabbastanza d\u2019accordo\u201d, a conferma di una sensibilit\u00e0 diffusa sul tema, ma anche di una consapevolezza che appare ancora parziale o non pienamente compresa o interiorizzata.<\/p>\n\n\n\n<p>BENEFICI PER LE DONNE \u2013 Tra le diverse generazioni emergono differenze significative nella percezione del lavoro a distanza come strumento di supporto alle donne, in particolare nella gestione dei carichi familiari. I Millennial si mostrano i pi\u00f9 convinti. Il 20% di questi ultimi si dichiara, infatti, pienamente d\u2019accordo con l\u2019idea che lo smart working rappresenti un vantaggio concreto per le donne. Tra i Baby Boomer, invece, la quota scende al 10%.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa differenza potrebbe essere legata al fatto che i Millennial, pi\u00f9 abituati all\u2019uso delle tecnologie e spesso in una fase della vita in cui si costruisce una famiglia, tendono a vedere nello smart working una reale opportunit\u00e0 per conciliare vita privata e lavoro. Anche tra i Baby Boomer il tema \u00e8 sentito. Il 65% di essi, infatti, \u00e8 abbastanza concorde, a conferma di un consenso diffuso, seppur meno deciso.<\/p>\n\n\n\n<p>PRODUTTIVIT\u00c0 DEL LAVORO \u2013&nbsp; L\u2019efficacia del lavoro a distanza come leva per migliorare la produttivit\u00e0 e generare benefici per le aziende \u00e8 riconosciuta dal 70% degli italiani, con una maggiore convinzione tra i giovani. Ne \u00e8 convinto il 75% della Generazione Z e il 76% dei Millennial. La percentuale scende al 65% tra la Generazione X, per poi risalire al 70% tra i Baby Boomer, a conferma di un rapporto non lineare tra et\u00e0 e percezione della produttivit\u00e0. Differenze generazionali emergono anche rispetto al potenziale dello smart working nel promuovere una pi\u00f9 equa distribuzione dei carichi familiari tra uomini e donne. Il 20% dei Millennial si dichiara pienamente d\u2019accordo con questa affermazione, contro il 10% dei Baby Boomer.<\/p>\n\n\n\n<p>ISOLAMENTO SOCIALE E AZIENDALE \u2013 Il 66% delle persone intervistate, dichiarano di sentirsi isolati e con minore possibilit\u00e0 di interazione con i colleghi. Coloro che si sentono molto concordi con questa affermazione sono il 16% del campione, mentre chi si dichiara abbastanza d\u2019accordo sono il 50% degli appartenenti ai quattro cluster.&nbsp; La Generazione pi\u00f9 critica \u00e8 quella dei Millennial. Il 71% di essi si sente isolato nel lavoro da remoto. Di questi, il 23% si sente molto isolato e il 48% abbastanza isolato. La percentuale scende progressivamente con l\u2019et\u00e0: il 17% degli appartenenti alla Generazione Z si dichiara molto isolato, contro 14% della Generazione X e l\u201911% dei Baby Boomer.<\/p>\n\n\n\n<p>Analisi degli strumenti digitali a supporto dello smart working:<\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca ha anche analizzato la conoscenza e l\u2019adozione delle tecnologie abilitanti per il lavoro da remoto, mostrando una frattura evidente tra generazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Piattaforme per videoconferenze (es. Zoom, Microsoft Teams, Google Meet): analizzando i dati relativi al livello di conoscenza e\/o adozione delle piattaforme per videoconferenze, dalla ricerca risulta evidente come siano conosciute e utilizzate maggiormente dalle generazioni pi\u00f9 giovani rispetto a quelle pi\u00f9 adulte. \u00c8 infatti il 28% della Generazione Z ad utilizzarle regolarmente, contro il 22% dei Millennial, il 18% della Generazione X e solamente il 6% dei Baby Boomer. In quest\u2019ultimo cluster, otto Boomer su dieci non le usano o non le conoscono. La Generazione X, invece, mostra una conoscenza intermedia, ma non sempre ne fa un uso costante.<\/p>\n\n\n\n<p>Strumenti di collaborazione per i team (es. Asana, Trello, Office365): analizzando gli strumenti di collaborazione, emerge un trend simile a quello osservato per le piattaforme di videoconferenza, sebbene con livelli di conoscenza e di adozione generalmente pi\u00f9 bassi.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo un italiano su dieci ne fa un uso regolare e ben il 45% di essi dichiara di non conoscerli affatto. La Generazione Z guida l\u2019adozione con il 19% di utenti abituali, mentre i Boomer si fermano al 3%, i Millennial all11% e la Generazione X all\u20198%. Tra chi li conosce ma non li usa, spicca la Generazione X e i Millennial, che faticano a tradurre la familiarit\u00e0 in utilizzo effettivo.<\/p>\n\n\n\n<p>App per l\u2019organizzazione degli spazi aziendali (es. Place 4 You):&nbsp; queste app sono utilizzate regolarmente da meno di un italiano su venti. Il 70% dei Baby Boomers dichiara, infatti, di non conoscerle affatto, contro il 41% della Generazione Z, il 43% dei Millennial e il 49% della Generazione X, con percentuali di utilizzo regolare basse in tutte le fasce d\u2019et\u00e0, che vanno dal 7% della Generazione Z al 4% della Generazione X.<\/p>\n\n\n\n<p>Piattaforme per archiviazione e condivisione documenti (es. Google Drive, Dropbox):<\/p>\n\n\n\n<p>sono utilizzate dal 36% degli intervistati. La Generazione Z \u00e8 il cluster che utilizza maggiormente queste piattaforme (53%), seguita dai Millennial (44%), dalla Generazione X (37%) e dai Baby Boomer (18%) . Il 35% degli appartenenti alla Generazione X conosce queste piattaforme ma non le utilizza. Questo suggerisce che il problema non sia tanto la mancanza di familiarit\u00e0, quanto la scarsa abitudine a integrarle nelle attivit\u00e0 quotidiane. I Baby Boomer sono invece il gruppo meno coinvolto. Solo il 7% dei Baby Boomer usa regolarmente queste piattaforme, mentre il 52% non le conosce affatto. La ricerca conferma un divario generazionale non solo nella conoscenza degli strumenti digitali, ma anche nel loro uso concreto nel lavoro e nello studio. I giovani li integrano pi\u00f9 facilmente nella vita quotidiana, mentre gli adulti faticano ad adattarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Metodologia: La rilevazione dei dati \u00e8 stata effettuata dall\u2019Istituto Piepoli, che a marzo 2025 ha raccolto 1804 interviste con modalit\u00e0 CATI\/CAMI su un campione rappresentativo di cittadini italiani, suddivisi in 4 cluster: Generazione Z (18-28 anni), Millennial (29-44 anni), Generazione X (45-60 anni) e Baby Boomer (61-75 anni). In sede di analisi, il campione \u00e8 stato sottoposto ad un processo di ponderazione. Il sistema di ponderazione \u00e8 stato svolto per ricostruire in modo esatto e proporzionale le variabili sesso ed et\u00e0, area geografica e ampiezza dei centri a livello nazionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Osservatorio della Fondazione per la Sostenibilit\u00e0 Digitale \u2013 la prima Fondazione di ricerca riconosciuta in Italia dedicata ad approfondire i temi della sostenibilit\u00e0 digitale \u2013 presenta oggi i risultati della nuova ricerca \u201cSustainable Smart Working\u201d, che analizza in chiave generazionale il rapporto tra lavoro a distanza, sostenibilit\u00e0 e trasformazione digitale. 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