{"id":1000020014,"date":"2025-07-07T15:38:59","date_gmt":"2025-07-07T18:38:59","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020014"},"modified":"2025-07-07T15:39:01","modified_gmt":"2025-07-07T18:39:01","slug":"panatta-avrei-potuto-vincere-di-piu-ma-sarei-stato-piu-felice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000020014","title":{"rendered":"Panatta: \u00abAvrei potuto vincere di pi\u00f9. Ma sarei stato pi\u00f9 felice?\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Panatta dice che \u00ab\u00e8 quello che dicono tutti\u00bb: avrebbe potuto vincere molto di pi\u00f9. \u00abMa sarei stato pi\u00f9 felice?\u00bb, si chiede intervistato dal Corriere della Sera. Non c&#8217;\u00e8 risposta. Anzi s\u00ec: la risposta \u00e8 nei mille aneddoti di una storia lunghissima \u2013 \u00abiconica\u00bb si direbbe adesso facendolo probabilmente arrabbiare un po&#8217; \u2013 che ripercorre nella chiacchierata con Aldo Cazzullo. Parla dei suoi compagni di viaggio, grandissimi personaggi oggi irripetibili. A cominciare da Nicola Pietrangeli: \u00abVoglio molto bene a Nicola. E gli mando un forte abbraccio per la perdita del figlio. In campo erano incontri duri, due finali degli Assoluti al quinto set, ma fuori eravamo amici. Il mio primo viaggio in America coincise con il suo ultimo anno di tennis, a Hollywood mi portava a giocare il doppio a casa di Anthony Queen, sul Sunset Boulevard&#8230; Il problema con Nicola \u00e8 che dovevo difenderlo da se stesso. Perch\u00e9 \u00e8 polemico. \u00c8 sempre il pi\u00f9 bravo di tutti, a tennis ma pure a calcio, ha avuto pi\u00f9 di mille donne&#8230; Eppure voglio davvero molto bene a Nicola\u00bb. Lo \u00abcacciarono\u00bb da capitano della mitica Davis che vinse in Cile \u00abperch\u00e9 non lo sopportava pi\u00f9 nessuno. I miei tre compagni. Belardinelli. Il presidente federale Galgani. Lo difendevo soltanto io. Ma Nicola a volte era indifendibile, con il suo atteggiamento da Marchese del Grillo: io so&#8217; io, e voi&#8230;\u00bb. Ora dicono che sia geloso di Sinner: \u00abMa no, dai. Nicola non \u00e8 geloso; vive in un mondo suo. \u00c8 un uomo straordinario. Ma \u00e8 sempre stato cos\u00ec. Una volta disse a Gianni Rivera: \u00abTu sei stato molto fortunato\u00bb. E perch\u00e9, chiese Rivera. \u00abPerch\u00e9 se anzich\u00e9 a tennis giocavo a calcio, diventavo pi\u00f9 forte di te\u00bb rispose Nicola, serissimo. Rivera lo guardava come un matto\u00bb. Panatta ricorda quel \u00abvecchio fascista\u00bb di Belardinelli, che era anche un grande scommettitore: \u00abCi portava in gita a Napoli. Prima a puntare sui cavalli ad Agnano, poi sui cani. Belardinelli era il massimo esperto vivente delle corse di cani. Ma non voleva che noi ragazzi finissimo nelle grinfie degli allibratori, filibustieri che lui conosceva benissimo. Belardinelli raccoglieva le nostre puntate. Se azzeccava il cavallo o il cane vincente, divideva tra noi la vincita. Se perdevamo, ci restituiva i soldi\u00bb. E poi: \u00abTorben Urlich, il danese, era un hippie, con la barba, i capelli lunghi, la fascia in testa, grande amico di Gianni Clerici. Il pi\u00f9 aristocratico era Arthur Ashe. Molto severo. Nastase lo chiamava Negrone. Oggi lo arresterebbero\u00bb. Nastase a me mi chiamava Maccarone. Sapeva che sono superstizioso. Ci incontriamo in doppio al Roland Garros, io con Bertolucci, lui con Jos\u00e9-Luis Clerc, l&#8217;argentino. Faccio per battere, alzo lo sguardo, e lo vedo con un gatto nero in braccio. Nastase si era procurato un gatto nero e l&#8217;aveva portato in campo. Al Roland Garros. Guillermo Vilas lo prendevamo in giro tutti. Era davvero convinto di essere un grande poeta, tipo Neruda. Un po&#8217; come Pietrangeli, che pensava di essere pi\u00f9 forte di Rivera. Cos\u00ec cominciavamo al mattino a declamargli i suoi versi, a colazione. Solo che Nastase li recitava pure in campo, per farlo arrabbiare\u00bb. Villaggio e Tognazzi gli fecero perdere il torneo di Montecarlo. \u00abEro in semifinale con Vilas. Paolo e Ugo mi dissero: stasera ti raggiungiamo per cena e domani andiamo a vederti. Dissi: