{"id":1000020263,"date":"2025-07-14T21:15:09","date_gmt":"2025-07-15T00:15:09","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020263"},"modified":"2025-07-14T21:15:11","modified_gmt":"2025-07-15T00:15:11","slug":"le-domus-de-janas-diventano-patrimonio-dellumanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020263","title":{"rendered":"Le &#8216;domus de janas&#8217; diventano Patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>Le \u00abdomus de janas\u00bb sono il 61esimo sito italiano iscritto nella lista del Patrimonio mondiale, confermando il primato dell&#8217;Italia quale nazione con il maggior numero di siti Unesco al mondo. Il Comitato del Patrimonio Mondiale, riunito a Parigi nella sua 47\u00b0 sessione, ha infatti deciso oggi l&#8217;iscrizione delle \u00abTradizioni funerarie nella Preistoria della Sardegna: le domus de janas\u00bb, riconoscendo l&#8217;Eccezionale Valore Universale delle \u00abdomus de janas\u00bb o \u00abcase delle fate\u00bb, tombe scavate nella roccia che testimoniano le pratiche funerarie, le credenze religiose e l&#8217;evoluzione sociale delle comunit\u00e0 neolitiche sarde. Caratterizzate da articolati sistemi planimetrici e decorazioni simboliche, rappresentano la pi\u00f9 estesa manifestazione di architettura funeraria ipogea del Mediterraneo occidentale. Il sito seriale \u00e8 formato da una serie di componenti individuate su tutta l&#8217;area dell&#8217;isola, in particolare nella parte centro-settentrionale, spesso raggruppate in necropoli verosimilmente associate a insediamenti e villaggi oltre che a luoghi di culto. L&#8217;origine di queste tombe preistoriche a camera della Sardegna risale al Neolitico Medio I (V millennio a.C.). Studi recenti hanno dimostrato il loro utilizzo e la continua escavazione durante i periodi successivi, fino all&#8217;alba della civilt\u00e0 nuragica, includendo il riutilizzo o la ristrutturazione di tombe preesistenti.La candidatura, promossa dall&#8217;Associazione CeSIM Sardegna e dalla Rete dei Comuni delle domus de janas, con il Comune di Alghero come capofila, si basa sul criterio III della Convenzione del 1972 e fa riferimento alla testimonianza unica ed eccezionale di una tradizione culturale scomparsa, legata al culto dei morti e alle credenze sull&#8217;aldil\u00e0 sviluppate dalle comunit\u00e0 preistoriche dell&#8217;isola tra il V e il III millennio a.C. Attraverso la variet\u00e0 architettonica, la complessit\u00e0 decorativa e l&#8217;evoluzione planimetrica vengono documentati da queste tombe ipogee \u2013 come nessun altro sito nel Mediterraneo \u2013 l&#8217;organizzazione sociale, i rituali e la concezione spirituale delle pi\u00f9 antiche comunit\u00e0 insediate sull&#8217;isola, mostrando al tempo stesso continuit\u00e0 e trasformazioni culturali fino all&#8217;inizio dell&#8217;Et\u00e0 del Bronzo. Il percorso di candidatura, coordinato dall&#8217;Ufficio Unesco del Ministero della Cultura, con la collaborazione degli Uffici territoriali (Segretariato regionale, Soprintendenze di Cagliari e Sassari, Direzione regionale Musei), ha coinvolto un ampio numero di soggetti sul territorio, tra cui i Comuni. La Regione Sardegna ha sostenuto la candidatura anche per l&#8217;aspetto finanziario. Il risultato \u00e8 stato conseguito grazie all&#8217;azione sinergica del Ministero della Cultura, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e della Rappresentanza Permanente d&#8217;Italia presso l&#8217;Unesco. Il successo della candidatura rappresenta l&#8217;ennesima conferma dell&#8217;apprezzamento dell&#8217;Organizzazione Internazionale per il lavoro svolto dal governo italiano per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale della nazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria Anzalone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le \u00abdomus de janas\u00bb sono il 61esimo sito italiano iscritto nella lista del Patrimonio mondiale, confermando il primato dell&#8217;Italia quale nazione con il maggior numero di siti Unesco al mondo. 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