{"id":1000019469,"date":"2025-06-26T21:44:41","date_gmt":"2025-06-27T00:44:41","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019469"},"modified":"2025-06-26T21:44:43","modified_gmt":"2025-06-27T00:44:43","slug":"lintelligenza-artificiale-ci-aiuta-anche-a-restaurare-dipinti-danneggiati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000019469","title":{"rendered":"L&#8217;intelligenza artificiale ci aiuta anche a restaurare dipinti danneggiati"},"content":{"rendered":"\n<p>Restaurare un dipinto antico \u00e8 tutt&#8217;altro che semplice, si tratta di un lavoro che pu\u00f2 richiedere da qualche settimana a pi\u00f9 di dieci anni. Negli ultimi tempi, per\u00f2, la tecnologia ci \u00e8 venuta in aiuto con strumenti in grado di creare restauri digitali di quadri danneggiati in modo relativamente rapido. Finora, per\u00f2, il restauro rimaneva appunto solo digitale: ora Alex Kachkine, studente di ingegneria meccanica del MIT, ha sviluppato un metodo per stampare i restauri digitali in una pellicola da applicare al quadro originale. I dettagli sono pubblicati su Nature. La prima opera restaurata da Kachkine (o, per meglio dire, dalla tecnica da lui inventata) \u00e8 stato un dipinto ad olio del 1400: dopo aver ripulito la tela con tecniche tradizionali e rimosso le tracce di vecchi tentativi di restauro, il ricercatore ha fatto lavorare l&#8217;intelligenza artificiale, che ha rilevato 5.612 zone danneggiate e le ha riempite con 57.314 colori diversi. L&#8217;intero procedimento ha richiesto appena tre ore e mezza, circa 66 volte in meno rispetto a quanto avrebbero richiesto metodi di restauro tradizionali. Il lavoro digitale cos\u00ec prodotto \u00e8 stato poi stampato su due pellicole di materiale plastico molto sottile \u2013 una bianca e una a colori, perch\u00e9 per riprodurre completamente il colore sono necessari sia inchiostri bianchi che colorati, spiega Kachkine \u2013 che sono state sovrapposte al dipinto originale allineandole manualmente. Una copia digitale della maschera pu\u00f2 essere conservata per tenere traccia dei restauri e vedere le modifiche esatte apportate al dipinto originale. L&#8217;aspetto interessante \u00e8 che le pellicole sono realizzate con materiali che possono essere facilmente dissolti con particolari soluzioni, per rendere nuovamente visibile il quadro originale danneggiato. Il metodo, seppur rivoluzionario per il mondo dell&#8217;arte e del restauro, va incontro a dei problemi etici: una versione restaurata dall&#8217;IA \u00e8 una rappresentazione corretta dello stile dell&#8217;artista? Secondo Kachkine la cosa fondamentale \u00e8 utilizzare questa tecnica sempre in stretta collaborazione con restauratori esperti, che possano guidare i lavori aiutando a mantenere lo stile e le intenzioni del pittore.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiara Guzzonato<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Restaurare un dipinto antico \u00e8 tutt&#8217;altro che semplice, si tratta di un lavoro che pu\u00f2 richiedere da qualche settimana a pi\u00f9 di dieci anni. Negli ultimi tempi, per\u00f2, la tecnologia ci \u00e8 venuta in aiuto con strumenti in grado di creare restauri digitali di quadri danneggiati in modo relativamente rapido. 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