no, stasera non venite, domani ho Vilas. \u00abDai Adriano, massimo alle nove siamo l\u00ec\u00bb. Arrivarono alle undici e mezza. Tognazzi si ubriac\u00f2, vomit\u00f2 nei giardini dell&#8217;hotel de Paris, gli tenevo la fronte, lo portai a casa, facemmo l&#8217;alba. Il giorno dopo Vilas mi diede 6-2, 6-2. A ogni cambio di campo sputavo dal campo a Paolo Villaggio e a Ugo Tognazzi\u00bb. Borg. \u00abUn matto calmo. Il contrario di me; infatti siamo sempre andati d&#8217;accordo. Io volevo sempre giocare con Borg, perch\u00e9 pensavo di vincere sempre. Aveva un gioco che si adattava al mio. Detestavo gli avversari che mi prendevano la rete. Borg invece non mi attaccava mai, io sceglievo la palla giusta per scendere a rete, oppure lo chiamavo avanti con una smorzata. L&#8217;ho battuto sei volte, ho perso dieci, ma sempre di misura\u00bb. E Connors. \u00abUno stronzo. Molto antipatico. Sgradevole. Fuori dal campo diceva battute che non facevano ridere. In campo si comportava male. Non ha mai abbracciato nessuno in tutta la sua carriera, tranne me, alla fine di un epico match al quinto set agli Us Open\u00bb. \u00abFederer \u00e8 il tennis. Gli ho visto fare cose che so che non si possono fare; ma lui le faceva\u00bb. Nadal \u00abquando conquist\u00f2 il ventunesimo Slam, in Australia, rimontando Medvedev al quinto set, mi sono commosso. Un giocatore pazzesco, a livello fisico e mentale. Come si fa a vincere 14 volte il Roland Garros? Pare uno scherzo. Ma l&#8217;episodio che racconta meglio Nadal non \u00e8 una vittoria. Aveva perso contro Djokovic. Una delle sue rarissime sconfitte a Parigi. Era stanco, sudato, morto dentro. Carico di racchette. Incazzato come un toro. Lo incrociai negli spogliatoi. Avrei voluto smaterializzarmi. E sa cosa fece Nadal, anzich\u00e9 mandarmi a quel paese, come avrebbe fatto chiunque? Mi cedette il passo: \u00abPrego, Adriano\u00bb. Questo significa avere tenuta. Avere forza morale. Aver avuto una buona educazione\u00bb. Alcaraz \u00abha punte pi\u00f9 alte, ma Sinner \u00e8 pi\u00f9 costante. Un caterpillar: quasi imbattibile. Ha un gioco \u2014 non voglio sembrare irriverente \u2014 schematico, molto elementare, basato su fondamentali ottimi, meglio il rovescio del dritto. Si muove benissimo per la sua statura. \u00c8 molto basico. L&#8217;altro pu\u00f2 fare cose che non ti aspetti. Tipo il super tie break di Parigi: dopo 5 ore e mezza, una cosa da fenomeno. Ora cominciano a conoscersi meglio. Diventeranno i nuovi Federer e Nadal: giocheranno tante finali, una volta vincer\u00e0 l&#8217;uno, una volta l&#8217;altro. Finora ha vinto di pi\u00f9 Alcaraz\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Panatta dice che \u00ab\u00e8 quello che dicono tutti\u00bb: avrebbe potuto vincere molto di pi\u00f9. \u00abMa sarei stato pi\u00f9 felice?\u00bb, si chiede intervistato dal Corriere della Sera. Non c&#8217;\u00e8 risposta. Anzi s\u00ec: la risposta \u00e8 nei mille aneddoti di una storia lunghissima \u2013 \u00abiconica\u00bb si direbbe adesso facendolo probabilmente arrabbiare un po&#8217; \u2013 che ripercorre nella [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000020015,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[169],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000020014","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-deportes"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Imagoeconomica_1251071-2-1024x684-1.jpg?fit=1024%2C684&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000020014","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000020014"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000020014\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000020016,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000020014\/revisions\/1000020016"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000020015"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000020014"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000020014"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000020014"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}