{"id":1000020486,"date":"2025-07-21T12:44:30","date_gmt":"2025-07-21T15:44:30","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020486"},"modified":"2025-07-21T12:44:32","modified_gmt":"2025-07-21T15:44:32","slug":"il-sound-del-cosmo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020486","title":{"rendered":"Il sound del cosmo"},"content":{"rendered":"\n<p>Lo spazio tra le stelle e tra le galassie \u00e8 sostanzialmente vuoto. Quindi nel cosmo non ci sono rumori, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 un mezzo che possa trasmettere le onde sonore. Ma dagli oggetti celesti arrivano onde elettromagnetiche e altre informazioni, che vengono visualizzate con metodi diversi: spesso immagini (che per\u00f2 sono statiche) oppure tabelle e grafici, il pi\u00f9 delle volte incomprensibili a chi non sia del mestiere. Ecco allora che entra in gioco la sonificazione: in pratica, la traduzione di un certo insieme di dati in suoni, che siano percepibili dall&#8217;orecchio umano. \u00abIn fondo \u00e8 qualcosa che usiamo spesso anche nella nostra vita di tutti i giorni\u00bb, spiega Sandro Bardelli, astronomo all&#8217;Istituto Nazionale di Astrofisica-Osservatorio astronomico di Bologna. \u00abPensiamo per esempio al suono che emette il nostro smartphone quando arriva un messaggio, a un apparecchio medico che emette un segnale se c&#8217;\u00e8 un parametro fuori posto, oppure ai vari avvisi acustici che utilizzano i piloti di linea\u00bb. Uno dei settori della scienza in cui questa tecnica \u00e8 pi\u00f9 usata \u00e8 l&#8217;astronomia. \u00abQuando nel nostro mestiere disegniamo un grafico, confrontiamo una certa quantit\u00e0 fisica con un&#8217;altra: per esempio, lo spazio percorso in funzione del tempo. Possiamo fare anche un grafico a tre assi, per confrontare tre quantit\u00e0 insieme, ma gi\u00e0 cos\u00ec viene complicato. Se ci sono ancora pi\u00f9 variabili, e sono associate a tanti oggetti, \u00e8 impossibile rappresentarle. La sonificazione allora \u00e8 utile perch\u00e9 consente di mettere insieme tanti parametri diversi per moltissimi oggetti\u00bb. Pensando alla musica, un conto \u00e8 ascoltare un trio jazz, di cui si riescono a distinguere con chiarezza i singoli strumenti, un conto \u00e8 valutare nell&#8217;insieme un&#8217;orchestra con cento elementi. In astronomia esistono moltissimi esempi di sonificazioni. Uno dei pionieri moderni di questa tecnica \u00e8 il Chandra X-ray Observatory della Nasa. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class=\"jeg_video_container jeg_video_content\"><iframe title=\"Data Sonification: M16 (Eagle Nebula, &quot;Pillars of Creation&quot;) Multiwavelength\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ayAYDVvjs_E?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Dal 1999, questo telescopio spaziale osserva l&#8217;universo in raggi X, svelando i fenomeni pi\u00f9 violenti e caldi del cosmo: stelle che esplodono, buchi neri supermassicci che divorano materia e ammassi di galassie avvolti in gas a milioni di gradi. Anche la nostra stella, il Sole, ha una sua \u00abvoce\u00bb, e la sonda Solar Orbiter dell&#8217;Agenzia Spaziale Europea (ESA) ci ha permesso di ascoltarla. Il video qui sotto combina i dati raccolti negli ultimi 3 anni da due diversi strumenti. Le immagini della corona solare (l&#8217;atmosfera pi\u00f9 esterna del Sole), di colore giallo, sono state catturate dallo strumento Extreme Ultraviolet Imager (EUI). A queste immagini sono sovrapposti dei cerchi blu, che indicano la posizione e la forza dei brillamenti solari, come registrato dallo spettrometro a raggi X STIX. La dimensione di ogni cerchio \u00e8 proporzionale all&#8217;intensit\u00e0 del brillamento. L&#8217;audio che accompagna le immagini \u00e8 una sonificazione basata su due parametri. Il ronzio di fondo costante rappresenta la distanza della sonda dal Sole: dato che Solar Orbiter segue un&#8217;orbita ellittica, il ronzio si fa pi\u00f9 forte quando la sonda \u00e8 pi\u00f9 vicina al