{"id":1000020447,"date":"2025-07-19T10:43:11","date_gmt":"2025-07-19T13:43:11","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020447"},"modified":"2025-07-19T10:43:13","modified_gmt":"2025-07-19T13:43:13","slug":"lenea-ha-brevettato-dei-nuovi-marcatori-per-la-diagnosi-precoce-dellalzheimer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020447","title":{"rendered":"L&#8217;Enea ha brevettato dei nuovi marcatori per la diagnosi precoce dell&#8217;Alzheimer"},"content":{"rendered":"\n<p>Un approccio non invasivo di ultima generazione per diagnosticare precocemente la malattia di Alzheimer, migliorando la gestione della patologia e la qualit\u00e0 di vita dei pazienti. \u00c8 quanto \u00e8 stato brevettato dal Laboratorio di Biotecnologie RED dell&#8217;ENEA nell&#8217;ambito del Piano Nazionale della Ricerca 2021-2027. Il prossimo passo sar\u00e0 quello di sviluppare un test non invasivo e a basso costo. La ricerca ha identificato nelle feci nuovi biomarcatori capaci di fornire una diagnosi precoce e una prognosi pi\u00f9 adeguata, utilizzando un approccio multidisciplinare della biologia molecolare e avvalendosi di un modello che riproduce le fasi della malattia osservate nell&#8217;uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 ormai ampiamente dimostrata l&#8217;esistenza di una stretta relazione tra la composizione del microbiota intestinale e lo sviluppo di patologie neurodegenerative, incluso l&#8217;Alzheimer. In particolare, stati di disbiosi intestinale (Squilibrio nella composizione e nel funzionamento del microbiota intestinale, cio\u00e8 la \u00abflora batterica\u00bb che vive nell&#8217;intestino) sono stati associati ad un aumento del rischio di sviluppare la malattia\u00bb, spiega la referente del team ENEA Roberta Vitali, ricercatrice del Laboratorio di Biotecnologie RED. \u00abPartendo dall&#8217;ipotesi che le alterazioni del microbiota possano tradursi in modificazioni molecolari rilevabili nel campione fecale- prosegue- abbiamo proposto le feci come matrice per lo screening di biomarcatori per l&#8217;Alzheimer. La nostra ipotesi \u00e8 stata che specifici microRNA (Piccoli frammenti di RNA non codificante, solitamente lunghi circa 20-22 nucleotidi, che svolgono un ruolo cruciale nella regolazione dell&#8217;espressione genica) e proteine presenti nelle feci possano fungere da marcatori di malattia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il panel delle molecole identificate \u00e8 stato brevettato e una selezione dei microRNA e delle proteine identificate \u00e8 stata validata su campioni fecali nei diversi stadi della patologia. I risultati hanno confermato che tali molecole sono modulate in specifiche fasi della patologia o in correlazione alla sua progressione, costituendo quindi promettenti biomarcatori per diagnosi e prognosi. \u00abL&#8217;analisi di questi biomarcatori fecali nella matrice ottenuta da pazienti porr\u00e0 le basi per sviluppare metodi sostenibili diagnostici e ripetibili nel tempo, di offrire una diagnosi precoce pi\u00f9 accessibile aumentando l&#8217;efficacia delle eventuali terapie, di ridurre i costi rispetto ai metodi invasivi come il prelievo di liquido cerebrospinale e contribuir\u00e0 in modo significativo al controllo di questa patologia ad alto impatto socio-sanitario\u00bb, conclude Vitali.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Alzheimer \u00e8 la forma pi\u00f9 comune di demenza senile e rappresenta una crescente emergenza sanitaria globale. In Italia colpisce circa il 5% degli over 60 e, secondo il Rapporto Mondiale Alzheimer 2015, nel mondo si contano oltre 46,8 milioni di persone affette da una forma di demenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Marisa Biagiotti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un approccio non invasivo di ultima generazione per diagnosticare precocemente la malattia di Alzheimer, migliorando la gestione della patologia e la qualit\u00e0 di vita dei pazienti. \u00c8 quanto \u00e8 stato brevettato dal Laboratorio di Biotecnologie RED dell&#8217;ENEA nell&#8217;ambito del Piano Nazionale della Ricerca 2021-2027. 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