{"id":1000020287,"date":"2025-07-15T10:50:17","date_gmt":"2025-07-15T13:50:17","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020287"},"modified":"2025-07-15T10:50:19","modified_gmt":"2025-07-15T13:50:19","slug":"gli-scarti-agricoli-possono-diventare-i-vestiti-del-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020287","title":{"rendered":"Gli scarti agricoli possono diventare i vestiti del futuro"},"content":{"rendered":"\n<p>Attualmente i tessuti a base di cellulosa sono prodotti principalmente a partire dal legno, ma uno studio guidato da ricercatori della Chalmers University of Technology, in Svezia, indica la possibilit\u00e0 di utilizzare gli scarti agricoli di grano e avena. Il metodo \u00e8 pi\u00f9 semplice e richiede meno sostanze chimiche rispetto alla produzione di cellulosa di origine forestale e pu\u00f2 aumentare il valore dei prodotti agricoli di scarto, di cui la Svezia \u00e8 ricca. La produzione di capi d&#8217;abbigliamento in cotone, che consuma molta acqua, ha un forte impatto sul clima. Ecco perch\u00e9 negli ultimi anni la cellulosa ricavata da altre materie prime \u00e8 stata presa in considerazione come metodo di produzione tessile pi\u00f9 intelligente dal punto di vista delle risorse. Finora gli sforzi si sono concentrati sulla cellulosa ricavata dal legno.&nbsp;&nbsp;I ricercatori hanno testato la pula d&#8217;avena, la paglia di grano, la polpa di patate e la polpa di barbabietola da zucchero. La pula d&#8217;avena e la paglia di grano si sono rivelate le migliori per sviluppare una polpa, chiamata polpa di dissoluzione, che viene utilizzata per produrre abbigliamento. \u00abQuesto \u00e8 un passo importante verso la possibilit\u00e0 di creare tessuti da prodotti di scarto invece di usare il cotone, che non \u00e8 rispettoso del clima, o il legno, un materiale che vogliamo usare per tante cose ma che dobbiamo anche preservare a beneficio del clima\u00bb afferma Diana Bernin, professore assistente presso il Dipartimento di Chimica e Ingegneria Chimica di Chalmers e ricercatore senior dello studio. Il team ha utilizzato la pasta di soda come parte del processo. Ci\u00f2 significa che la materia prima viene bollita nella soda, il che rende la produzione pi\u00f9 sostenibile. \u00abLa soda non contiene tossine o sostanze che hanno un impatto sulla natura. La soda non funziona, per\u00f2, per le fibre di legno, quindi la produzione di pasta tessile dalla paglia di grano e dalla pula d&#8217;avena richiede meno sostanze chimiche rispetto alla produzione di cellulosa di origine forestale. \u00c8 anche una procedura pi\u00f9 semplice, in parte perch\u00e9 non richiede lavorazioni come la cippatura e la scortecciatura\u00bb spiega la ricercatrice. Secondo Bernin, \u00e8 probabile che molti altri prodotti agricoli di scarto possano essere utilizzati per la produzione di tessuti con il metodo sviluppato dal suo team. L&#8217;autrice principale dello studio \u00e8 Joanna Wojtasz, ex postdoc presso Chalmers e ora ricercatrice presso la societ\u00e0 di innovazione Tree To Textile, che \u00e8 uno dei partner del progetto e afferma: \u00abLo studio dimostra che i rifiuti agricoli hanno un grande potenziale. Non dovremmo trascurare l&#8217;opportunit\u00e0 di utilizzare questo tipo di flussi di cellulosa per il nostro abbigliamento futuro\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Attualmente i tessuti a base di cellulosa sono prodotti principalmente a partire dal legno, ma uno studio guidato da ricercatori della Chalmers University of Technology, in Svezia, indica la possibilit\u00e0 di utilizzare gli scarti agricoli di grano e avena. 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