Sole e pi\u00f9 silenzioso quando si allontana. I brillamenti, invece, sono rappresentati da suoni metallici simili a dei \u00abclink\u00bb. L&#8217;acutezza di questi suoni corrisponde all&#8217;energia del brillamento: pi\u00f9 un brillamento \u00e8 potente, pi\u00f9 il suono \u00e8 acuto e definito. Anche il nuovo telescopio spaziale Webb si \u00e8 lanciato nelle sonificazioni, con una serie di audio di nebulose e galassie. Nel video qui sotto, per esempio, la sonificazione riguarda due diverse immagini della Nebulosa Anello del Sud (NGC 3132): una nel vicino infrarosso (a sinistra nel video) e una nel medio infrarosso (a destra). Al centro di questa nebulosa planetaria, due stelle orbitano l&#8217;una attorno all&#8217;altra: una stella \u00e8 pi\u00f9 debole ed \u00e8 alla fine della sua vita: per migliaia di anni ha espulso gli strati di gas e polvere che oggi formano la nebulosa; l&#8217;altra stella, pi\u00f9 grande e luminosa, ha \u00abrimescolato\u00bb e modellato queste espulsioni con la sua forza di gravit\u00e0. Grazie a questa traduzione musicale \u00e8 possibile \u00abascoltare\u00bb e distinguere chiaramente le due stelle e i gusci di materiale che le circondano, percependo come appaiono diversi nei due tipi di luce infrarossa. Sempre la Nasa ha sonificato le onde radio emesse da Saturno e raccolte dalla sonda Cassini durante la sua missione. Queste emissioni sono strettamente collegate alle spettacolari aurore che si formano vicino ai poli del pianeta, un fenomeno molto simile alle aurore boreali e australi che ammiriamo sulla Terra. Sandro Bardelli si \u00e8 dedicato a sonificare il cosmo grazie a un lavoro iniziato tra il 2003 e il 2005, che prevedeva l&#8217;osservazione di galassie situate nella costellazione australe del Sestante. \u00abCon il Very Large Telescope, in Cile, avevo partecipato a una serie di misure di distanza di galassie, circa 70.000, per stabilire come variasse al loro interno il tasso di formazione stellare. Infatti, pi\u00f9 osservi lontano pi\u00f9 vai indietro nel tempo, e vedi quindi come cambia la formazione stellare in diverse epoche del passato. Per la sonificazione, delle 70.000 galassie osservate ne abbiamo selezionate circa 8.000, in modo che fossero omogenee come luminosit\u00e0 assoluta, cio\u00e8 come luce emessa. Poi, per ciascuna di esse, abbiamo associato l&#8217;altezza del suono alla massa, l&#8217;intensit\u00e0 alla luminosit\u00e0, la durata e il timbro al tasso di formazione stellare e con lo stereo, il dolby surround, abbiamo dato l&#8217;idea delle coordinate, cio\u00e8 della posizione delle galassie nel cielo. A quel punto siamo andati indietro nel tempo. Ogni secondo sono 4,5 milioni di anni, fino ad arrivare al limite dei nostri dati, che \u00e8 a 7,5 miliardi di anni fa: passiamo dall&#8217;oggi a un&#8217;epoca in cui la formazione stellare era molto pi\u00f9 elevata. A noi ricercatori, ascoltare questi suoni fa capire subito qual \u00e8 il parametro che varia di pi\u00f9, che ha pi\u00f9 picchi ecc.\u00bb. La sonificazione, creata da Sandro Bardelli, Giorgio Presti, del dipartimento di informatica musicale dell&#8217;Universit\u00e0 Statale di Milano, e dai sound artist Claudia Ferretti e Maurizio Rinaldi \u00e8 per\u00f2 diventata molto di pi\u00f9: \u00e8 uscita dai laboratori e si \u00e8 trasformata in uno spettacolo che unisce la scienza e l&#8217;arte chiamato SoniCosmos. Con la collaborazione di Stefano Mazzanti, light designer, \u00e8 ora anche un&#8217; installazione artistica presentata a vari festival di arti performative. