{"id":1000019934,"date":"2025-07-06T20:04:52","date_gmt":"2025-07-06T23:04:52","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019934"},"modified":"2025-07-06T20:04:54","modified_gmt":"2025-07-06T23:04:54","slug":"uganda-i-progetti-di-christian-blind-mission-italia-per-dare-un-futuro-ai-piu-piccoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019934","title":{"rendered":"Uganda, i progetti di Christian blind mission Italia per dare un futuro ai pi\u00f9 piccoli"},"content":{"rendered":"\n<p>Passi avanti verso una realt\u00e0 in cui tutti possano ricevere cure necessarie, godere dei propri diritti ed esprimere appieno il potenziale di cui dispongono. E insieme emozioni, incontri, nuove idee. \u00c8 la missione che Cbm Italia (Christian blind mission) ha appena compiuto in Uganda: nel Paese africano, l&#8217;organizzazione internazionale &#8211; che promuove salute, educazione, lavoro e diritti delle persone con disabilit\u00e0 &#8211; porta avanti diversi progetti, tra cui quello al Ruharo mission hospital di Mbarara, nella parte occidentale dell&#8217;Uganda, dove vengono curati i bambini con retinoblastoma, una forma tumorale maligna degli occhi che pu\u00f2 manifestarsi in et\u00e0 pediatrica e che, se non diagnosticata in tempo, porta alla perdita della vista. Nei casi pi\u00f9 gravi, anche alla morte. A visitare la struttura a fine maggio sono stati il direttore di Cbm Italia, Massimo Maggio, alcuni colleghi e l&#8217;ambasciatrice della fondazione, Filippa Lagerb\u00e4ck. Ne hanno parlato ieri a Roma, a palazzo Valentini, all&#8217;incontro \u00abRacconti di viaggio dall&#8217;Uganda a Roma\u00bb. In Uganda, come in altri Paesi africani e non solo, \u00abil retinoblastoma \u00e8 difficilmente diagnosticabile\u00bb, spiega Massimo Maggio in una conversazione con i media. \u00abLe persone nei villaggi non riescono ancora a capire che, se un bambino ha una macchia bianca sull&#8217;occhio, pu\u00f2 avere questo problema. Se in Italia il tasso di mortalit\u00e0 \u00e8 ormai a zero, in Africa \u00e8 attorno al 40%. Vuol dire che quattro bambini su dieci purtroppo non ce la fanno, proprio perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 una prevenzione che poi permette di intervenire. Quindi &#8211; riferisce &#8211; operiamo, interveniamo con la chemioterapia, la crioterapia e al contempo cerchiamo di fare un lavoro di sensibilizzazione nei villaggi\u00bb. L&#8217;approccio \u00ab\u00e8 quello della \u00ablocalizzazione\u00bb: lavoriamo &#8211; chiarisce il direttore di Cbm Italia &#8211; con partner locali, dando modo a loro di crescere, ma anche alla comunit\u00e0, alla societ\u00e0 locale, alla nazione. Consiste anche nel fare molta formazione a tanti medici che poi restano a prestare servizio nel loro Paese. Ma \u00e8 pure altro: stiamo per esempio costruendo un optical workshop, un laboratorio ottico per dare occhiali alle persone che non possono comprarli\u00bb. All&#8217;incontro a palazzo Valentini, introdotto da Mariano Angelucci, presidente della Commissione capitolina che si occupa delle relazioni internazionali, e Lea Barzani, responsabile delle relazioni esterne di Cbm Italia, scorrono le immagini del viaggio nelle strutture al centro dei progetti di Cbm Italia: la sofferenza nei volti e nei racconti di piccoli pazienti e genitori, s&#8217;intreccia con la vivacit\u00e0 dei colori, dei sorrisi, dei canti. Al Ruharo mission hospital \u00e8 stata inaugurata una nuova area giochi dedicata ai bambini ricoverati, nata con l&#8217;obiettivo di alleviare la degenza. Il direttore dell&#8217;organizzazione racconta come in una precedente visita si fosse reso conto che \u00abi bambini, costretti a rimanere in ospedale anche