{"id":1000020251,"date":"2025-07-14T20:18:48","date_gmt":"2025-07-14T23:18:48","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020251"},"modified":"2025-07-14T20:18:50","modified_gmt":"2025-07-14T23:18:50","slug":"i-campioni-raccolti-sul-lato-nascosto-della-luna-rivelano-quattro-importanti-scoperte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020251","title":{"rendered":"I campioni raccolti sul lato nascosto della Luna rivelano quattro importanti scoperte"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;emisfero visibile e quello invisibile della Luna mostrano delle discrepanze sorprendenti: alcune caratteristiche \u2013 come la topografia, la crosta e la storia vulcanica \u2013 sono cos\u00ec divergenti che finora hanno lasciato perplessi gli scienziati. La missione cinese Chang&#8217;e 6, partita il 3 maggio 2024, ha rivoluzionato tutto ci\u00f2 che sapevamo sulla Luna: oltre 1.935\u202fgrammi di materiali sono stati prelevati dal bacino Polo Sud Aitken (SPA) nella faccia nascosta, atterrando sulla Terra il 25 giugno dello stesso anno. SPA \u00e8 la pi\u00f9 vasta e antica struttura d&#8217;impatto lunare (2.500\u202fkm di diametro) e risale a circa 4,25 miliardi di anni fa. Finora l&#8217;effetto di quell&#8217;impatto \u2013 paragonabile a mille miliardi di bombe atomiche \u2013 sullo sviluppo termico e geologico della Luna restava uno dei grandi enigmi della planetologia . Nei 12 mesi successivi all&#8217;arrivo dei nuovi campioni, i ricercatori del Chinese Academy of Sciences (IGG, NAOC), dell&#8217;Universit\u00e0 di Nanchino hanno realizzato una serie di ricerche pubblicate su Nature, svelando quattro sorprendenti scoperte sulla storia geologica del lato nascosto della Luna. Innanzitutto i campioni hanno rivelato che l&#8217;attivit\u00e0 vulcanica \u00e8 estesa nel tempo: sono state individuate due principali fasi vulcaniche principali sul lato oscuro, una risale a 4,2 miliardi di anni fa e l&#8217;altra a 2,8 miliardi, il che dimostra che l&#8217;attivit\u00e0 dur\u00f2 almeno 1,4 miliardi di anni \u2013 pi\u00f9 a lungo di quanto ipotizzato finora. Un altro fenomeno individuato \u00e8 quello del campo magnetico fluttuante. Grazie ad analisi \u00abpaleomagnetiche\u00bb sui frammenti basaltici \u00e8 stato scoperto un sorprendente \u00abrimbalzo\u00bb del campo magnetico lunare circa 2,8 miliardi di anni fa, suggerendo una dinamo interna che si riattiv\u00f2 episodicamente e svan\u00ec gradualmente. Ora, poich\u00e9 il nulceo della Luna \u00e8 quasi completamente raffreddato il magnetismo \u00e8 svanito a differenza di quello terrestre che \u00e8 ancora molto caldo e offre al nostro Pianeta un notevole campo magnetico. Le analisi paleomagnetiche studiano il magnetismo \u00abfossile\u00bb presente nelle rocce. In pratica, quando una roccia si forma (soprattutto quelle vulcaniche), alcuni suoi minerali si allineano con il campo magnetico del pianeta in quel momento, come fossero piccoli aghi di bussole. Analizzando questi allineamenti, gli scienziati possono ricostruire la storia del campo magnetico di un corpo celeste (come la Luna o la Terra), anche risalendo a miliardi di anni fa. Inoltre le analisi hanno rivelato che il mantello del lato nascosto contiene meno acqua rispetto a quello del lato visibile, confermando una distribuzione non uniforme di elementi volatili all&#8217;interno del nostro satellite. Per \u00abelementi volatili\u00bb si intendono sostanze chimiche che tendono a evaporare facilmente o a rimanere in forma gassosa a basse temperature. Nella geologia planetaria, questi includono: acqua (H\u2082O), anidride carbonica (CO\u2082), zolfo (S), fluoro (F), cloro (Cl), idrogeno (H) e gas nobili come elio o argon. Questi elementi sono importanti perch\u00e9 influenzano la formazione delle rocce, l&#8217;attivit\u00e0 vulcanica, l&#8217;evoluzione dell&#8217;atmosfera (dove presente) e la storia termica di un corpo celeste. Infine i basalti analizzati mostrano prove di una fonte del mantello fortemente impoverita, sottolineando il ruolo centrale degli impatti nel modellare le profondit\u00e0 lunari. Un mantello impoverito \u00e8 una porzione del mantello (la parte della Luna o della Terra sotto la crosta) che ha perso alcuni dei suoi elementi chimici originari, in particolare quelli che tendono a concentrarsi nel magma, come elementi rari della terra (REE), titanio (Ti), alluminio (Al) e altri elementi cosiddetti \u00abincompatibili\u00bb (cio\u00e8 che preferiscono stare nel magma piuttosto che nei cristalli solidi). L&#8217;impoverimento si verifica quando il mantello subisce una fusione parziale: parte del materiale si fonde e forma magma, che poi risale e si solidifica in superficie come roccia vulcanica. Quello che rimane sotto, dopo l&#8217;estrazione del magma, \u00e8 il mantello \u00abimpoverito\u00bb, cio\u00e8 privo di una parte dei suoi elementi pi\u00f9 fertili. Queste scoperte non riguardano solo la storia della faccia nascosta della Luna, ma rappresentano un passo cruciale nella comprensione della formazione e dell&#8217;evoluzione dei pianeti interi. Rivelano l&#8217;importanza degli impatti cataclismici, l&#8217;evoluzione interna del nostro satellite e le differenze strutturali tra gli emisferi lunari. La missione Chang&#8217;e 6 dunque, si afferma come una pietra miliare nell&#8217;esplorazione lunare.<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi Bignami<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;emisfero visibile e quello invisibile della Luna mostrano delle discrepanze sorprendenti: alcune caratteristiche \u2013 come la topografia, la crosta e la storia vulcanica \u2013 sono cos\u00ec divergenti che finora hanno lasciato perplessi gli scienziati. 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