{"id":1000019711,"date":"2025-06-30T11:34:13","date_gmt":"2025-06-30T14:34:13","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019711"},"modified":"2025-06-30T11:34:15","modified_gmt":"2025-06-30T14:34:15","slug":"xenotrapianti-nuovi-dettagli-sulla-risposta-immunitaria-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019711","title":{"rendered":"Xenotrapianti: nuovi dettagli sulla risposta immunitaria umana"},"content":{"rendered":"\n<p>Un&#8217;attenta osservazione dell&#8217;accoglienza riservata dal sistema immunitario umano a un rene di maiale ha prodotto un notevole passo avanti nella conoscenza dei meccanismi di rigetto, il principale ostacolo alla pratica degli xenotrapianti. Gli xenotrapianti sono trapianti di organi, tessuti o cellule da animali all&#8217;uomo e sono spesso indicati come possibile soluzione alla carenza di organi da trapianto. Sulla compatibilit\u00e0 degli organi (di maiale, e geneticamente modificati per essere meglio tollerati dall&#8217;uomo) con il corpo dei riceventi, per\u00f2, c&#8217;\u00e8 ancora molta strada da fare. Un gruppo di scienziati dell&#8217;Istituto per i Trapianti e la Rigenerazione di Organi di Parigi e dell&#8217;Istituto per i Trapianti della New York University Langone ha studiato con tecniche all&#8217;avanguardia di imaging molecolare le interazioni tra le cellule immunitarie umane e il tessuto di un rene di maiale, per cogliere i primi segnali di rigetto \u00abin diretta\u00bb. Le cellule immunitarie umane sono parse diffuse in ogni parte del sistema di filtraggio del rene di maiale. In particolare, i macrofagi (i globuli bianchi \u00abspazzini\u00bb, che inglobano e neutralizzano gli agenti patogeni) e le cellule mieloidi (cellule del midollo osseo che danno origine a globuli bianchi, globuli rossi e piastrine) sembrano essere le principali cellule mediatrici delle reazioni di rigetto. Queste sono iniziate attorno al decimo giorno ma hanno raggiunto un picco al 33esimo: cominciano presto e si sviluppano in modo progressivo, come suggerito da precedenti osservazioni. Un&#8217;informazione importante per individuare la finestra di tempo in cui intervenire con terapie antirigetto. Infatti, quando gli scienziati hanno introdotto terapie mirate sulle cellule immunitarie presenti, e sin dai primi segni molecolari di rigetto, questi segnali si sono indeboliti. Questo progresso, insieme alle migliori conoscenze su dove interagiscono le cellule dell&#8217;organo e quelle umane, aiuter\u00e0 a raffinare le terapie per migliorare la tolleranza del corpo umano agli organi da xenotrapianti. Lo studio arriva mentre cresce l&#8217;attesa per i risultati della prima sperimentazione clinica sugli xenotrapianti di reni di maiali, che sar\u00e0 effettuata negli Stati Uniti inizialmente su 6 persone e poi, se i risultati saranno incoraggianti, su 44.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un&#8217;attenta osservazione dell&#8217;accoglienza riservata dal sistema immunitario umano a un rene di maiale ha prodotto un notevole passo avanti nella conoscenza dei meccanismi di rigetto, il principale ostacolo alla pratica degli xenotrapianti. 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