{"id":1000020403,"date":"2025-07-17T08:36:29","date_gmt":"2025-07-17T11:36:29","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020403"},"modified":"2025-07-17T08:36:30","modified_gmt":"2025-07-17T11:36:30","slug":"quanto-rapidamente-stai-invecchiando-lo-rivelano-le-scansioni-cerebrali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020403","title":{"rendered":"Quanto rapidamente stai invecchiando? Lo rivelano le scansioni cerebrali"},"content":{"rendered":"\n<p>Un nuovo sistema che legge come cambiano nel tempo caratteristiche chiave del cervello pu\u00f2 dirci quanto rapidamente stiamo invecchiando, e quanto velocemente peggiorano le nostre funzioni cognitive. Il metodo, descritto su Nature Aging, si basa sull&#8217;analisi delle scansioni cerebrali ottenute con la risonanza magnetica, e sembra poter fornire indicazioni su chi \u00e8 pi\u00f9 a rischio di sviluppare forme di demenza. L&#8217;et\u00e0 anagrafica non \u00e8 sempre indicativa dell&#8217;invecchiamento biologico, che \u00e8 influenzato da fattori come la genetica, le condizioni ambientali e le malattie di cui si soffre. Per misurare l&#8217;et\u00e0 biologica sono stati sviluppati nel tempo diversi test basati su vari biomarcatori, molecole specifiche rintracciabili nel sangue. Ma Ethan Whitman, scienziato esperto di invecchiamento cerebrale della Duke University di Durham, North Carolina, ha provato a creare un metodo per monitorare con maggiore precisione l&#8217;invecchiamento del cervello e metterlo in relazione con l&#8217;invecchiamento dell&#8217;organismo in generale. Lo scienziato e i colleghi hanno attinto ai dati di uno studio su oltre un migliaio di persone nate a Dunedin, in Nuova Zelanda, tra il 1972 e il 1973, e sottoposte periodicamente nell&#8217;arco di due decenni, dai 26 ai 45 anni, a valutazioni sull&#8217;invecchiamento attraverso la misura di 19 biomarcatori (cardiovascolari, metabolici, renali, immunitari, dentali e di funzionalit\u00e0 polmonare). Le valutazioni pi\u00f9 recenti includevano scansioni cerebrali. I ricercatori hanno dato in pasto a un algoritmo 860 scansioni cerebrali e gli hanno chiesto di rintracciare correlazioni tra i dati delle risonanze magnetiche cerebrali e il ritmo di invecchiamento dedotto da tutti gli altri biomarcatori studiati (invecchiamento cardiovascolare, metabolico e immunitario). Nelle scansioni sono stati analizzati parametri come lo spessore della corteccia cerebrale, lo strato pi\u00f9 recente ed evoluto del cervello deputato a funzioni cognitive come parlare o memorizzare, e il volume di materia grigia (il tessuto costituito da corpi di neuroni) che essa conteneva. Il risultato \u00e8 stato un nuovo orologio dell&#8217;invecchiamento: i punteggi che indicavano un invecchiamento pi\u00f9 rapido (cos\u00ec come emergeva dalle scansioni cerebrali) erano in effetti correlati a un rischio pi\u00f9 alto di future malattie croniche e morte. Gli scienziati hanno testato il loro nuovo strumento anche sui dati di oltre 42.500 soggetti del database UK Biobank e oltre 1700 scansioni cerebrali di pazienti dell&#8217;Alzheimer&#8217;s Disease Neuroimaging Initiative. In quest&#8217;ultimo gruppo, i pazienti che &#8211; in base al nuovo orologio basato sulle scansioni cerebrali &#8211; registravano un pi\u00f9 rapido invecchiamento, correvano un rischio maggiore di ricevere una diagnosi di demenza nei 16 anni successivi. Il metodo \u00e8 ancora troppo acerbo per poter essere utilizzato in ambito clinico e andr\u00e0 prima calibrato su molte popolazioni e persone di et\u00e0 diverse. Ma potrebbe essere usato a scopo di ricerca: tra i prossimi obiettivi del team c&#8217;\u00e8 per esempio capire se condizioni come la schizofrenia o i disturbi del sonno siano associate a ritmi di invecchiamento del cervello pi\u00f9 rapidi.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nuovo sistema che legge come cambiano nel tempo caratteristiche chiave del cervello pu\u00f2 dirci quanto rapidamente stiamo invecchiando, e quanto velocemente peggiorano le nostre funzioni cognitive. 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