per 7-8 mesi assieme ai loro genitori &#8211; i quali dormono per terra, accanto alle culle, perch\u00e9 non ci sono letti a disposizione per gli adulti &#8211; non avevano uno spazio coperto dove poter stare, magari in caso di pioggia\u00bb. Eppure \u00abquei piccoli sono prima di tutto bambini e poi pazienti! Abbiamo quindi lanciato l&#8217;idea \u2013 prosegue &#8211; con un amico, un diacono di Milano, Umberto Castelli, che purtroppo nell&#8217;arco di pochissimi mesi ci ha lasciato per una terribile malattia. In sua memoria, i parenti, gli amici, le persone a lui vicine si sono unite e hanno raccolto fondi per realizzare l&#8217;area giochi, che ora \u00e8 dedicata a Umberto\u00bb. In un Paese teatro di diversi conflitti, tra fine anni Settanta e Novanta del secolo scorso, e fortemente provato dalla \u00abtempesta\u00bb &#8211; cos\u00ec la definisce Maggio &#8211; del covid-19, come pure da tante epidemie, prima tra tutte l&#8217;ebola, la missione di Cbm Italia ha toccato anche altre zone dell&#8217;Uganda. Alla periferia della capitale Kampala, sorge il Corsu hospital di Entebbe, eccellenza nella chirurgia ortopedica e nella riabilitazione. \u00abL&#8217;abbiamo fondato 15 anni fa e ora \u00e8 l&#8217;ospedale ortopedico pediatrico di riferimento non solo per l&#8217;Uganda ma per tutta l&#8217;Africa subsahariana. \u00c8 nato col \u00absogno\u00bb di creare una clinica per la riabilitazione fisica, soprattutto dei bambini che si ammalano di una malattia che si chiama osteomielite, un&#8217;infezione delle ossa. Ecco, noi interveniamo, ridando un futuro a questi bambini e, insieme, alle loro famiglie\u00bb. A circa 9 ore di macchina, si trova un altro centro, quello di Rwamwanja, dove sorge un grande campo profughi: l\u00ec ammassate vivono oltre 100.000 persone, provengono principalmente da Repubblica Democratica del Congo e Rwanda, ma anche da altre aree limitrofe. All&#8217;interno di tale realt\u00e0 si \u00e8 creata un&#8217;ulteriore comunit\u00e0, quella degli albini, affetti dalla rara malattia genetica che comporta la mancanza di pigmentazione della melanina nei capelli, nella pelle e negli occhi: sono spesso oggetto di credenze e superstizioni che ne favoriscono l&#8217;emarginazione sociale e provocano stigmatizzazioni e violenze. \u00abSono prigionieri della loro pelle\u00bb, ha testimoniato in videocollegamento Filippa Lagerb\u00e4ck. Ma a loro fianco, in collaborazione con l&#8217;associazione Albinism Umbrella, c&#8217;\u00e8 appunto Cbm Italia, che l\u00ec promuove la difesa dei diritti e l&#8217;inclusione sociale delle persone albine, anche attraverso l&#8217;apertura di un laboratorio per la produzione di creme solari. Dell&#8217;impegno di Cbm Italia, che non \u00e8 \u00ab\u00bbsolo\u00bb quello di fornire cure ma anche dare accoglienza e speranza\u00bb, ci tiene a precisare il direttore, danno testimonianza proprio i destinatari della missione dell&#8217;organizzazione. I ragazzi come Tahiah, che ha 16 anni e ha perso entrambi gli occhi: dopo un lungo percorso, adesso pu\u00f2 studiare. \u00abVuole diventare avvocato e difendere principalmente i diritti delle persone\u00bb, riporta Chiara Rho, referente per le grandi donazioni di Cbm Italia. O come Hope, una bambina che a Massimo Maggio aveva confidato il suo pi\u00f9 grande desiderio, quello di poter vedere. Oggi \u00abci \u00e8 riuscita\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Giada Aquilino<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Passi avanti verso una realt\u00e0 in cui tutti possano ricevere cure necessarie, godere dei propri diritti ed esprimere appieno il potenziale di cui dispongono. 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