{"id":1000020634,"date":"2025-07-25T09:30:10","date_gmt":"2025-07-25T12:30:10","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020634"},"modified":"2025-07-25T09:30:12","modified_gmt":"2025-07-25T12:30:12","slug":"no-alla-plastica-sui-monti-ma-il-cai-difende-le-marmottone-colorate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020634","title":{"rendered":"\u00abNo alla plastica sui monti\u00bb. Ma il Cai difende le &#8216;marmottone&#8217; colorate"},"content":{"rendered":"\n<p>In montagna, sui sentieri, capita spesso di avvistare le marmotte: si fanno notare con il fischio che lancia l&#8217;allarme per la presenza di &#8216;intrusi&#8217; nei loro territori; poi, aguzzando la vista o magari con il binocolo, si possono da lontano vedere vicino alle loro tane. Ma da qualche giorno, tra Piemonte e Valle d&#8217;Aosta ci sono alcune marmotte molto, molto visibili: sono grandi, coloratissime e stanno ritte in piedi a due passi da alcuni rifugi. Le si possono ammirare da vicino: sono infatti opere d&#8217;arte. Le ha realizzate (23 esemplari) Cracking Art in collaborazione con il Museo di Scienze Naturali della Valle d&#8217;Aosta Efisio Noussan: alte un metro e 25 e dai colori vividi, \u00abperch\u00e9 l&#8217;intento non \u00e8 quello di realizzare copie della natura ma di creare un bestiario fantastico che sia rappresentativo del nostro tempo, prediligendo forme e colori che diano emozione e stimolino l&#8217;empatia\u00bb, spiegano da Cracking art. E c&#8217;\u00e8 chi ha pensato di portarle sui rifugi: al Coda e Rivetti nel Biellese, al Quintino Sella e al Vittorio Sella in Valle d&#8217;Aosta. Ma non a tutti sono piaciute: \u00e8 la plastica che invade i monti, \u00e8 stato obiettato. Polemiche che sorprendono il presidente del Cai di Biella, Andrea Formagnana: e non tanto per le opinioni diverse, \u00abben venga il confronto\u00bb, quanto per \u00abla superficialit\u00e0 di certe critiche. C&#8217;\u00e8 chi ha parlato di plastica abbandonata, chi ha tirato in ballo la &#8216;contaminazione&#8217; della montagna&#8230;Vorrei chiarire una volta per tutte: non stiamo lasciando rifiuti in vetta. Le opere della Cracking Art sono realizzate con plastica rigenerata, collocate solo nelle immediate vicinanze dei rifugi -aree gi\u00e0 antropizzate- o al loro interno. E soprattutto fanno parte di un&#8217;economia circolare: quando si deteriorano, vengono (portate a valle, ndr) rifuse e danno vita a nuove opere. Nulla viene sprecato\u00bb. L&#8217;idea di portare le marmottone colorate in montagna \u00abnasce da un ritrovamento straordinario: nel 2024, dal ghiacciaio del Lyskamm (Monte Rosa) \u00e8 emersa una marmotta conservata da oltre 6.000 anni. Una creatura che viene da un altro tempo e che oggi sembra volerci dire qualcosa. In quel momento ho pensato: e se fosse una viaggiatrice del tempo? Un&#8217;alleata venuta a ricordarci l&#8217;urgenza di affrontare i cambiamenti climatici?\u00bb, racconta Formagnana. \u00abLa suggestione della marmotta- continua- mi ha riportato alla mente la leggenda del Regno di Fanes, uno dei miti fondativi dei popoli ladini. Narra di un antico popolo alpino in alleanza con le marmotte, simbolo di umilt\u00e0 e socialit\u00e0. Quando i Fanes tradirono quell&#8217;alleanza per seguire un re arrogante, conobbero la rovina. Ma le marmotte salvarono i superstiti, nascondendoli nelle loro tane. Ancora oggi si dice che la notte del solstizio d&#8217;estate, la regina di Fanes attenda su una barca il ritorno del tempo della pace. \u00c8 una storia di alleanza spezzata e da ricostruire, proprio come oggi dobbiamo ricostruire il nostro rapporto con la natura\u00bb. E allora Formagnana ha voluto provare un \u00ablinguaggio nuovo per parlare di questi temi. E la Cracking Art, con i suoi animali colorati, ironici ma profondissimi nel messaggio, \u00e8 perfetta. Poi, coincidenza, anche loro erano stati ispirati dal ritrovamento del Lyskamm e avevano realizzato le marmotte\u00bb. Qualche mese fa c&#8217;\u00e8 stata \u00abuna bellissima installazione al castello di Saint Pierre\u00bb. Da l\u00ec \u00e8 nata la collaborazione per portare la &#8216;marmotta del tempo&#8217; nei rifugi, nell&#8217;ambito del progetto \u00abSoul of the Mountain\u00bb, iniziativa che coniuga cultura, ambiente, musica e spiritualit\u00e0 