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class=\"jeg_video_container jeg_video_content\"><iframe title=\"See and hear three years of solar fireworks\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/XYXAdXf5gWU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Che la sonificazione sia comunque pi\u00f9 di un gioco intellettuale o artistico, lo dimostra un documento del 2023 dell&#8217;Unoosa (l&#8217;Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello spazio extraatmosferico) dove si sottolinea come essa sia uno strumento efficace per la ricerca, la divulgazione scientifica e l&#8217;inclusivit\u00e0. \u00abLa sonificazione dei dati a noi ricercatori serve per avere un&#8217;impressione immediata dell&#8217;insieme dei dati, perch\u00e9 possiamo ascoltare contemporaneamente, per esempio, tutte le galassie del nostro campione con le loro singole caratteristiche \u00bb, spiega Bardelli. \u00abMa \u00e8 anche un formidabile strumento di inclusivit\u00e0, per le persone ipovedenti o non vedenti. Se uno di loro vuole leggere un articolo di giornale pu\u00f2 infatti usare qualche software che traduca le parole scritte in parole udibili. Ma un grafico o una figura come posso raccontarglieli? La sonificazione me lo permette\u00bb. Questa metodologia di trattare i dati si adatta molto bene anche ad altre discipline scientifiche. Per esempio, gli eventi sismici prodotti dalle eruzioni del vulcano Kilauea, alle Hawaii, sono stati sonificati da Leif Karlstrom (Universit\u00e0 dell&#8217;Oregon a Eugene) e colleghi per dieci anni, fino ad arrivare al collasso del cratere verificatosi nel 2018. I terremoti avvenuti in Islanda dal 2013 al 2023 hanno trovato la loro esemplificazione sonora grazie a Cyril Kaplan e Vlastimil Koudelka, due psicologi, rispettivamente dell&#8217;Universit\u00e0 Karlova e dell&#8217;Istituto di salute mentale della Repubblica Ceca, che hanno sottolineato come la sonificazione, accompagnata da un video, fornisca un&#8217;esperienza multisensoriale forte e ci consenta di \u00abpercepire\u00bb i dati in modo pi\u00f9 profondo. E ancora, se l&#8217;aumento della CO2 nell&#8217;atmosfera per molti \u00e8 un concetto astratto, sentire con le proprie orecchie come sia variato questo parametro e, in parallelo, come si sia alzata la temperatura media del Pianeta fa davvero paura. Il cambiamento climatico degli ultimi cinquant&#8217;anni \u00e8, letteralmente, assordante.\u00a0\u00a0\u00abQuesto modo di fruire i dati scientifici\u00bb, rimarca Sandro Bardelli, \u00abha un impatto forte, molto emozionale sul grande pubblico. Quando parlo di riscaldamento globale alcuni mi guardano con sufficienza. Ma quando faccio ascoltare loro i dati sonificati ne sono terrorizzati, perch\u00e9 capiscono quanto questo cambiamento, da qualche decennio, sia velocissimo\u00bb. Con tutte le proprie potenzialit\u00e0, la sonificazione, quando viene presentata a un pubblico generale, necessita di una spiegazione. \u00abLa prima cosa da chiarire\u00bb, specifica Bardelli, \u00ab\u00e8 che la gente pensa di sentire il suono, per esempio, delle galassie. Non \u00e8 cos\u00ec. Noi raccogliamo diversi tipi di dati e li trasformiamo in suoni: l&#8217;universo, o la natura, ci danno le informazioni e noi costruiamo lo strumento per farle sentire. E la scelta dei suoni e dei timbri che usiamo \u00e8&#8230; arbitraria. La seconda cosa \u00e8 che se ho un dato che aumenta in modo continuo devo usare un suono che aumenta allo stesso modo. Quindi non posso usare una scala musicale. \u00c8 per questo che non si parla di musica, ma di suono\u00bb. Il suono dell&#8217;universo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<a href=\"https:\/\/youtu.be\/ayAYDVvjs_E?si=I6e2V6pE7qrwKQnQ\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Data Sonification: M16 (Eagle Nebula, \u00abPillars of Creation\u00bb) Multiwavelength<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ayAYDVvjs_E?si=I6e2V6pE7qrwKQnQ\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/XYXAdXf5gWU?si=XUCnzA83hf-mDmF2n\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\">See and hear three years of solar fireworks<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/XYXAdXf5gWU?si=XUCnzA83hf-mDmF2n\" rel=\"noreferrer noopener\" target=\"_blank\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo spazio tra le stelle e tra le galassie \u00e8 sostanzialmente vuoto. 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