{"id":1000019487,"date":"2025-06-27T08:39:48","date_gmt":"2025-06-27T11:39:48","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019487"},"modified":"2025-06-27T08:39:50","modified_gmt":"2025-06-27T11:39:50","slug":"acqua-in-bottiglia-vetro-o-plastica-qual-e-la-piu-contaminata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019487","title":{"rendered":"Acqua in bottiglia, vetro o plastica? Qual \u00e8 la pi\u00f9 contaminata"},"content":{"rendered":"\n<p>Le microplastiche sono ovunque. Nell&#8217;aria che respiriamo, nel cibo che mangiamo, e nell&#8217;acqua che beviamo. Secondo l&#8217;ultimo rapporto della Commissione Ue \u00abFuture Brief\u00bb, l&#8217;essere umano ingerisce o inala dalle 39.000 alle 52.000 particelle di microplastiche all&#8217;anno. Una quantit\u00e0 pari a 5 gr di plastica a settimana, l&#8217;equivalente di una carta di credito. Queste minuscole particelle di plastica entrano nel nostro corpo e si accumulano negli organi causando alterazioni metaboliche, conseguenze sul sistema immunitario e nervoso, tumori ed altri problemi di salute ancora sotto indagine. Particelle sono state ritrovate nel sangue, nei reni, nel midollo osseo, nello sperma, e addirittura nel latte materno e nella placenta. Non fa eccezione il cervello umano, dove \u00e8 stata rinvenuta una quantit\u00e0 equivalente a un cucchiaino di plastica. Una delle fonti principali di microplastiche \u00e8 sicuramente l&#8217;acqua nelle bottiglie di plastica. Almeno cos\u00ec si \u00e8 creduto fino a quando non sono stati diffusi i risultati di un un recente studio pubblicato dall&#8217;Agenzia francese per la sicurezza alimentare (ANSES). Secondo questa sorprendente ricerca, le bottiglie in vetro conterrebbero una quantit\u00e0 di microplastiche da cinque a cinquanta volte superiore al tasso rilevato nelle bottiglie di plastica o nelle lattine di metallo. E la causa di questo fenomeno sarebbero i tappi. Lo studio \u00e8 stato pubblicato su Hal Open Science. I ricercatori hanno analizzato il contenuto di diverse bevande vendute in Francia (dall&#8217;acqua frizzante e naturale al t\u00e8, passando per birra, vino e altre bibite analcoliche) con l&#8217;obiettivo di rilevare la quantit\u00e0 di microplastiche in esse contenuta ed esaminare l&#8217;impatto dei diversi tipi di imballaggi. I risultati hanno mostrato una media di circa 100 particelle di microplastiche per litro nelle bottiglie di vetro di bibite, limonata, t\u00e8 freddo e birra. \u00abLe concentrazioni \u2013 ha sottolineato il direttore della ricerca dell&#8217;ANSES, Guillaume Duflos, all&#8217;AFP \u2013 sono risultate essere da cinque e cinquanta volte superiore al tasso rilevato nelle bottiglie di plastica o nelle lattine di metallo\u00bb. \u00abCi aspettavamo il risultato opposto\u00bb ha commentato la dottoranda Iseline Chaib, che ha condotto la ricerca. I campioni analizzati hanno indicato che la maggior parte delle particelle rilevate provenivano dai tappi delle confezioni. \u00abAbbiamo rilevato \u2013 ha spiegato il team &#8211; che nelle bottiglie di vetro le particelle plastiche rilevate avevano la stessa forma, colore e composizione polimerica della vernice all&#8217;esterno dei tappi che sigillano le bottiglie. Inoltre, la vernice dei tappi presentava piccoli graffi, invisibili a occhio nudo, probabilmente dovuti all&#8217;attrito tra i tappi durante lo stoccaggio\u00bb. Secondo i ricercatori, le microplastiche rinvenute provengono del rivestimento esterno dei tappi, che si graffiano soprattutto durante i processi di lavorazione e stoccaggio. Da questi segni si liberano i minuscoli frammenti di plastica , che hanno dimensioni comprese tra 0,1 micrometri e 5 millimetri, che finiamo per ingerire. Pi\u00f9 nello specifico, lo studio ha rivelato che la quantit\u00e0 di microplastiche nell&#8217;acqua (naturale e minerale) era relativamente bassa (con 4,5 particelle per litro nelle bottiglie di vetro e 1,6 particelle nella plastica) rispetto alle altre bevande in contenitori di vetro (30 per litro per le bevande analcoliche; 40 per la limonata; e 60 per la birra). \u00abLa ragione di questa discrepanza deve ancora essere spiegata\u00bb, ha commentato Guillaume Duflos. ANSES ha sottolineato che, non esistendo un livello di riferimento per una quantit\u00e0 potenzialmente tossica, \u00abattualmente non \u00e8 possibile affermare se questi dati rappresentino un rischio per la salute\u00bb. Tuttavia, l&#8217;agenzia ha suggerito che i produttori di bevande potrebbero \u00abfacilmente ridurre la quantit\u00e0 di microplastiche rilasciate dai tappi delle bottiglie\u00bb. In che modo? Adottando un metodo di pulizia (che chiunque anche a casa pu\u00f2 adottare) che consiste nel soffiare aria sui tappi e poi risciacquarli con acqua e alcool. Ci\u00f2 ridurrebbe del 60 per cento la contaminazione da microplastiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Barbara Fiorillo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le microplastiche sono ovunque. Nell&#8217;aria che respiriamo, nel cibo che mangiamo, e nell&#8217;acqua che beviamo. 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