{"id":1000019503,"date":"2025-06-27T10:16:13","date_gmt":"2025-06-27T13:16:13","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019503"},"modified":"2025-06-27T10:16:15","modified_gmt":"2025-06-27T13:16:15","slug":"il-furto-di-stelle-dieci-miliardi-di-anni-fa-la-via-lattea-incontro-unaltra-galassia-e-le-rubo-le-stelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019503","title":{"rendered":"Il \u00abfurto\u00bb di stelle: dieci miliardi di anni fa la Via Lattea incontr\u00f2 un&#8217;altra galassia, e le rub\u00f2 le stelle."},"content":{"rendered":"\n<p>Gaia Enceladus era una piccola galassia che orbitava attorno alla Via Lattea come satellite. Dieci miliardi di anni fa, la piccola galassia \u00e8 scomparsa, \u00abmangiata\u00bb dalla Via Lattea, che passaggio dopo passaggio ha attratto a s\u00e9 le sue stelle. In realt\u00e0, la galassia fagocitata, bench\u00e9 definita nana, presentava dimensioni considerevoli, tanto che la fusione ha provocato potenti destabilizzazioni all&#8217;interno della Via Lattea. Lo stesso nome datole dagli astrofisici, Gaia Enceladus, sottolinea l&#8217;impatto che ha avuto sulla nostra galassia: se \u00abGaia\u00bb riprende il nome del satellite ESA che ne ha permesso la scoperta e l&#8217;analisi dei dati, \u00abEnceladus\u00bb rappresenta un gigante della mitologia greca, imprigionato sotto la Sicilia e responsabile dei terremoti e delle eruzioni dell&#8217;Etna. La ricostruzione della morte di Gaia Enceladus \u00e8 stata fatta in uno studio coordinato dall&#8217;Universit\u00e0 di Firenze e pubblicato su The Astrophysical Journal Letters. L&#8217;articolo, intitolato \u00abEvidence of Gaia Enceladus experiencing at least two passages around the Milky Way\u00bb, dimostra per la prima volta che questo evento di fusione non \u00e8 avvenuto in un unico episodio: Gaia-Enceladus ha attraversato pi\u00f9 volte il disco della nostra galassia prima di dissolversi completamente. La scoperta \u00e8 importante per ricostruire l&#8217;evoluzione della nostra galassia. Infatti, non tutte le stelle che oggi vediamo nella Via Lattea si sono formate al suo interno: alcune sono nate appunto in galassie che la Via Lattea ha inglobato nel tempo e che successivamente si sono dissolte al suo interno. \u00abSiamo riusciti a identificare stelle provenienti da Gaia-Enceladus depositate nella Via Lattea durante il suo primo passaggio e gli attraversamenti successivi\u00bb spiega \u00c1sa Sk\u00falad\u00f3ttir, prima firmataria dell&#8217;articolo e docente di Astrofisica, cosmologia e scienza dello spazio presso il Dipartimento Fisica e Astronomia dell&#8217;Universit\u00e0 di Firenze. Questa \u00e8 stata la sorte di Gaia-Enceladus, lentamente prosciugata del suo patrimonio stellare. Le sue stelle oggi sono sparse in tutta la Via Lattea, ma possono essere identificate grazie alle loro impronte chimiche e cinematiche uniche rispetto a quelle delle loro \u00abvicine\u00bb nate in situ. \u00abI risultati della nostra ricerca sono un decisivo passo in avanti per conoscere la storia della nostra galassia. Prima, infatti, sapevamo solo distinguere le stelle nate nella Via Lattea da quelle formatesi in altre galassie, senza per\u00f2 conoscere i dettagli precisi di questo processo\u00bb concludono le scienziate Unifi \u00c1sa Sk\u00falad\u00f3ttir e Alice Mori, dottoranda in Fisica e Astronomia (Universit\u00e0 di Firenze \u2013 INAF Osservatorio Astrofisico di Arcetri).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gaia Enceladus era una piccola galassia che orbitava attorno alla Via Lattea come satellite. 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