{"id":1000019937,"date":"2025-07-06T20:10:04","date_gmt":"2025-07-06T23:10:04","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019937"},"modified":"2025-07-06T20:10:05","modified_gmt":"2025-07-06T23:10:05","slug":"palestina-non-solo-con-le-bombe-si-uccide-un-popolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019937","title":{"rendered":"Palestina, non solo con le bombe si uccide un popolo"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;impoverimento della popolazione ha raggiunto livelli record. Sia nella Striscia di Gaza che in Cisgiordania ogni attivit\u00e0 economica \u00e8 scomparsa e la lotta \u00e8 per un &#8216;tozzo di pane&#8217;<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 una guerra ulteriore a quella dei razzi, dei droni e delle bombe che si combatte quotidianamente in Palestina ed \u00e8 quella fondata sul progressivo impoverimento della popolazione palestinese. Se Gaza praticamente non esiste pi\u00f9 e il 90 per cento della sua popolazione \u00e8 stata costretta a una migrazione interna forzata, in tutta la Striscia ogni attivit\u00e0 economica \u00e8 praticamente scomparsa. La lotta quotidiana oggi nella Striscia di Gaza \u00e8 per la ricerca di un tozzo di pane. Anche la situazione in Cisgiordania \u00e8 parimenti drammatica per la diffusa mancanza di soldi con cui acquistare cibo e generi di prima necessit\u00e0.&nbsp;&nbsp;L&#8217;Organizzazione internazionale del lavoro (l&#8217;Agenzia specializzata delle Nazioni Unite sui temi del lavoro e della politica sociale) ha diffuso nei giorni scorsi un rapporto che, nell&#8217;oggettivit\u00e0 dei dati riferiti, mostra tutta la drammaticit\u00e0 della situazione attuale. Dopo il 7 ottobre 2023 tutti i permessi di lavoro per l&#8217;ingresso in Israele, con le sole eccezioni di personale sanitario e insegnanti, sono stati cancellati, e il tasso di disoccupazione nella sola West Bank \u00e8 salito al 35 per cento della popolazione attiva. Gi\u00e0 da anni Israele perseguiva una politica di sostituzione del lavoro palestinese in Israele con quello degli immigrati provenienti per lo pi\u00f9 dal sud-est asiatico. Adesso, con le restrizioni imposte dopo il 7 ottobre, \u00e8 diventato praticamente impossibile varcare il muro di separazione per lavorare in Israele. Edilizia e agricoltura i settori dove il lavoro palestinese transfrontaliero era particolarmente diffuso. Gli stessi imprenditori israeliani hanno lamentato le conseguenze che il divieto di transito dei lavoratori palestinese ha procurato alle loro aziende: blocco dei cantieri per mesi e difficolt\u00e0 a completare i raccolti stagionali di prodotti agricoli. Dei 155.000 posti di lavoro persi in Palestina dal 7 ottobre 2023, circa 140.000 sono quelli transfrontalieri in Israele. Il totale del monte salari andato perso ammonta a circa 3 miliardi di dollari. Il prodotto interno lordo nei territori occupati sarebbe sceso nell&#8217;ultimo anno del 27 per cento arrivando ai livelli di sedici anni fa. In Palestina, dove \u00e8 in circolazione la moneta israeliana, lo shekel, la spirale inflattiva conseguente alla guerra ha contribuito all&#8217;impoverimento diffuso. Le previsioni per l&#8217;anno in corso sono, nella migliore delle ipotesi, di stagnazione, ma se la guerra a Gaza dovesse continuare \u00e8 ipotizzabile un&#8217;ulteriore contrazione del pil del 5 per cento. Il triste bilancio del 2024 ha visto in Cisgiordania ben 503 palestinesi uccisi e 3.147 feriti. Numeri che, di fronte alla carneficina di Gaza, sono passati in secondo piano. La spesa pubblica gestita dall&#8217;Autorit\u00e0 palestinese (Anp) di Ramallah non pu\u00f2 certo sospingere investimenti produttivi che creino nuovi posti di lavoro perch\u00e9 le sue entrate