{"id":1000019648,"date":"2025-06-29T13:04:31","date_gmt":"2025-06-29T16:04:31","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019648"},"modified":"2025-06-29T13:04:33","modified_gmt":"2025-06-29T16:04:33","slug":"james-webb-scopre-il-suo-primo-esopianeta-attraverso-unosservazione-diretta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019648","title":{"rendered":"James Webb scopre il suo primo esopianeta attraverso un&#8217;osservazione diretta"},"content":{"rendered":"\n<p>Il telescopio spaziale James Webb ha segnato una nuova tappa nella sua carriera: per la prima volta ha individuato un esopianeta tramite immagine diretta, una tecnica estremamente rara e complessa. Lo ha annunciato un team di ricercatori internazionali, tra cui l&#8217;astrofisica Anne-Marie Lagrange dell&#8217;Osservatorio di Parigi, in uno studio pubblicato sulla rivista Nature. Il protagonista della scoperta \u00e8 TWA 7b, un pianeta situato a circa 100 anni luce dalla Terra, nella costellazione dell&#8217;Idra, in una regione cosmica che gli scienziati definiscono il \u00abvicinato galattico\u00bb. La sua massa \u00e8 simile a quella di Saturno, ma a differenza dei giganti gassosi gi\u00e0 fotografati in passato, TWA 7b \u00e8 notevolmente pi\u00f9 leggero: secondo gli autori dello studio, \u00e8 il pianeta pi\u00f9 piccolo e freddo mai catturato direttamente da un telescopio spaziale. Dal suo lancio nel 2021 e l&#8217;entrata in funzione nel 2022, il James Webb ha rivoluzionato la nostra visione dell&#8217;universo, offrendo immagini mai viste di galassie primordiali e atmosfere planetarie. Tuttavia, finora il suo sguardo si era concentrato soprattutto su esopianeti gi\u00e0 noti, analizzandone la composizione chimica tramite spettroscopia. Con TWA 7b, Webb ha compiuto un passo avanti: ha individuato un pianeta nuovo utilizzando direttamente la sua visione a infrarossi, resa possibile grazie a uno strumento cruciale, il coronografo integrato nel modulo MIRI (Mid-Infrared Instrument). Questo dispositivo blocca la luce abbagliante della stella madre, TWA 7, simulando un&#8217;eclissi e permettendo cos\u00ec di \u00abvedere\u00bb oggetti deboli e nascosti come un pianeta. TWA 7 \u00e8 una stella giovanissima \u2014 appena 6,4 milioni di anni, rispetto ai 4,5 miliardi del nostro Sole \u2014 circondata da un ampio disco di gas e polveri, la materia prima per la formazione di pianeti. Il suo sistema stellare \u00e8 particolarmente interessante perch\u00e9 osservabile quasi frontalmente dalla Terra, offrendo una visuale privilegiata degli anelli di polvere che lo compongono. \u00c8 proprio all&#8217;interno di uno di questi anelli, in una regione apparentemente vuota, che Webb ha identificato un punto luminoso sospetto. Le analisi hanno escluso che si trattasse di una galassia di fondo o di un oggetto del nostro Sistema Solare. Le caratteristiche della sorgente \u2014 posizione, luminosit\u00e0 e spettro infrarosso \u2014 indicano inequivocabilmente che si tratta di un pianeta. \u00abWebb ha moltiplicato per dieci la nostra capacit\u00e0 di rilevare pianeti tramite immagine diretta. Finora questa tecnica era limitata a giganti gassosi molto caldi e massicci. Ora possiamo iniziare a guardare anche corpi celesti pi\u00f9 piccoli e freddi\u00bb, ha commentato Lagrange. La grande sfida dell&#8217;osservazione diretta \u00e8 la debolezza della luce dei pianeti rispetto a quella delle loro stelle madri. \u00c8 come cercare di vedere una lucciola accanto a un faro. Ma Webb, con i suoi strumenti sensibili e la capacit\u00e0 di operare nell&#8217;infrarosso, sta dimostrando di poter superare questo ostacolo. La scoperta di TWA 7b apre prospettive importanti per la ricerca di pianeti simili alla Terra. Anche se TWA 7b \u00e8 ancora un gigante gassoso, \u00e8 molto pi\u00f9 vicino ai parametri dei pianeti rocciosi rispetto ai colossi come Giove o Nettuno. \u00abIl nostro obiettivo finale resta la scoperta di pianeti piccoli, rocciosi e possibilmente abitabili\u00bb, ha spiegato Lagrange. \u00abMa per arrivarci, dobbiamo prima capire come si formano i diversi tipi di pianeti e come si strutturano i sistemi planetari\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi Bignami<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il telescopio spaziale James Webb ha segnato una nuova tappa nella sua carriera: per la prima volta ha individuato un esopianeta tramite immagine diretta, una tecnica estremamente rara e complessa. Lo ha annunciato un team di ricercatori internazionali, tra cui l&#8217;astrofisica Anne-Marie Lagrange dell&#8217;Osservatorio di Parigi, in uno studio pubblicato sulla rivista Nature. 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