alpina\u00bb. Eccole quindi nei rifugi Coda e Rivetti nel Biellese, al Vittorio Sella e al Quintino Sella in Valle d&#8217;Aosta. \u00abE con i giovani talenti dell&#8217;Oropa Music Festival portiamo la grande musica classica\u00bb. Peraltro il rifugio Biella nelle Dolomiti sorge proprio nella conca dove, secondo la leggenda, nacque il Regno di Fanes. \u00ab\u00c8 come se un filo invisibile unisse tutto: la storia, la montagna, le marmotte, il nostro presente\u00bb. Cosa risponde a chi dice che cos\u00ec si \u00absnatura\u00bb la montagna? \u00abChe la montagna europea, come la conosciamo, \u00e8 frutto di un&#8217;antichissima alleanza tra uomo e natura. I pascoli, i terrazzamenti, i boschi curati: tutto questo \u00e8 opera dell&#8217;uomo. La vera wilderness esiste solo dalle quote glaciali. Oggi pi\u00f9 che mai la montagna ha bisogno dell&#8217;uomo: per prevenire gli incendi, gestire i versanti, mantenere la biodiversit\u00e0. E l&#8217;uomo ha bisogno della montagna: per l&#8217;acqua, l&#8217;aria, il silenzio. Le marmotte della Cracking Art rappresentano questa nuova alleanza, questa nuova consapevolezza\u00bb, risponde Formagnana . E poi \u00able opere parlano di rinascita, collaborazione e sostenibilit\u00e0. La marmotta emerge dal letargo con la primavera: \u00e8 un simbolo di speranza. Vive in colonia: ci insegna la forza della comunit\u00e0. E la figura della &#8216;sentinella&#8217;-quella che veglia sul gruppo- \u00e8 la nostra immagine di responsabilit\u00e0. Ecco, vorremmo che tutti ci sentissimo un po&#8217; sentinelle della montagna\u00bb. E quanto alle critiche sull&#8217;uso della plastica, la Cracking Art \u00abnasce proprio per riflettere sul paradosso della plastica\u00bb e \u00abrigenerare la plastica per farne arte significa togliere inquinamento e trasformarlo in messaggio. Le opere stesse entrano in un ciclo virtuoso: quando si deteriorano, vengono rifuse e ricreate, in un perfetto esempio di economia circolare. E poi, diciamolo: la plastica, se usata bene, ha rivoluzionato la medicina, l&#8217;igiene, la conservazione del cibo. Non si tratta di demonizzarla, ma di imparare a usarla con intelligenza. E noi lo abbiamo fatto\u00bb. Peraltro, fa notare il presidente del Cai di Biella la plastica \u00e8 nei \u00abcapi tecnici che indossiamo in montagna: alcuni, durante il lavaggio, rilasciano micro o nanoplastiche che finiscono nei fiumi e nella catena alimentare. Occorre pi\u00f9 attenzione e pi\u00f9 cultura ambientale. E le alternative esistono: nel Biellese, ad esempio, ci sono aziende pioniere che realizzano abbigliamento tecnico performante usando lana e fibre naturali, nel rispetto dell&#8217;ambiente. La consapevolezza si esercita anche nei piccoli gesti: quando facciamo la spesa, quando scegliamo cosa indossare, quando decidiamo come e dove acquistare. La sostenibilit\u00e0 comincia dalla nostra quotidianit\u00e0\u00bb. Infine, ma perch\u00e9 mettere una marmotta colorata accanto al busto di Quintino Sella? \u00abPerch\u00e9 anche Quintino, fondatore del Cai, sapeva guardare lontano. In una lettera ai colleghi senatori scrisse dell&#8217;importanza di portare il telegrafo anche nei villaggi pi\u00f9 remoti delle montagne. Credeva nella capacit\u00e0 dell&#8217;uomo di usare l&#8217;intelligenza per trovare soluzioni, correggere gli errori e convivere con le sfide. Ecco perch\u00e9 ho voluto quella foto: la marmotta della Cracking Art e il busto di Sella, uno di fronte all&#8217;altra. Come a dire: il futuro si costruisce anche cos\u00ec, con l&#8217;immaginazione, la scienza, la cultura e il rispetto\u00bb. Postilla: le marmottone non sono costate nulla al Cai Biella, \u00abgrazie alla generosa disponibilit\u00e0 del collettivo Cracking Art\u00bb. \u00abNon sar\u00e0 una marmotta a salvare il mondo. Ma forse ci aiuter\u00e0 a ricordare che \u00e8 tempo di cambiare passo\u00bb, conclude Formagnana.<\/p>\n\n\n\n<p>Mattia Cecchini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In montagna, sui sentieri, capita spesso di avvistare le marmotte: si fanno notare con il fischio che lancia l&#8217;allarme per la presenza di &#8216;intrusi&#8217; nei loro territori; poi, aguzzando la vista o magari con il binocolo, si possono da lontano vedere vicino alle loro tane. 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