{"id":1000020201,"date":"2025-07-13T10:12:04","date_gmt":"2025-07-13T13:12:04","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020201"},"modified":"2025-07-13T10:12:06","modified_gmt":"2025-07-13T13:12:06","slug":"bosnia-la-memoria-e-la-pace-ritorno-a-srebrenica-30-anni-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020201","title":{"rendered":"Bosnia, la memoria e la pace. Ritorno a Srebrenica 30 anni dopo"},"content":{"rendered":"\n<p>Cinquanta persone, 25 cristiane e 25 musulmane, insieme in pellegrinaggio a Mostar, Sarajevo e Srebrenica, in Bosnia Erzegovina. Un&#8217;iniziativa promossa dalla federazione degli organismi del volontariato Focsiv, per commemorare un trentennale. \u00abTra l&#8217;11 e il 17 luglio del 1995 8mila persone a Srebrenica, in Bosnia, vengono radunate, passate per le armi e gettate in fosse comuni dall&#8217;esercito serbo-bosniaco di Ratko Mladic\u00bb ricorda Marco Calvetto, presidente dell&#8217;ong Ipsia. \u00abFu il primo genocidio in Europa dopo la Seconda guerra mondiale; fu una delle pi\u00f9 grandi sconfitte dalla comunit\u00e0 internazionale, che non riusc\u00ec a intervenire interrompendo quello che stava accadendo in Jugoslavia da quattro anni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ipsia \u00e8 l&#8217;acronimo di Istituto pace sviluppo innovazione Acli. Il tema, 30 anni dopo Srebrenica, \u00e8 come costruire il futuro. Secondo Calvetto, \u00abper proseguire un percorso di riconciliazione, che resta comunque lungo e tortuoso, oggi \u00e8 necessario favorire una crescita economica che garantisca un presente di opportunit\u00e0 per le persone\u00bb. Fondamentale anche, in questa prospettiva, secondo il presidente di Ipsia, \u00abla nascita di organizzazioni democratiche che sappiano andare oltre la mera proposta etno-nazionalista\u00bb. Ci sono poi l&#8217;elaborazione del lutto, il ricordo, la presa di coscienza di ciascuno e di tutti. \u00abOggi le memorie vengono nascoste\u00bb denuncia Calvetto. \u00abSe si vuole immaginare un futuro lo si pu\u00f2 fare solo nella misura in cui si sappia dare il giusto spazio alla memoria storica: penso all&#8217;impegno delle organizzazioni: bisogna tornare a parlare di Srebrenica, di Bosnia Erzegovina, e tornare in qualche modo in quei posti, ascoltare, vedere\u00bb. Il pellegrinaggio promosso da Focsiv \u00e8 in programma dal 22 al 28 ottobre. Sono previste tappe a Srebrenica ma anche a Mostar e a Sarajevo<\/p>\n\n\n\n<p>MATTARELLA: \u00abEMBLEMA ORRORI INDICIBILI DEI NAZIONALISMI\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il 30\u00b0 anniversario del genocidio di Srebrenica, ha rilasciato la seguente dichiarazione: \u00abCommemoriamo oggi il trentesimo anniversario del genocidio di Srebrenica. Una tragedia che, a dispetto delle migliori speranze, fu emblematica degli orrori indicibili in cui poteva sprofondare nuovamente l&#8217;Europa, sulla scorta di azioni che riprendevano l&#8217;orrendo vessillo della \u00abpulizia etnica\u00bb sotto il pretesto di affermazioni nazionalistiche, in un&#8217;area \u2013 i Balcani \u2013 caratterizzata da sempre dall&#8217;essere crogiolo di incontro e convivenza tra i popoli e le culture. Gli anni trascorsi da quella terribile strage non attenuano l&#8217;urlo di dolore delle vittime, che continua a risuonare attraverso le testimonianze dei familiari che sono loro sopravvissuti. La coscienza della comunit\u00e0 internazionale non \u00e8 uscita indenne da quegli eventi che hanno lasciato in eredit\u00e0 la consapevolezza che esiste una responsabilit\u00e0 collettiva, che invoca l&#8217;intervento e la condanna dei popoli. Una triste lezione che, al pari di altre, alimenta il dovere condiviso di prevenire e combattere simili atrocit\u00e0 e condannare con fermezza qualsiasi tentativo di riduzionismo o negazionismo. Lottare contro la diffusione di sentimenti d&#8217;odio \u00e8 responsabilit\u00e0 di ciascuno e di ogni Paese. Attribuire disonore e infamia a intere popolazioni sarebbe errato: al contrario, si tratta di perseguire in ogni sede, a partire da quelle dei tribunali internazionali, una rigorosa e puntuale giustizia che sia terreno fertile per la riconciliazione e per un presente e un futuro di pace e fratellanza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Continua il messaggio: \u00ab\u00c8 questo lo spirito con cui il 23 maggio 2024, l&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha voluto proclamare l&#8217;11 luglio &#8216;Giornata internazionale di riflessione e commemorazione del genocidio di Srebrenica&#8217;, per richiamare tutti a questo dovere, onorare le vittime e, preservando il ricordo di quegli avvenimenti luttuosi, iscrivere per sempre nella memoria dell&#8217;umanit\u00e0 quel giorno funesto. L&#8217;orizzonte europeo, in cui si iscrivono le aspirazioni dei popoli dei Balcani, rappresenta i valori di libert\u00e0, democrazia e uguaglianza di diritti che sono alla base del pacifico vivere comune tra i diversi popoli, nel rispetto delle loro specificit\u00e0. Principi che hanno ispirato i padri fondatori del progetto europeo e che restano profondamente attuali per impedire che tragedie come il genocidio di Srebrenica tornino ad affliggere il nostro continente. Le comunit\u00e0 dei popoli dell&#8217;area \u2013 Bosnia ed Erzegovina fra queste \u2013 stanno faticosamente realizzando percorsi di superamento dei tragici lasciti del passato per consolidare legami di fiducia reciproca attraverso una convinta adesione al progetto europeo. La triste stagione dei nazionalismi, foriera dei peggiori lutti del XX secolo, sia definitivamente consegnata alla storia. Sarajevo sa di poter contare in questo percorso sul pieno sostegno della Repubblica Italiana e sul sentimento di grande amicizia che unisce i nostri popoli\u00bb, conclude Mattarella.<\/p>\n\n\n\n<p>Marta Tartarini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cinquanta persone, 25 cristiane e 25 musulmane, insieme in pellegrinaggio a Mostar, Sarajevo e Srebrenica, in Bosnia Erzegovina. 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