{"id":1000019651,"date":"2025-06-29T13:05:21","date_gmt":"2025-06-29T16:05:21","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019651"},"modified":"2025-06-29T13:05:22","modified_gmt":"2025-06-29T16:05:22","slug":"le-parole-del-papa-sul-disarmo-e-limpegno-quotidiano-per-la-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019651","title":{"rendered":"Le parole del Papa sul disarmo e l&#8217;impegno quotidiano per la pace"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abCome si pu\u00f2 continuare a tradire i desideri di pace dei popoli con le false propagande del riarmo, nella vana illusione che la supremazia risolva i problemi anzich\u00e9 alimentare odio e vendetta?\u00bb: Papa Leone XIV, durante l&#8217;udienza alla Roaco, ha usato parole durissime per condannare la guerra. E lo ha fatto non solo rivolgendosi all&#8217;Ucraina, alla \u00absituazione tragica e disumana di Gaza\u00bb e al Medio Oriente, \u00abdevastato dal dilagare della guerra\u00bb, bens\u00ec parlando a un intero sistema politico che rischia di restare impigliato in quelli che il pontefice ha definito \u00abi tentacoli del potere\u00bb. La cronaca lo dimostra. Poche ore prima del discorso di Papa Leone XIV, i Paesi Nato riuniti a L&#8217;Aja avevano approvato una decisione storica: un aumento delle spese per la difesa al 5 per cento del pil. Poi, la scorsa notte si \u00e8 riunito il Consiglio europeo, diviso sulla condanna a Israele o sull&#8217;adesione dell&#8217;Ucraina all&#8217;Ue, unito invece verso un obiettivo: trovare i soldi da investire sulla difesa. Come se la risposta alle minacce geopolitiche e al disimpegno americano possa essere solo militare, mentre le strade impegnative del dialogo e del compromesso sembrano in secondo piano. Perch\u00e9? \u00abCi troviamo di fronte a un cambio di paradigma che sta favorendo una regressione collettiva delle relazioni internazionali \u2013 commenta ai media vaticani Fabrizio Battistelli, professore onorario di sociologia all&#8217;universit\u00e0 La Sapienza di Roma e presidente dell&#8217;associazione Archivio Disarmo \u2013 questo fenomeno va avanti almeno dal 2001 e si alimenta oggi attraverso una serie di traumi che a loro volta favoriscono risposte aggressive tipiche delle grandi potenze\u00bb. Quello attualmente in corso viene definito dal professor Battistelli \u00abil paradosso della sicurezza: esiste un rapporto antagonistico tra la sicurezza dell&#8217;uno rispetto alla sicurezza dell&#8217;altro. Per massimizzare la propria sicurezza, uno Stato o un gruppo di Stati finisce per indebolire la sicurezza degli altri attori internazionali, che per\u00f2 vivono questo rafforzamento come una minaccia. Ci\u00f2 non fa altro che sperperare un bagaglio politico e diplomatico sul quale si aveva lavorato per decenni\u00bb. Il cambiamento d&#8217;epoca di cui parlava Papa Francesco si compie proprio qui: nel passaggio dall&#8217;epoca delle grandi democrazie all&#8217;epoca delle grandi potenze. Dove, riprendendo le parole di Papa Leone alla Roaco, \u00abla forza del diritto internazionale e del diritto umanitario non sembra pi\u00f9 obbligare, sostituita dal presunto diritto di obbligare gli altri con la forza\u00bb. Un paradosso, se si pensa che oggi non si parla pi\u00f9 di bipolarismo, in cui il centro del mondo erano Usa e Urss, bens\u00ec di multipolarismo, dove il centro del mondo \u00e8 il mondo. In questo senso, osserva don Renato Sacco, consigliere nazionale di Pax Christi, \u00abci\u00f2 per cui sono davvero indignato \u00e8 che si usa il mondo non per cercare delle soluzioni, sedendosi attorno a un tavolo, mettendosi nei panni dell&#8217;altro e ascoltandosi a vicenda, bens\u00ec per indicare come unica strada quella della guerra e, come dice Papa Leone, dei mercanti di morte. Papa Francesco definiva la corsa agli armamenti una follia. E lo faceva nel 2022, quando si diceva di aumentare al due per cento la spesa del pil dedicata alla difesa. Oggi, dopo soli tre anni, siamo gi\u00e0 al cinque!\u00bb. L&#8217;aspetto che per\u00f2 pi\u00f9 colpisce don Renato Sacco \u00e8 antropologico: \u00abI nostri decisori sono convinti che questa sia l&#8217;unica soluzione. E la comunicano al popolo come se niente fosse, persino sorridendo. La storia non ha insegnato nulla. Io, dal 1998 in poi, sono stato in Iraq tante volte. Ho vissuto le due guerre del Golfo, la prima con le drammatiche conseguenze dell&#8217;embargo e la seconda alimentata dalla disinformazione secondo cui Bagdad disponeva di un&#8217;arma micidiale. Non mi stupisce che ieri Papa Leone XIV abbia fatto riferimento alla gente che muore a causa di fake news. Le immagini che vediamo oggi dal mondo sono le stesse se non peggiori, perch\u00e9 la tecnologia ha fatto passi da gigante. Aveva ragione San Giovanni Paolo II: la guerra \u00e8 un&#8217;avventura senza ritorno\u00bb. E, di fronte a questa minaccia, diviene ancor pi\u00f9 complesso il ruolo del cristiano. \u00abCosa possiamo fare?\u00bb si \u00e8 domandato e ha domandato Papa Leone XIV, esortando \u00aba valutare le cause di questi conflitti, a verificare quelle vere e a cercare di superarle\u00bb, richiamando la necessit\u00e0 di armarsi di preghiera e di ascolto, di \u00abimitare Cristo che ha vinto il male amando dalla croce\u00bb. Il professor Battistelli le definisce \u00abparole fortissime, che noi dobbiamo difendere e fare in modo che non siano liquidate rispetto ai discorsi, ben diversi, dei grandi della terra. Dobbiamo portarle nelle scuole e nelle parrocchie, commentarle coi giovani, per poi farle diventare qualcosa di concreto sul piano politico e sociale. Archivio e Disarmo, seppur nelle sue dimensioni circoscritte, cerca di fare proprio questo\u00bb. Don Renato Sacco concorda sulla necessit\u00e0 di non isolare l&#8217;opinione pubblica, insistendo sulla necessit\u00e0 di rivolgersi alle scuole, come fa Pax Christi, \u00absenza educare al fascino delle armi bens\u00ec al fascino della fraternit\u00e0. In qualit\u00e0 di cristiani disponiamo della preghiera, che non va intesa solo come atto vocazionale ma come un modo per rivolgersi a Dio. E se le la nostra fede \u00e8 in Dio, allora crediamo in un Dio che accetta di morire sulla croce, povero e disarmato. Un Dio non vendicativo. Tutto il contrario di quanto fanno coloro che credono nelle bombe\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Guglielmo Gallone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abCome si pu\u00f2 continuare a tradire i desideri di pace dei popoli con le false propagande del riarmo, nella vana illusione che la supremazia risolva i problemi anzich\u00e9 alimentare odio e vendetta?\u00bb: Papa Leone XIV, durante l&#8217;udienza alla Roaco, ha usato parole durissime per condannare la guerra. 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