fiscali si sono ridotte enormemente, sia perch\u00e9 il calo drammatico del Pil ha comportato la riduzione del gettito fiscale, sia perch\u00e9 Israele ha unilateralmente ridotto notevolmente la restituzione del gettito fiscale all&#8217;Autorit\u00e0 nazionale palestinese. Israele ha giustificato i tagli con l&#8217;intenzione di non voler pagare pi\u00f9 gli stipendi agli impiegati pubblici di Gaza e tantomeno le compensazioni dovute ai familiari dei \u00abmartiri\u00bb uccisi in guerra. Il risultato \u00e8 che oggi l&#8217;Anp riceve dal fisco israeliano un ritorno di 4,4 miliardi di shekel, insufficienti a pagare gi\u00e0 soltanto tutti gli stipendi pubblici che ammontano a 6,1 miliardi. Gaza, al tempo degli Accordi di Oslo, rappresentava il 36 per cento del prodotto interno lordo della Palestina, un dato che era crollato al 13 per cento gi\u00e0 prima del 7 ottobre e che ora praticamente \u00e8 vicino allo 0. Il pil pro capite oggi in Palestina si attesta a 2,087 dollari.&nbsp;&nbsp;A Gaza il disastro, oltre che economico, \u00e8 finanziario: manca denaro contante. Per riuscire a comprare quel poco che \u00e8 disponibile, o per riuscire a scappare, ci si indebita dando a garanzia le macerie delle proprie case. I tassi usurari arrivano anche al 30 per cento. Le restrizioni imposte da Israele al mercato del lavoro nei territori occupati della Cisgiordania variano molto a seconda dell&#8217;area presa in considerazione: pi\u00f9 lievi nelle zone A e B, assai pi\u00f9 severe nella zona C, che \u00e8 anche quella pi\u00f9 minacciata dai settlers. Uno studio della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo afferma che, se queste restrizioni fossero tolte, il portafoglio delle famiglie palestinesi potrebbe arricchirsi fino a 4,4 miliardi di dollari all&#8217;anno. La situazione dei palestinesi a Gerusalemme Est non \u00e8 meno grave. Le due attivit\u00e0 principali della citt\u00e0 (in particolare della Citt\u00e0 Vecchia), cio\u00e8 commercio e turismo, sono in caduta libera. L&#8217;anno scorso le presenze alberghiere hanno contato non pi\u00f9 del 9 per cento di quelle delle stagioni precedenti l&#8217;inizio della guerra. Ovviamente in prima fila le case di accoglienza dei pellegrini cristiani. La famosa Casa Nova dei francescani \u00e8 chiusa (tranne poche settimane a Pasqua) da ventuno mesi oramai. Si stima che circa l&#8217;80 per cento delle aziende commerciali della Citt\u00e0 Vecchia siano fallite dall&#8217;ottobre 2023. Tutti i dati riportati \u2014 avverte l&#8217;Organizzazione internazionale del lavoro \u2014 non tengono per\u00f2 conto del diffuso fenomeno, specie in agricoltura e costruzioni, del lavoro \u00abin nero\u00bb svolto da palestinesi che non hanno il permesso di ingresso in Israele Scrive il noto mediatore e pacifista israeliano Gershon Baskin: \u00abChe ci siano i due stati o&nbsp;&nbsp;si realizzi l&#8217;annessione, i palestinesi rimarranno sempre i vicini di Israele. E Israele non ha alcun interesse a mantenere il vicino palestinese in uno stato di povert\u00e0. Con i necessari controlli di sicurezza certo, ma occorre consentire ai lavoratori palestinesi di tornare a lavorare in Israele.&nbsp;&nbsp;In realt\u00e0 tenere lontani dal lavoro e disoccupati i palestinesi costituisce per la sicurezza di Israele un pericolo assai pi\u00f9 grave che lasciarli entrare a lavorare\u00bb. Parole di buon senso su cui prevalgono oggi le tendenze discriminatorie. Non solo con le bombe, anche cos\u00ec si uccide un popolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Roberto Cetera<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;impoverimento della popolazione ha raggiunto livelli record. 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